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Nuvoletta rossa

“Il ragazzo invisibile”: un Panini imbottito di linguaggi per la generazione digitale

La parola d’ordine è transmedialità. Se ne parla nelle segrete stanze dei giganti dell’intrattenimento, sui sofà dei produttori di Hollywood, sulle riviste di cinema e Tv. Addirittura, nelle accademie: vedere, per credere, Max Giovagnoli, fra i primi a intuire l’aria che tirava e costruirci sopra corsi e seminari. E a chi ne mastica poco, e la confonde con l’altro mantra del momento, la crossmedialità, diciamo: bubbole. Perché chi mena per primo mena due volte. Ed è meglio costruire una strategia di sfruttamento a cavallo dei vari media dai primi vagiti di una proprietà intellettuale, che arrivarci a bocce ferme.

La copertina del numero 1 © Panini Comics 2014

La copertina del numero 1 © Panini Comics 2014

Tutto chiaro? No? Male, malissimo: perché se non si parte da qui, è impossibile capire cosa bolla in pentola sulla scena del fumetto popolare nato in Italia. Che dopo tre lustri di sudditanza psicologica nel confronti del “nuovo” – le console videoludiche, internette, le Tv via cavo, eccetera – sembra aver finalmente deciso di saltare a cavallo della tigre digitale. I tre indizi che fanno una prova, come nei romanzi di Agatha Christie, sono tutti storia recente, e portano la firma dei pezzi da novanta del comicdom nostrano: parliamo i fumetti animati ispirati alla testata fantascientifica Orfani, e coprodotti da Sergio Bonelli Editore e Rai Fiction, in onda a partire da dicembre 2014. Il format inedito albo a fumetti + Dvd di The Walking Dead inaugurato in queste settimane da La Gazzetta dello Sport e Saldapress per celebrare la “doppia vita” del serial di Kirkman, Moore e Adlard fra pagina disegnata e piccolo schermo. E, last but not least, Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, in uscita il 18 dicembre 2014. Che è il primo cinecomic realizzato nel nostro Paese. Ma anche un romanzo scritto dal team degli sceneggiatori del film Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo per Magazzini Salani. Ma anche un fumetto realizzato da questi ultimi insieme con cartoonist del calibro di Diego Cajelli, Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti. La novità sta nel fatto che libro e fumetto non sono semplici riletture del film in altri linguaggi. Piuttosto, opere a sé stanti, che ampliano la storia del film aprendo ad avventure e personaggi altri. In questo senso, il periodico lanciato a Lucca da Panini Comics e ora in edicola è un vero e proprio prequel ufficiale. Che nell’arco di tre capitoli in uscita ogni 21 giorni dal 6 novembre e centotrenta pagine ricche di extra, bozzetti e interviste esclusive racconta le “origini segrete” del titular character. La storia nata dagli sforzi congiunti degli autori della pellicola e dei fumettisti coinvolti, fonde i (contro)poteri dei personaggi di Stan Lee e Jack Kirby con le atmosfere umbratili di opere recenti di Salvatores, per esempio Come dio comanda ed Educazione siberiana. Un film (non solo) per ragazzi. Proprio come il fumetto.

Una tavola dal numero 1 - © Panini Comics 2014

Una tavola dal numero 1 – © Panini Comics 2014

Quest’ultimo è un’avventura super-eroistica firmata da autori che tengono cuore italiano, come il Depardieu degli spot Tv, ma hanno già imparato a fare i conti con le opportunità e le asprezze del mercato internazionale. E si sono visti e letti capisaldi del genere come X-Men, Spiderman e Watchmen. Un’operina magari non particolarmente innovativa, ma qualitativamente all’altezza di molti dei fumetti editi dalle publishing house d’Oltreoceano. Il seguito, a quanto pare, alla prossima puntata: perché Il ragazzo invisibile 2 è già in preproduzione. E per citare lo stesso Salvatores, questo sarà un tema che dovremo affrontare sempre di più (…) La sala diventerà solo una delle piattaforme che ti possono far godere un film. Bisogna nel giro di poco tempo ripensare bene a tutto il sistema di distribuzione, e quindi anche al sistema di comunicazione. Sinceramente, se quando usciranno in contemporanea il fumetto e il film qualcuno andrà a vedere il film e qualcuno si comprerà solo il fumetto, io sarò molto contento. Poi chi ha comprato il fumetto un giorno magari passa davanti a un cinema e decide di andare a vedere anche il film, e sicuramente chi è andato al cinema e ha un certo interesse per queste cose comprerà il fumetto. Ma non è un fatto strettamente commerciale: è proprio una questione di comunicazione diversa. Anche i comics di casa nostra, insomma, tengono famiglia. Ora non resta che garantir loro i diritti del caso. Anche se in questo senso, c’è ancora parecchia strada da fare.