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Il siluro black shark è un frutto letale della tecnologia e ricerca toscana

Il «black shark», il super siluro di ultima generazione della Wass (gruppo Finmeccanica), è una vecchia conoscenza del manifesto.

Il 25 novembre del 2010 finì addirittura in prima pagina (battezzato «il siluro di Tremonti») come simbolo degli sprechi di stato e del dogma della spesa militare. Nel 2010 gli investimenti pubblici solo sul siluro valevano oltre 87,5 milioni di euro.

La Waas (Whitehead Alenia Sistemi Subacquei del Gruppo Finmeccanica) è un’azienda livornese da oltre 500 addetti che produce siluri e impianti sonar militari. Il nome è un omaggio a Robert Whitehead, l’inventore dei siluri moderni. Oltre al sito di Livorno, la Wass ha stabilimenti anche a Genova e Pozzuoli e unità di lavoro minori a La Spezia e Taranto.

Secondo il sito Internet della compagnia, il «black shark» (squalo nero) è «la torpedine più moderna sul mercato» e «servirà le marine di tutto il mondo almeno per i prossimi vent’anni». Lungo oltre 6 metri e dal diametro di mezzo metro , è un bestione guidato da una fibra ottica con tecnologia «stealth», invisibile e tanto silenzioso da poter vanificare le contromisure navali e sottomarine dei bersagli. È un’arma compatibile con i sottomarini di fabbricazione tedesca (U209, U214 e U212 recentemente venduti per esempio a Israele) e franco-spagnola (classe Scorpene). Secondo la compagnia, «più di 100 siluri sono in fase di produzione e di consegna per varie importanti marine militari distribuite in tre diversi continenti».

Oltre alla vendita c’è anche l’assistenza ai clienti: «Grazie ad un Dipartimento di Supporto Logistico dedicato, Wass fornisce, a costi competitivi, un efficace e completo supporto tecnico post-vendita in grado di soddisfare i bisogni specifici di ogni singolo cliente per tutta la durata operativa dei Sistemi».

La Wass è bene integrata nell’economia toscana. Alla fine del 2009, per esempio, stipulò un accordo con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il cui Centro di ricerca sulla robotica marina si è insediato allo Scoglio della Regina a Livorno, grazie ai finanziamenti europei dei Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile) ottenuti dal comune della città (vedi Manlio Dinucci sul manifesto del 12 novembre 2010). Quella convenzione tra comune di Livorno (a guida Pd), la Wass e la Scuola Sant’Anna consentiva all’azienda Finmeccanica di avvalersi (pagando) delle ultime ricerche universitarie e soprattutto dei laboratori e degli impianti della Scuola per la necessaria sperimentazione, sviluppo e ricerca.

dal manifesto del 18 luglio 2012