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Poltergeist

Incantamento italiano

Era dai tempi di Lorenzo Da Ponte che il mondo non viveva in preda a una potente fascinazione per tutto ciò che è italiano, inclusi i nostri tratti caratteriali e sociali, come il proverbiale sangue caldo e la tendenza alla seduzione, sia essa volta alla conquista delle menti o celle persone. L’Italia e gli italiani signoreggiavano nei campi della scienza, e dell’arte, in particolare della musica (ai tempi di Da Ponte la produzione artistica più all’avanguardia e più alla moda). Mozart da ragazzo venne in Italia per completare un’istruzione artistica che già a quella sua tenera età aveva superato le capacità e le conoscenze di tutti i maestri che incontrava. Tuttavia, per il resto della sua vita, Mozart ricordò quel periodo in Italia e l’influenza delle opere di Pergolesi sul suo rivoluzionario stile operistico segnò tutte le sue composizioni teatrali (e a volte anche quelle sacre). Il mondo parlava italiano, mangiava italiano, cantava e amava in italiano.

In questi ultimi anni, gli americani stanno esprimendo una simile fascinazione per tutto ciò che è italiano, una fascinazione che va ben al di là della pizza-mafia-mandolino e comprende la moda, la scienza, l’arte e tutta la storia moderna. Attraverso la televisione, mezzo espressivo principe per diffusione e impatto culturale della storia recente, gli americani, e il resto del mondo, vengono quotidianamente educati sulla storia del rinascimento, le invenzioni scientifiche e le conquiste di donne e di territori a opera di italiani.

Ieri il canale di Amazon ha trasmesso il pilot di Casanova, una serie che vuole mitizzare (qualora ce ne fosse bisogno) il seduttore italiano le cui avventure – e non solo quelle amorose – hanno inventato uno stile, esportato una cultura, stabilito i costumi europei. E’ sintomatico che i produttori americani non abbiano lanciato una serie su Don Giovanni, ma proprio su Casanova e quest’ultima serie si iscrive nel novero dei telefilm che negli ultimi anni hanno fatto dell’Italia il paese più interessante nell’immaginario collettivo del pubblico.

La prima cosa da notare è che tutte queste serie sono grandi produzioni di alto livello, con grandi registi e tecnici di primo livello, la seconda è che sono tutte improntate a un tono epico.

Dagli antichi romani a Marco Polo, da Leonardo da Vinci a Casanova, fino ad arrivare alle centinaia di riferimenti all’Italia nelle sitcom, nei procedural e in qualsiasi serie sotto il sole, l’Italia e la sua cultura sono senza dubbio le più rappresentate nelle televisioni che in tutto il mondo trasmettono i popolarissimi telefilm americani.

I riferimenti all’Italia odierna sono, come c’era da aspettarsi, uniformemente denigratori: Berlusconi è diventato la nostra maschera d’esportazione del satiro senescente e viene citato quasi ovunque, specie nelle satire, l’unica nostra produzione che davvero ha avuto un qualche successo è Gomorra, e non solo perché è l’unica nostra serie televisiva che possiamo mostrare senza vergognarci della sua qualità, ma proprio perché si inserisce nell’immaginaro alla I Soprano che è tanto caro al pubblico d’oltralpe. In questo senso, l’Italia di oggi non ha il fascino che aveva quella in cui viveva Da Ponte, tuttavia, se il New York Times attacca la pulizia delle nostre strade e altri organi di informazione criticano molti aspetti del nostro paese, le serie televisive, quelle che veramente stabiliscono il gusto e le inclinazioni del pubblico, sono affascinate dalla nostra storia. Per la televisione americana l’Italia sembra essere quella cantata da Benigni nella sua Quando penso a Berlusconi