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FranciaEuropa

Il Pacs ha dieci anni: un successo

Il 13 ottobre del 1999 l’Assemblea nazionale votava definitivamente il Pacs, il “contratto concluso tra due persone maggiorenni, di sesso opposto o dello stesso sesso, per organizzare la vita comune”. E’ stato un successo: nel 2008, 145mila Pacs sono stati firmati, in crescita del 43% rispetto all’anno precedente. Nel frattempo, il numero dei matrimoni è rimasto stabile in Francia, intorno ai 270mila l’anno nell’ultimo decennio. I Pacs conclusi tra omosessuali sono stati il 5,62% nel 2008, mentre erano circa il 50% nel primo anno di entrata in vigore di questo contratto.

Ormai, il Pacs è diventato una scelta banalizzata in Francia. In questi giorni è in corso a Parigi il secondo Salone del matrimonio e del Pacs. Eppure, nel ’99, le polemiche infuriavano. All’Assemblea erano stati presentati 2161 emendamenti alla legge che lo istituiva, una deputata della destra  aveva fatto un intervento-fiume di più di 5 ore con la Bibbia in mano. Il Pacs era accusato di essere solo “un’unione per omosessuali”, di “distruggere il matrimonio”, di essere un “attacco alla famiglia”. Ma nulla di tutto questo è successo. Per molti, il Pacs è semplicemente una tappa verso il matrimonio. Molto meno romantica, una delle motivazioni principali per “pacsarsi” è fiscale. La legge è stata modificata nel 2005, quando è stato abolito il periodo di prova di tre anni, prima di poter presentare una dichiarazione comune (più favorevole, una coppia paga meno tasse di un contribuente celibe), mentre nel 2006 è stata introdotta la possibilità di scegliere la separazione dei beni tra pacsati. Oggi, secondo uno studio, il 30% sottoscrive un Pacs principalmente per ragioni fiscali.