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Poltergeist

Inconscio repubblicano

Sorp2

Una delle serie di maggiore successo degli ultimi anni è Scorpion, un telefilm creato a tavolino per attrarre un pubblico di tutte le età e di tutti gli orientamenti politici. Un gruppo di geni tra i venti e i trent’anni mette a disposizione la propria educazione e il proprio ingegno in una serie di missioni quasi sempre pagate dal governo federale e che spaziano dalla difesa aerea al recupero di opere artistiche. È difficile non parteggiare per questi giovani in un’epoca post-romantica come la nostra, in cui si ammira il genio innato sopra ogni cosa, ed è ancora più difficile non infatuarsi del loro carattere data la loro natura di loser, cioè di persone incapaci di avere un rapporto “normale” con gli altri, proprio perché oggi siamo stati educati ad amare quelli che vengono definiti “geek”, individui studiosi, topi di biblioteca che non sanno stare al mondo. Grazie a queste caratteristiche, i personaggi ospitati nella serie trasmessa dall’emittente chiaramente repubblicana CBS possono comunicare striscianti contenuti di destra che coinvolgono inconsciamente anche un pubblico di sinistra. In una delle ultime puntate, gli eroi della serie vengono chiusi in un grande museo per poter scannerizzare e trovare una soluzione che salvi un’importante statua quasi in rovina. Naturalmente, un gruppo di super-cattivi che viene dal Sudamerica, una banda senza scrupoli che non parla una parola di inglese e che vuole rubare un materiale in grado di potenziare una bomba atomica nascosto in un meteorite in esposizione, approfitta della situazione e cerca di neutralizzare i topi di biblioteca. Per sventare il colpo, i sei di Scorpion distruggono una serie di opere d’arte con la più grande naturalezza del mondo in un’escalation che accidentalmente esemplifica il rapporto dell’America nei confronti della cultura, specie di quella estera. Questa puntata sembra infatti mostrare con terrificante chiarezza che i fini dei buoni americani giustificano sempre la distruzione che creano nella cultura altrui: statue millenarie, manufatti fenici, abiti e oggetti di popolazioni (a loro) lontane, e così via. Il tutto accompagnato da umorismo e noncuranza che, piuttosto che intrattenere, dovrebbe spaventare. L’episodio seguente li vede impegnati a sterminare una specie di pipistrelli nerissimi e rabbiosissimi che vengono dal sud della frontiera a portare malattia e distruzione. È difficile immaginare una parabola più adatta a esemplificare il messaggio di Trump e della destra xenofoba. Il pericolo, secondo loro, viene dall’esterno che mira a infiltrarsi e distruggere dall’interno; secondo noi il vero pericolo l’America ce l’ha già al di dentro ed è rappresentato da queste forme di indottrinamento nascoste in innocue storielle di genio e regolatezza.