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Haka!

Il Sei Nazioni si avvicina. Per gli azzurri la strada è in salita

Il Sei Nazioni riparte sabato 1° febbraio. L’Italia affronta il Galles campione in carica al Millennium di Cardiff e a Parigi va in scena Le Crunch tra Francia e Inghilterra. Il giorno dopo toccherà a Irlanda e Scozia (Dublino).

La scorsa edizione ci regalò molte soddisfazioni. Gli azzurri chiusero al quarto posto con due vittorie con Francia e Irlanda (mai avevamo sconfitto i ramarroni irlandesi nel torneo), un piazzamento riuscito soltanto una volta, nel 2007. Fu un bel torneo, culminato con la schiacciante vittoria, la seconda consecutiva, dei gallesi che all’ultima giornata travolsero gli inglesi, fin lì favoriti.

Ieri Jacques Brunel ha reso noto la lista dei 30 convocati per le prime due giornate del torneo. Ci sono assenti illustri perché infortunati (Andrea Masi, Francesco Minto, Simone Favaro, Giovambattista Venditti, e poi Gonzalo Canale, Luca Morisi, Manoa Vosawai) e qualche novità come il ritorno di Mirco Bergamasco e Paul Derbyshire e gli esordienti Angelo Esposito e Guglielmo Palazzani, entrambi trequarti. Il saldo, al netto dei presenti e degli assenti, è però negativo. L’Italia di un anno fa costruì i suoi successi su una difesa che aveva i suoi punti di forza in Masi, Minto e Favaro, cui si aggiungeva Joshua Furno: era una cerniera estremamente efficace per la mobilità dei suoi interpreti, capaci di coprire spazi e di placcare qualunque avversario passasse di lì. La differenza la fecero loro, ancor più che la mischia, e loro questa volta non ci saranno. Ce ne siamo accorti nei test autunnali e in quelli estivi: 5 mete prese dagli Springboks, 5 da Samoa, 3 dalla Scozia, una dall’Argentina, 5 da Fiji e 7 dall’Australia. Senza quegli uomini in campo gli azzurri hanno incassato una media di 4,3 mete a partita, mentre nello scorso Sei Nazioni la media era stata di 1,6: una differenza letale.

Jacques Brunel queste cose le sa, ed è da lì che dovrà ripartire: dai buchi difensivi e i placcaggi mancati che hanno disseminato l’intero trittico dei test di novembre dai quali l’Italia è uscita con la sola vittoria (al brivido) nel match contro Fiji. Cominciare la nuova stagione a Cardiff con il Galles, ovvero con la squadra che schiera i migliori trequarti del torneo, è certamente un esordio che dà i brividi; ma se mettere in conto una sconfitta è nell’ordine delle cose, evitare una disfatta sarebbe cosa buona.