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FranciaEuropa

Immigrazione: 14.000 morti alle frontiere dell’Europa

Il sito Owni.fr denuncia che, dall’88, 14mila persone sono morte alle frontiere dell’Europa nel tentativo di immigrare nel vecchio continente. Altre 4500 sono decedute mentre cercavano di raggiungere Mayotte, territorio francese, dalle Comore. Mentre in questi giorni Lampedusa è di nuovo un punto di arrivo massiccio, Owni.fr ricorda che dal ’93 ci sono stati 857 morti nel tentativo di raggiungere quest’isola. Il sito ha creato un memoriale virtuale per ricordare queste persone decedute nel tentativo di trovare una vita migliore. Il breve testo ricorda alcune delle cause dei decessi: sui 14mila morti, 300 persone sono decedute soffocate nei camion, 864 sono morte di fame e di sete o attraversando il deserto o in imbarcazioni alla deriva, 110 hanno perso la vita all’interno dei centri temporanei, 48 sono deceduti mentre erano in stato di fermo e 57 in prigione, 215 sono morti di freddo, 254 sono stati assassinati e ci sono stati 335 suicidi. 73 persone sono saltate in aria in campi minati. Queste cifre sono provate, ma il dramma è probabilmente più ampio, con tutti gli scomparsi che non hanno lasciato traccia. Le politiche migratorie dell’Unione europea hanno una responsabilità diretta in questa strage.

www.owni.fr

  • alvise

    Non mi sembra un modo corretto di porre le questioni.
    I numeri vanno confrontati con qualcosa.

    Ad esempio :
    —nel solo 2009 in una sola città del Messico – Ciudad Jarez – vi sono stati 2293 omicidi.
    —in Venezuela dai 4.550 omicidi del 1998 – l’anno in cui Chávez vinse le prime elezioni presidenziali – siamo arrivati ai 13.156 del 2007. Caracas oggi è la capitale più insicura dell’America Latina.

    E potremmo continuare con la Colombia o i 20.000 morti all’anno nelle sole miniere di carbone cinesi.
    Se consideriamo un periodo lungo quanto quello dal 1988 ad oggi arriviamo a….???

    Non mi pare buon giornalismo dare le notizie in questo modo.

  • Fabio

    Bravo alvise! Finalmente un po’ di spirito critico che non prende per oro colato tutto quello che viene scritto (da chiunque beninteso…).

  • Valter Di Nunzio

    @alvise. Non voglio seguirla nel “dare i numeri”, altrimenti potrei dire quanti crimini sono commessi nella sola New York o quanti detenuti per reati contro la persona ci sono in questo momento negli Stati Uniti: mi sembra francamente bizzarro che lei metta a confronto chi è vittima di omicidi con chi è vittima di naufragi, maltrattamenti o altro. L’unica conclusione che si dovrebbe trarre qual’è ? Che nel Sud del Mondo la vita è dura anche a prescindere dai rischi dell’immigrazione candestina? Mi creda non è una grande scoperta, proprio per questo la gente è disposta a rischiare tanto per arrivare in posti dove crede di avere più chances. Dovrebbe invece essere un dato più inquietante o per lo meno su cui riflettere, per chi invece aveva chiuso Lampedusa, dalla quale transitavano non più di 8-9000 persone all’anno, e poi è costretto a approvare l’ingresso legale di almeno 100.000 lavoratori all’anno per far fronte alle esigenze delle famiglie e delle imprese.
    In Europa si è statalisti un giorno e liberisti il giorno dopo, libertari per se e forcaioli per gli altri, ma sempre universalmente convinti di rappresentare un inimitabile, grande modello di civiltà … del passato. Fa benissimo chi ci ricorda il sano beneficio del dubbio.

  • claudio

    I dati parlano da soli e riportarli è doveroso;purtroppo non vengono pubblicati dai grandi mezzi di informazione per non disturbare le politiche di respingimento e nascondere che queste hanno un costo in vite umane.E’ assolutamente corretto dare questo tipo di notizie.che poi altre zone del mondo abbiano terribili colpe non assolve affatto l’europa.

  • ALVISE

    @Di Nunzio
    mi dispiace che non voglia seguire il confronto dei numeri.
    E’ un metodo democratico.
    I voti, come i morti si contano, …non si pesano.
    Se uno guida male e va a sbattere, lasciandoci la pelle – e in Europa ,contando anche le vittime, ne muoiono circa 40.000 all’anno per incidenti stradali – cosa dovrei fare per impedirlo ?
    E se uno decide di mettersi in mare con imbarcazioni da paura, come lo fermo ? Ovvero perchè dovrei fermarlo ?
    Se , specie a sinistra, si pretende di avere il diritto di vivere e MORIRE, come uno crede (vedi eutanasia), che diritto ho ad intervenire ?

