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FranciaEuropa

Il Ps alla ricerca del rinnovamento

Primarie “all’italiana” nella prima metà del 2011, aperte anche ai simpatizanti

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, per designare il candidato socialista alle presidenziali del 2012, che dovrà sfidare Sarkozy. Impegno ad evitare il cumulo delle cariche amministrative e politiche, per evitare la sclerosi del gruppo dirigente. Parità integrale tra uomini e donne negli organismi dirigenti ed elettivi e promozione della “diversità” nelle istanze dirigenti. Sono queste le proposte che la segretaria del Ps, Martine Aybry, ha sottomesso ai militanti del partito, riuniti nell’università d’estate – cioè nel meeting  che riapre la stagione politica dopo la pausa delle vacanze – a La Rochelle questo fine settimana. Queste proposte saranno sottomesse a un referendum che si svolgerà il prossimo 1° ottobre e dove avranno diritto di voto solo gli iscritti al partito. Le idee di “rinnovamento totale, dall’A alla Zeta” presentate da Aubry sono piaciute in generale ai militanti socialisti, che sperano di uscire dal tunnel di depressione che dura ormai da anni (dalla sconfitta di Jospin al primo turno delle presidenziali del 2002).  Anche se restano delle ambiguità sulle procedure che veranno adottate: ieri, l’ex segretario François Hollande ha precisato che le primarie, secondo lui, devono mirare a designare il candidato socialista alle presidenziali e non il candidato comune della sinistra.

L’idea di organizzare delle primarie a sinistra serve al Ps per evitare di infossarsi nella polemica sulle alleanze, sperando di poter riconfermare il ruolo centrale del partito nello schieramento di opposizione a Sarkozy. Per questo motivo, le primarie a sinistra non piacciono ai tradizionali alleati del Ps: ieri, la segretaria del Pcf, Marie-George Buffet, ha affermato che questa è “la strada per la sconfitta” alle prossime presidenziali. Prima delle presidenziali ci sono pero’ le regionali della prossima primavera e qui la questione delle alleanze è già sul tappeto. Aubry si è detta aperta a discutere con i centristi del MoDem (nei fatti, le discussioni sono già aperte in una mezza dozzina di regioni) e il suo ex rivale alla corsa alla segreteria, Bertrand Delanoë; ha commentato che “cio’ che dice Martine sulle alleanze è quello che io ho già fatto a Parigi con il MoDem”. Le primarie piacciono anche alla sua ex rivale alla segretaria, Ségolène Royal, che spera di contare sulla propria popolarità per spuntarla (anche grazie al fatto che un suo concorrente pericoloso, Dominique Strauss-Kahn, nel primo semestre del 2011 sarà ancora alla testa dell’Fmi, quindi formalmente fuori gioco). Con le primarie, il problema degli alleati, dal Pcf al MoDem, viene cosi’ occultata e rimandata a dopo la scelta della personalità che dovrà difendere i colori del Ps contro Sarkozy. 

Aubry, per ridare un po’ di coerenza all’opposizione alla politica di Sarkozy, ha anche proposto delle “norme etiche” da rispettare nel partito. Alcuni propongono che, tra queste, vi sia anche la proibizione di partecipare alle “missioni” proposte da Sarkozy (come hanno fatto molti nomi noti del Ps, tra cui l’ex primo ministro Michel Rocard, che in collaborazione con Alain Juppé, ha proposto al governo di adottare una “tassa CO2” per lottare contro il riscaldamento climatico).  

A parte il rinnovamento interno, La Rochelle è stata anche l’occasione per avanzare alcune proposte politiche concrete. Vincent Pellion si è rivolto ai socialisti europei, perchè arrivino al vertice sull’ambiente di Copenhagen, nel prossmo dicembre, con una proposta comune:  istituire una Tobin Tax mondiale da devolvere ai paesi in via di sviluppo, perché adottino scelte non lesive dell’ambiente. Pellion, in un’ottica di alleanze, ha proposto che sia Eva Joly, ex magistrata ed eurodeputata  eletta nelle liste di Europa Ecologia, a difendere la Tobin Tax a Copenhagen.