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In Puglia maggioranza appesa a un voto

Vendola come Prodi? Per la vittoria nel centrosinistra può darsi, per la precarietà della sua maggioranza in Puglia sicuramente sì. «La poesia è nei fatti», recitava lo slogan elettorale del governatore in cerca di riconferma. E la realtà dei fatti, appunto, è dura, durissima. In consiglio regionale  – visto il caso unico in Italia dell’annullamento del premio elettorale per il caos liste – la maggioranza Pd-Idv-Sel-sinistre si regge su un solo consigliere di vantaggio. Che potrebbe non bastare visto che, per esempio, il Pd Michele Mazzarano (dalemiano doc) dopo il voto si è iscritto al gruppo misto in polemica con le voci su un suo coinvolgimento nelle inchieste sulla sanità scatenate dalla collaborazione di Gianpi Tarantini. Una vicenda per la quale non è mai stato indagato ma che potrebbe tornare d’attualità nei prossimi giorni.

Una maggioranza a rischio, insomma, mentre i tagli draconiani della manovra alle regioni si aggiungono alla scelta improvvisa da parte del governo di rientrare subito, entro il 31 luglio, dal buco sanitario. Da Roma è arrivato l’ordine di tagliare subito ospedali e strutture e il suggerimento (assai interessato visto le polemiche che lo accompagnarono anche a sinistra) ad evitare l’internalizzazione già decisa degli 8mila precari della sanità (118, mense, etc.) che prima erano «subaffittati» stabilmente da cooperative bianche e rosse. «Ripianeremo il bilancio senza aumentare le tasse», promette Vendola.

La questione da martedì sarà all’attenzione del consiglio regionale. In origine, il piano sanitario predisposto dall’assessore Tommaso Fiore prevedeva la chiusura dei piccoli ospedali entro il 2011 e la loro trasformazione in presidi ambulatoriali, aumentando le prestazioni di assistenza extra-ospedaliera. Quel progetto ora va adottato a tappe forzate riducendo i posti letto. E il Pd – visti gli interessi in gioco e l’ovvia rilevanza per la popolazione – fin qui ha nicchiato. Ma nell’ultima riunione di giunta il governatore è stato molto chiaro con i suoi assessori: «O si fa così oppure non possiamo pagare gli stipendi di settembre». Sottinteso, il Pd aiuti la sua giunta.

Il responsabile sanità del Pd nazionale, Gero Grassi (pugliese) raccoglie l’appello: «Il Pd auspica un totale coinvolgimento degli amministratori, degli operatori sanitari e delle città. Perché quel piano non si può fare senza convincere le popolazioni. La regione è carente e il Pd è impegnato a convincere e a cambiare metodo».

In un certo senso la Puglia è davvero sotto assedio del governo. Ultimo esempio ieri il via libera del ministero dell’Ambiente al mega rigassificatore di Brindisi su cui la regione è contraria. L’assessore all’ambiente Nicastro è subito ricorso al Tar.

da www.ilmanifesto.it – uscito sul manifesto del 24 luglio 2010