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Quinto Stato

In Italia c’è la guerra contro il diritto alla casa: sgomberi a Modena, sciopero della fame a Roma

Sgomberi casa a Modena

Casa, sgomberi a Modena

Sgomberi, scioperi della fame, manifestazioni. La guerra contro il diritto alla casa, e l’emergenza abitativa. La risposta dei movimenti. A Modena violento sgombero e feriti: famiglie in mezzo alla strada. A Roma sciopero della fame contro la delibera Tronca e i prossimi sgomberi annunciati 

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Modena è stata sconvolta da uno sgombero violento degli stabili occupati in centro e dello Sportello La Rage- spazio Guernica. Sessanta persone tra donne, uomini e bambini, sono state allontanate dall’ex-caserma di via S. Eufemia e lo stabile di via Bonacorsa. Negli uffici comunali in piazzale Redecocca gli attivisti sono stati manganellati. Una ragazza quindicenne è stata ferita gravemente a un occhio da una manganellata.

“E’ stata finalmente ripristinata una situazione di ordine e legalità –  ha sostenuto Simone Reggiani, il responsabile provinciale di Forza Nuova – “Confidiamo in una dura presa di posizione da parte del Sindaco, e auspichiamo che le autorità giudiziarie possano agire repentinamente contro questi soggetti, ai sensi del art 633 del Codice penale che prevede fino a due anni di reclusione per chi invade edifici altrui”. Il sindaco di Modena Muzzarelli (Pd) ha detto: “Il sostegno offerto alle persone in stato di bisogno, non può essere disgiunto da percorsi che si devono svolgere nell’assoluta legalità”.  “Uno spettacolo pornografico di violenza legale – ha reagito Rifondazione Comunista di Modena – Sarebbe stato molto più opportuno che il sindaco avesse speso una parola sulle riforme della strumentazione municipale con le quali intende affrontare l’emergenza delle persone di ogni età che la crisi economica, anche a Modena, sta sbattendo sulla strada, ma è proprio perché quella parola non ce l’ha”.

A Roma venti attivisti di Action sono in sciopero della fame. Come gli altri movimenti per il diritto all’abitare protestano contro la delibera 50 del commissario Francesco Tronca che ha dato attuazione alla delibera regionale per l’emergenza abitativa.

In questo documento, considerato un risultato dai movimenti romani, sono stanziati 200 milioni di euro per 1200 alloggi da destinare sia alle famiglie nelle graduatorie per una casa popolare tra il 2000 e i 2012, agli aventi diritto all’assistenza alloggiativa nei residence, a cui da anni si ricorre per dare un tetto alle famiglie, e agli occupazioni entro la data del 31 dicembre 2013.

Per quest’ultima categoria i criteri sono stati cambiati dal commissario della Capitale. “Il numero complessivo degli alloggi da destinare all’attuazione del presente Piano sarà calcolato tenendo conto della percentuale del 15%. Soglia che non risulta nella delibera regionale.

Nel provvedimento capitolino si annunciano 16 nuovi sgomberi delle occupazioni. Da quella di via Carlo Felice 69 a Viale del Policlinico n. 137 e Via delle Provincie 196.Si parla di stabili “pericolanti con rischio per l’incolumità degli occupanti”; altri hanno un “provvedimento di sequestro preventivo”, l’occupazione “comporta danni erariali”. Agli occupanti non si offre una soluzione alternativa. Il progetto della delibera regionale, a lungo coltivato dai movimenti della casa, viene così modificato in un’emergenza di ordine pubblico. Gli sgomberi porteranno a nuovi conflitti, moltiplicando l’emergenza abitativa. E’ il circolo vizioso si riprodurrà su scala ancora maggiore.

“Questo sciopero della fame lo facciamo per la dignità di chi non ha casa – sostengono gli attivisti di Action – La Delibera che doveva darci casa è solo un lungo elenco di stabili da liberare e restituire ai tanti palazzinari e squali della finanza. Non intendiamo morire occupanti, non è mai stata questa la nostra aspirazione. Tantomeno subire uno sgombero dopo l’altro e poi finire per strada. Cesseremo di alimentarci perché deve essere chiaro che nessuno, se non noi, ha il diritto di decidere della nostra vita e dei nostri corpi”.

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