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Napoli centrale

Il questore vieta, gli antifascisti disubbidiscono

 

Niente corteo e niente presidio per gli antifascisti. A sorpresa il questore Luigi Merolla per paura di scontri ha infatti concesso solo ai fascisti di Casa Pound la possibilità di manifestare (ma senza sfilare) a piazza Carlo III. Merolla ha improvvisamente cambiato idea dopo che sabato 12 novembre sembrava aver accolto l’appello del sindaco Luigi De Magistris a non permettere la manifestazione di un gruppo che hanno nel proprio dna politico il nazifascismo*, e dopo aver in un primo momento concesso ai movimenti un sit in a piazza Cavour prima ha vietato alla Rete ogni iniziativa e poi dopo le proteste li ha spostati a Piazza Del Gesù. “Ci sembra strano – afferma Pietro Rinaldi, consigliere comunale di Napoli è tua in quota per il centro sociale Insurgentia – Mi auguro che le scelte della Questura siano state fatte senza infingimenti esterni da parte di qualcuno che da Roma strizza l’occhio a Casa Pound”. Pietro Rinaldi fa riferimento all’elezione del figlio del sindaco di Roma Gianni Alemanno del Pdl, nella consulta provinciale degli studenti proprio nelle liste collegate a Casa Pound.

In ogni caso si tratta sicuramente di una scelta che in queste ore sta esacerbando gli animi, alimentando la possibilità di scontri tra i due gruppi. Dalla rete infatti la risposta non si è fatta attendere e nel primo pomeriggio hanno rilanciato con un comunicato battagliero che conferma l’intenzione di opporsi al divieto, manifestando lo stesso. “Ci sembra francamente che il divieto della Questura, che vuole costringere all’invisibilità la protesta della città antirazzista – scrivono gli antifascisti – serva piuttosto ad alimentare le tensioni e a cercare di scoraggiare la partecipazione – Ricordiamo al questore che piazza Cavour dista due chilometri da piazza Carlo III, più o meno come piazza del Gesù. Noi non possiamo che disobbedire a questo divieto”. La paura del movimento è anche che Casa Pound possa utilizzare la manifestazione approfittandone per occupare uno stabile nel quartiere della sanità, ed è per questo che i movimenti insistono per tenere il sit-n a piazza Cavour.

A quelli di Casa Pound è stato autorizzato il presidio dove volevano mentre alla Rete antifascista no, eppure – conclude Rinaldi – tutta la città detesta i fascisti e si è schierata, dal rettore al sindaco, dagli intellettuali alla società civile. Ma non solo anche le principali forze politiche della città hanno preso posizione nettamente, francamente non capisco con quale legittimità si permette comunque ai fascisti di stanziare in piazza Carlo III”

Tra poco a piazza del Gesù avrà inizio il concerto antifascista, tra gli artisti che hanno accettato l’invito anche Daniele Sepe e Marco Zurzolo. Ma c’è preoccupazione dopo l’aggressione subita da una studentessa delle superiori aggredita da due uomini perché aveva strappato un manifesto di Casa Pound affisso fuori dalla sua scuola a Montesanto. I timori sono che al termine della serata gruppi di destra, come già accaduto in passato, potrebbero prendere di mira studenti e attivisti isolati di ritorno a casa.

  • PRC Napoli

    Fuori i fascisti dalla nostra città

    Il Partito della Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i di Napoli esprimono la loro più radicale opposizione nei confronti della manifestazione nazionale convocata per sabato 26 novembre dall’associazione neofascista Casapound.

    Accogliamo positivamente le dichiarazioni del Sindaco de Magistris e delle istituzioni napoletane che hanno impedito la “marcia su Napoli” annunciata da Casapound, ma riteniamo un’offesa anche la sola concessione di un presidio in una piazza di una città come Napoli che fu la prima in Europa ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista, atto eroico grazie al quale fu insignita della medaglia d’oro al valor militare.

    I leader di Casapound infatti, in spregio ai valori della nostra Costituzione si dichiarano “fascisti del terzo millennio” e dichiarano sul loro sito internet l’intento “di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito”. Inoltre, al di là delle campagne populiste e demagogiche su temi sociali, le loro pratiche sono tese a sostenere in maniera incondizionata chi svende i beni comuni e promuove l’affossamento della sanità e dell’istruzione pubblica per consentire profitti ai loro amici e finanziatori nella destra istituzionale.

    La lotta al fascismo ora più che mai deve dispiegarsi attraverso un lavoro congiunto di tutte le forze sane della città: partiti, associazioni, sindacati, comitati, movimenti e semplici cittadini. Un antifascismo che si declina concretamente nella solidarietà alle classi meno agiate, agli operai, ai cassaintegrati, ai precari, ai migranti, agli emarginati. Un antifascismo che rifiuta e disprezza l’idea di chi invece propone la contrapposizioni tra le classi deboli, di chi alimenta una spregevole guerra tra i poveri e la caccia al diverso e al migrante, di chi già in passato si è macchiato di azioni criminali. Basti ricordare i continui agguati ai migranti e agli studenti e le incursioni nelle università.

    Ci sentiamo in dovere di denunciare e contrastare qualsiasi forma di fascismo, autoritarismo, intolleranza, razzismo, omofobia e maschilismo, in particolar modo nel giorno successivo al pregevole consiglio comunale dedicato alla violenza sulle donne. Per questo saremo presenti alla manifestazione antifascista che si terrà a piazza Cavour sabato 26 novembre alle ore 15 e sollecitiamo la partecipazione delle istituzioni, dei partiti, dei sindacati e di tutti i cittadini che si richiamano ai valori della solidarietà e dell’antifascismo espressi nella nostra Carta Costituzionale.

    Napoli, 24/11/2011

    Il Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
    Antonio D’Alessandro

    Il Coordinatore delle/dei Giovani Comuniste/i
    Antonio Perillo