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losangelista

Il Partito dei Blasfemi

Il giudice del processo Maometto v. Google (di cui sotto) ha respinto l’istanza di ritirare il video infama-profeta da Youtube. In America infatti non e’ contemplato il reato di vilipendio alla religione o comunque viene data precedenza alla liberta’ di espressione. Per un  paese cosi’ ossessionato da dio, nelle scuole, nell aretorica, negli inni e sulle monete, le corti federali sono state curiosamente costanti nella tutela del diritto di esprimere a parole un opinione per quanto idiotica od odiosa – o blasfema. In sentenze dopo sentenze hanno citato l’nalienabile diritto di parola sancito dal primo emendamento della costituzione nel rifiutarsi di restringerlo. L’offesa alla sensibilita’, reputazione o religione altrui, piu’ che in quasi ogni paese, viene considerata subordinata al diritto di espressione, eccezione fatta per il dimostrabile ed imminenete pericolo fisico ad altri: il famoso grido di “fuoco” in un cinema affollato (ah, si poi ci sono quelle due o tre liste nere per apologia di comunismo, ma e’ un’altra storia). La posizione del “partito blasfemo” che va da Charlie Hebdo ad alcuni settori della laicita’ liberal, in sostanza che l’opposizione politica al fondamentalismo deve  contenere questo diritto alla blasfemia e’ articolata qui da Sam Harris che rivendica la possibilita’ di sfottere l’Islam quanto il mormonismo di Romney.