closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Antiviolenza

Incinta, picchiata dall’ex con il guinzaglio

Come in un copione, si ripercorre sempre la stessa storia con personaggi, eventi, e finali variabili. Ma il succo della violenza domestica è sempre lo stesso: controllo, possesso, violenza, percosse, maltrattamenti, minaccia di morte, e eventualmente distruzione fisica della vittima. Come se la donna fosse di proprietà del maschio in tutto e per tutto. A Genova, il 9 gennaio una donna ha sporto denuncia verso il suo ex convivente. All’inizio, come ha raccontato lei stessa, la controllava, fino a farla togliere da facebook, farle cancellare l’intera rubrica telefonica e farle interrompere tutte le amicizie maschili. Poi è passato alle mani: botte per questioni futili e aggressioni fisiche sempre più frequenti, fino a quando lei, che era anche in stato di gravidanza, ha deciso di tornare a casa della madre “per un periodo di riflessione”.  Poi l’epilogo: l’uomo vuole farla tornare, e di fronte ai suoi rifiuti la minaccia di abbandonare il loro cane per strada qualora non fosse venuta a riprenderselo. Lei ci casca e, convinta di essere in grado di gestire la situazione pur sapendo che l’uomo è violento e pur essendo in stato di gravidanza, va da sola all’appuntamento per riprendersi il cane. Ed è così che il 6 gennaio viene sequestrata dall’uomo, costretta ad avere rapporti sessuali, viene picchiata selvaggiamente con il guinzaglio del cane, un accanimento e una umiliazione che dura per tre giorni consecutivi. L’uomo la minaccia di morte dicendo “che sarebbe uscita dalla casa soltanto chiusa in un sacco nero e che avrebbe dovuto rimanere sempre con lui in quanto in attesa di un figlio suo”, fino a quando, sentendosi male con febbre e vomito, l’ex compagno accetta  di accompagnarla all’ospedale Galliera di Genova, ma sempre sotto minaccia di morte. La donna, pur essendo nel panico, trova il coraggio e rivela tutto al medico e fa scattare la denuncia, l’uomo viene arrestato e la donna viene condotta in una casa protetta. E io mi chiedo: è vita questa?