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FranciaEuropa

Imprese pubbliche: i dirigenti devono stringere la cinghia

E’ uno dei  60 impegni presi da François Hollande: i dirigenti delle società pubbliche, controllate dallo stato o dove lo stato ha una partecipazione, non potranno guadagnare più di 20 volte il salario minimo pagato dall’impresa. Il governo di Jean-Marc Ayrault ha deciso di applicare rapidamente questa promessa, senza aspettare il risultato delle legislative del 10 e 17 giugno. Ayrault ha precisato che questa norma verrà applicata anche “ai contratti in corso”. Lo stato francese controlla al 100% 23 imprese pubbliche e ha una partecipazione in altre 29, maggioritaria in 13. Tanto per cominciare, La Poste, Edf, Areva e Aéroports de Paris dovranno tagliare le remunerazioni dei loro dirigenti: Henri Proglio, gran protégé di Sarkozy, dovrà rinunciare al 70% perché il suo stipendio – 1,5 milioni di euro l’anno –  è 63 volte superiore al salario più basso pagato da Edf . A La Poste la remunerazione del pdg è 34 volte superiore al salario minimo pagato nell’azienda: Jean-Paul Bailly avrà una decurtazione del 41%. Alla Sncf (ferrovie) il presidente Guillaume Pepy  guadagna  250mila euro l’anno, 15 volte il salario più basso e non dovrebbe quindi subire tagli.

La decisione di Ayrault si inserisce in un movimento che si sta generalizzando a livello mondiale, dove gli azionisti contestano sempre più i guadagni esagerati dei dirigenti. Ieri, il governo francese ha annunciato che contesterà al consiglio di amministrazione il “premio”  che Air France ha versato al suo ex pdg, Pierre-Henri Gourgeon, 400mila euro per la clausola di “non concorrenza” (per evitare che vada a proporre le sue competenze da un concorrente), mentre la compagnia aerea sta preparando la soppressione di 5mila posti di lavoro entro il 2015. In questo caso la mossa sarà solo simbolica, perché sarà difficile far restituire i soldi. La destra grida allo spreco di “professionalità” nel settore pubblico e prevede una “fuga di cervelli” verso il settore privato. Il governo risponde che si tratta semplicemente di “decenza” dei dirigenti in un periodo di crisi, dove tutti sono chiamati a fare sacrifici. “Credo al patriottismo dei dirigenti” ha affermato Ayrault. Presidente e ministri si sono diminuiti lo stipendio del 30%. Mentre a luglio lo Smic (salario minimo) dovrebbe aumentare un po’.

  • Spartacus

    Lentamente Hollande comincia a mettere in opera il suo “cambiamento”.
    Certo ci sono a breve le elezioni parlamentari e sarà a partire dal nuovo parlamento e dalla (eventualmente nuova ) maggioranza che ne uscirà, che si potrà vedere ciò che Hollande intende sviluppare.
    Le prime mosse dell’incontro con le forze sociali e della riduzione e limitazione degli stipendi dei dirigenti del settore pubblico mi paiono giuste.
    Come del resto quella di cambiare un certo numero di prefetti troppo compromessi con la politica di Hortefeux e di Guéant.
    Più che legittimo e in linea con l’idea di tornare nell’alveo delle garanzie costituzionali.
    Sono troppo ottimista?

    Comunque sia, io aspetto fiducioso, sperando anche nell’azione incalzante del FdG e degli ecologisti (che però mi paiono come vittime di una letargia… qualcuno – Cohn Bendit ? – ha parlato piuttosto di “minestrite”)

  • Spartacus

    Sull’aumento dello Smic, Parisot, presidente uscente del Medef, ha già aperto il fuoco, affermando che con tale atto molte industrie rischiano di non assumere o di licenziare.
    Sicuramente, sarebbe colpa dell’aumento dello Smic, come afferma la Parisot.
    Altrimenti le cose andrebbero a gonfie vele.