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FranciaEuropa

Incendio alla centrale nucleare di Tricastin

Sabato 2 luglio, nel primo pomeriggio, c’è stato un incendio al reattore numero 1 della centrale nucleare di Tricastin, nella Drôme. Gli abitanti della zona hanno visto uno spesso fumo nero alzarsi dalla centrale. Edf, che gestisce questa come tutte le altre centrali francesi, ha subito pubblicato un comunicato, rassicurante: l’incendio ha avuto luogo nella parte non nucleare dell’impianto e “non ha nessuna conseguenza radiologica sull’ambiente e la popolazione”. Il fuoco ha prseso in un trasformatore che serve per evacuare la produzione elettrica verso la rete di distribuzione nazionale. Il reattore numero 1 era fermo, per i lavori di manutenzione annuale.

Tricastion è una delle più vecchie centrali francesi, costruita nel ’74. Nel dicembre del 2010 è stato deciso di allungarne la vita di altri dieci anni., malgrado sorga in una zona a bassa intensità sismica. Nella cittadina più vicina, Saint-Paul-Trois-Châteaux (8300 abitanti), sono stati realizzati due esperimenti in tre anni, per insegnare ai cittadini come reagire in caso di incidente. Tutti i telefoni fissi di un raggio di 10 chilometri dalla centrale sono collegati a una centralina automatica, che dovrebbe avvertire tutti in caso di incidente. L’Autorità per la sicurezza nucleare, per dare il via libera all’allungamento della vita di Tricastin, aveva imposto 32 nuove “prescrizioni tecniche” da realizzare imperativamente. Sono per esempio in corso dei lavori sul canale del Rodano dove è costruita Tricastin, che dureranno fino al 2014. Ma l’Autorità per la sicurezza nucleare mette le mani avanti: la sicurezza della centrale nucleare non è assicurata in caso di piena eccezionale.

Malgrado il tragico avvertimento di Fukushima, la Francia non intende abbandonare il nucleare. Nicolas Sarkozy ha stanziato un miliardo di euro – nell’ambito degli investimenti del “grande prestito” di 35 miliardi avviato nel 2009 – per la ricerca sulla sicurezza nucleare. La “sicurezza” della tecnologia nucleare francese  è diventata un argomento di vendita in campo internazionale dopo Fukushima: il nostro Epr è più caro, dicono ad Areva (il gigante della costruzione delle centrali) perché è più sicuro.

  • surfgigi

    mi chiedo sempre perchè nessun governo,in qualsiasi parte del mondo,di qualsiasi natura e orientamento politico,dica la verità sulle centrali nucleari.sui guai passati presenti e futuri della diabolica scienza nucleare applicata(civile e militare).tutti concordi nel minimizzare gli incidenti,omettere verità,favorire la fiducia in questa vera e propria maledizione biblica contro la vita su questo pianeta.daccordo, il potere è intrinsecamente sempre malvagio ma questi governanti odiano anche i loro figli?

  • AD

    La sovraproduzione d’energia francese si giustifica con le carenze d’altri paesi, come l’Italia. Non ci si può stupire se il guerrafondaio d’otralpe ancora punti su questa fonte d’energia. Gli interessi dei grossi produttori di ferraglia sono soddisfatti nella costruzione delle centrali di questo tipo; sapete quanta siderurgia c’è là dentro?

  • paul

    Surfgigi azzo se hai ragione, sti strunz di scienziati” ci hanno rovinato il pianete in un centinaio di anni e seguitano con il loro livore se li senti a inamidarci di parole che neanche loro capiscono, perche’ ogni giorno sbagliano come diceva Einstein, e se lui diceva cosi, please liberateci da questi cannibali atomici e in dieci anni il pianeta e noi respireremo meglio….i filosofi cinesi taoisti, circa 2700 anni fa’ gia; dicevano che c’erano troppi gadgets in giro…quindi morte alla scienza della morte. saluti