  • Fabio Burani

    Credo che seguire i numeri è utile quando si ha cognizione sul come interpretarli, mentre fare un elenco mettendo a confronto le vittime dell’emigrazione con tutte le altre che ogni giorno, mese o anno si susseguono per le più svariate cause mi pare abbastanza erroneo. Altrimenti vogliamo contare anche i deceduti per cause naturali, arrivando a miglioni e sminuendo il più possibile le vittime di precise ed elencabili politiche che i paesi del “primo mondo” adottano con piena (o quasi) lucidità e consapevolezza?
    E poi il fatto di mettere a confronto gli assassini di ciudad juarez con le vittime dei naufragi serve per riflettere meglio? Questa confronto di cifre dove vuole arrivare? Mi sembra che il risultato sia relativizzare la questione per concludere che il dramma è dappertutto e quindi un vero dramma non esiste. Per chiarire le cose: è inutile ed esagerato sconcertarsi e indignarsi per questi fatti di normale cronaca…
    Ora si parla di immigrazione alle porte della fortezza Europa, bisogna lasciare stare perchè ci sono anche altri problemi? Parliamo anche di questi, parlanetene voi (Alvise e altri) che forse li conoscete meglio; dai minatori cinesi (e di tanti altri paesi) all’insicurezza sociale, dall’emigrazione alle carceri.
    L’emigrazione è un fenomeno così vicino a noi, di cui l’Occidente ha così tante responsabilità storiche, che mi sembra vergognoso non parlare dei fatti, crudi e sconcertanti, che la riguardano. Mi sembra che ci sia, purtroppo, un’enorme difficoltà nel trattare un tema come questo, quando dovrebbe essere all’ordine del giorno dal momento in cui ci dichiariamo di appartenere a dei paesi “civili” e “democratici”.

  • Ahmed

    @ Alvise + @ DiNunzio.
    Le statistiche non esauriscono la politica. Manca sempre un progetto internazionalista e di solidarieta’ per capire come si vogliano aiutare le nostre sorelle ed i nostri fratelli dei paesi piu’ poveri (sempreche’ li si voglia aiutare). Io scelgo di volerli aiutare. Lo fatto per decenni, vivendo in decine di paesi diversi. Sempre ho riscontrato che il miglior modo di aiutarli e’ creare delle buone condizioni di vita a casa loro, incrementando l’istruzione, la sanita’, l’accesso all’acqua, i diritti civili e politici, la liberta’ di espressione, la coscienza produttiva e riproduttiva.
    Il buonismo di sinistra per i barconi carichi di disperati non serve a nulla. Certo bisogna aiutarli per ragioni umanitarie, ma e’ controproducente pensare di accogliere milioni di disperati in una paese come l’Italia. Se ne accogli milioni, ne arriveranno centinaia di milioni, sradicando comunita’, depauperando risorse umane e conoscenza, togliendo classi di giovani forti ed intelligenti a paesi che ne hanno grande bisogno.
    Serve combattere i Dittatori, le Satrapie, le Teocrazie che usano le donne come ventri riproduttivi per i “milioni di baionette” o come assicurazione per le future rimesse degli immigrati.
    Esiste un immenso problema demografico mondiale, ma nello stesso tempo si giudica con arroganza la politica del figlio unico cinese. L’avessero praticata gli egiziani, adesso non si troverebbero senza acqua e terra.
    La Destra non ha nessuna intenzione di aiutare i poveri del mondo, la Sinistra sbaglia tutto nel COME aiutarli. Che scenario desolante.

  • Valter Di Nunzio

    @alvise. Credo che il suo ragionamento sia fondato: è il ragionamento liberista (lo dico senza alcuna connotazione negativa)secondo il quale se ognuno “ha cura del proprio orto” tutta la società sarà prospera, se invece uno fallisce sarà solo lui a perdere. Peccato che le politiche migratorie non seguano affatto questo principio: se lei ha modo di leggere il Testo Unico dell’Immigrazione, che è poi la la 286/98 con tutte le successive integrazioni, vedrà che l’immigrazione regolare, cioè in tutto conforme alla legge, non esiste né può esistere:lei assumerebbe mai una badante filippina per assistere sua madre se non l’ha mai vista in faccia e sopratutto se arriverà in Italia 8 mesi dopo la sua domanda, nel più fortunato dei casi?
    Seguendo sempre il ductus liberista, risulta evidente che se non esiste l’immigrazione legale, esisterà quella illegale, con tutti i pericoli, le speculazioni e i drammi connessi. Sta a noi avere un’altra politica e non dico affatto che sia facile

  • Valter Di Nunzio

    @ Ahmed. Penso anch’io che l’emigrazione depauperi il capitale umano dei Paesi del Sud del Mondo. Ma le rimesse degli immigrati sono un fattore decisivo dell’accumulazione primitiva di questi Paesi. Anche il miracolo economico di Paesi come la Cina o la Turchia, nell’ultimo ventennio, sarebbero molto meno eclatanti senza i 100.000.000 di lavoratori cinesi fuori dalla Cina e i 7 milioni di lavoratori turchi fuori dalla Turchia.
    I flussi migratori fanno parte di una equazione di grado troppo elevato per soluzioni facili, in cui ci sono anche le variabili della demografia, dell’urbanesimo, dell’impatto ambientale etc. Il fattore limitante può essere solo il valore dell’utilità marginale ad immigrare rispetto alla permanenza nel Paese d’origine: ho l’impressione, nonostante le sparate mediatiche, siamo vicini al punto di equilibrio.