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Napoli centrale

Il Pd in campagna elettorale, 3 anni prima

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Una parte del Pd vuole disarcionarlo immediatamente dalla sella di sindaco con un referendum sul suo operato e De Magitris attacca: “Dialogo con tutti quelli che hanno le mani tese verso la città, non verso le poltrone, se un test ci dovesse essere sarà nel 2016 se mi ricandiderò”. Gli appetiti, dunque, si fanno sentire. Dopo solo due anni di amministrazione arancione i democratici scalpitano per riprendersi il comune di Napoli. Lo fanno i renziani, ma anche i bassoliniani (redivivi) che addirittura propongono, appunto, un referendum cittadino. Chiaro che in caso di risultato negativo avrebbero un’altra pietra da arroccare sulla collina delle polemiche.

“E’ incredibile che i maggiori critici siano coloro che hanno amministrato la città per 20 anni e l’hanno lasciata come un malato in agonia, in condizione di predissesto finanziario. A loro dico solo che se credono di riuscire a ripristinare un blocco di potere consolidato perdono tempo”. Una risposta senza sfumature, quella del sindaco, che arriva durante la conferenza stampa sui progetti per l’autunno, appuntamento voluto dopo un fine settimana di riunioni serrate con gli assessori e con lo staff. E c’è chi immediatamente si sente chiamato in causa come la deputata, ex-assessora della giunta Iervolino Valeria Valente che subito replica (non c’erano dubbi): “E’ pretestuoso e demagogico. attaccare il Pd sulla base della motivazione che a Roma governa con la destra di Berlusconi e a Napoli attacca una giunta di sinistra”. Nei giorni scorsi anche l’ex-governatore Bassolino era andato giù duro definendo l’esperienza di De Magistris ormai al capolinea. Ma in realtà mentre si fanno le prove tecniche di affondamento la situazione, almeno all’interno del Pd, è in alta marea, tra le correnti che si autosgambettano in attesa delle europee che potrebbero dare l’ennesima sfoltita al partito di governo.

Così Napoli lancia un altro amo al premier Letta per chiedere ancora un  faccia a faccia sui bisogni della città affinché “sia risarcita sul piano economico, come accaduto per altre realtà, per le scelte politiche scellerate che sono state compiute nel passato”.  Perché se c’è un Pd che vuole “scassare”, a Palazzo San Giacomo si vuole aprire a quei dem più sbilanciati a sinistra, dal ministro Andrea Orlando, ai primi cittadini Pisapia, Zedda e Emiliano.

E così si punta sul rilancio, in questo momento di difficoltà politica ed economica, per realizzare obiettivi concreti, quali mettere mano all’arredo urbano, predisporre un piano di bonifica e riqualifica di territori martoriati come la zona orientale e Bagnoli, aprire i 4 impianti di compostaggio. E proprio su quest’ultimo punto De Magistris insiste: “Finché ci sarò io non verranno aperte né discariche, né inceneritori su questo territorio”. Ma i temi caldi sono tanti, uno su tutti la sanatoria per gli abitanti abusivi degli immobili comunali che pure ha spaccato il consiglio comunale con il neoassessore al patrimonio Sandro Fucito a fare da apripista. “Chi ha occupato per esigenza verrà salvaguardato, la camorra e gli occupanti di professione saranno perseguiti, bisognerà tener presente le graduatorie e dare gli immobili agli aventi diritto”, chiude corto il sindaco che poi pone l’accento sui lavori a piazza Garibaldi per la nuova stazione centrale e sulla creazione della holding unica sul trasporto pubblico. Questo è quello su cui ripartire, scuole, ospedali, patrimonio pubblico: “Perché se referendum cittadino deve esserci – precisa – allora che lo si faccia su questioni concrete, non per iniziare la campagna elettorale tre anni prima”.