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Napoli centrale

Il Pd e il malocchio delle primarie

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Sono proprio le primarie che portano male al Pd, o forse è il Pd che porta male alle primarie. Ma in Campania come in Liguria un partito che si fa la guerra da solo e da sempre non dovrebbe mettersi alla berlina con la possibilità poi di perdere le elezioni vere e proprie. E’ già successo nel 2011 a Napoli con il pasticciaccio di una votazione finita in denunce e reciproche accuse di brogli tra i 4 candidati Libero Mancuso, Nicola Oddati, Umberto Ranieri e Andrea Cozzolino reo di aver vinto, dicevano, comprando i cinesi. Ed eccoci nuovamente sugli stessi schermi con gli attori e le correnti di sempre che continuano a farsi dispetti rinviando per la quarta volta le consultazioni. Alle 15 di oggi, 18 febbraio, la direzione regionale online si espressa a favore, con 67 voti su 60, all’ennesimo slittamento. Solo 7 i contrari. Erano 96 gli aventi diritto a decidere.  Così per chi tenta di convocare l’assemblea regionale per far saltare il tutto avrebbe ancora un po’ di tempo visto che tra i democrat niente è impossibile. Al momento colui che trarrebbe maggior vantaggio da una candidatura unitaria (e ancora ci spera) è il neopiddino Gennaro Migliore o il super partes (?) ex ministro Nicolais. Il più combattivo resta Andrea Cozzolino, che cinesi a parte, potrebbe effettivamente contare sugli storici macina voti del partito, mentre Vincenzo De Luca, dopo la decadenza e la condanna a un anno e mezzo per abuso d’ufficio, resta in corsa sperando di ottenere qualche riconoscimento a Roma. Fanno numero Marco Di Lello (Psi) e Nello Di Nardo (Idv).  Se poi guardiamo gli sfidanti non è che stiano messi meglio, per i 5 stelle è stata candidata dal web Valeria Ciarambino, 41 anni, di Pomigliano d’Arco, per Forza Italia che potrebbe trovare un’intesa con Ncd ritorna Stefano Caldoro che in questi 5 anni si è distinto, da vero gentleman craxiano, per essersi lavato le mani da qualunque cosa che non avesse portato acqua al mulino dei suoi. Così come accaduto a Napoli tre anni fa se spuntasse un altro De Magistris (o capopopolo, o Masaniello per dirla alla maniera dei detrattori e dei commentatori nazionali) avrebbe gioco facile. Ci sta pensando Sel, ma senza riporvi troppe energie, visto che per il momento un nome non c’è. Si potrebbe immaginare una lista di sinistra magari anche con un movimento civico arancione, ma senza un nome non riuscirebbe comunque a sbancare il banco. Renzi in questi giorni ha chiamato Raffaele Cantone un nome buono per tutte le stagioni. Ma il magistrato non si è mai buttato direttamente nell’arena, ha rifiutato ogni confronto elettorale preferendo, come è noto, presiedere l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Questo è quanto, ma la serie di sicuro continua…