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losangelista

Inception

Christopher Nolan, regista cerebrale di Memento, aveva ibridato con grande successo il blockbuster e il cinema d’autore nelle sue versioni dark e oscuramente filosofiche di Batman. Il suo ultimo film ambisce ad una simile chimera  ricombinante di kolossal estivo e thriller metafisico immettendo nel modulo patinato dell’azione di cassetta una trama onirica – nel senso che i sogni sono le location per le scorribande di una banda di spie industriali (Leonardo di Caprio, Marion Cotillard, Ellen Page, Michael Caine) specializzati nel ‘furto di idee’. Una confezione transgenica con ambizioni highbrow imparentate con Matrix e Odissea nello Spazio nell’impenetrabilita’ della trama.  Ma fra rebus raffinato e matassa cervellotica il passo e’ breve specie quando condito da dosi industriali di esplosioni, sparatorie e rincorse in macchina alla James Bond che impegnano i protagonisti. Mentre questi sono alla ricerca  dei segreti piu’ reconditi delle menti in cui scavano se la devono vedere con gli “anticorpi” del subconscio ospite i quali usano armi di grosso calibro. Nolan fra i piu’ raffinati “stilista” di Hollywood sforna cosi’ quello che in defintiva e’ un heist movie la cui forza e’ sicuramente l’invenzione visiva ma che alla lunga si rivela concettualmente sovraccarico e artificioso nel compromesso con le formule da studio.