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Lo scienziato borderline

Il MUOS è US Navy, non NATO. Ed è un pericolo, non una difesa.

Il mutuo soccorso fra scriventi sui quotidiani (io non oso chiamarmi giornalista, non intendo usurpare una qualifica così apprezzata oggidì in Italia: TUTTI gli italiani amano i giornalisti, no?) è una buona norma.

A volte capita ai noi scriventi sui quotidiani di dover essere costretti, da – diciamo – indicazioni editoriali dall’alto a dover scrivere di cose delle quali non sappiamo assolutamente nulla: allora ci si arrangia come si può, e magari – purtroppo – si costruisce tutto il proprio pezzo su affermazioni di base che sono false.

Angelo Panebianco firma addirittura un editoriale sul Corriere della Sera, noto quotidiano a diffusione nazionale, dal titolo:

Sentenze miopi e tagli sbagliati, le armi puntate contro di noi

Non entro nel merito della prima parte dell’articolo, tutto in soccorso e difesa della Difesa, tutto pieno di rimpianto sul “c’eravamo poco armati”, tutto ardente di nuovo spirito guerriero verso Tripoli bel suol d’amore, tutto scandalizzato su come molti deputati abbiano osato esprimere addirittura la loro “opposizione di principio” verso l’acquisto degli F-35, nota arma antiterroristica efficiente e a basso costo: il tutto in questo Grave Momento in cui l’ISIS – impresa con startup USA – minaccia di invadere Roma. Magari andrei a discuterne con i pacifici e civilizzati hooligans europei del Feyenoord, che qualche giorno fa l’hanno invasa davvero, Roma; mentre i romani – purtroppo lettori dei quotidiani nazionali che altro non fanno che mettere loro paura per distrarli da quanto fanno gli ineffabili nostri governanti – attendevano tremebondi l’ISIS, si son trovati 500 olandesoni ubrachi. Attenzione   però qui a prepararsi bene: l’ignoranza di magari indossare una maglietta dell’Ajax andando a intervistarli potrebbe essere esiziale.

E’ nel finale dell’articolo, però, dove Panebianco ha bisogno del mio aiuto, dato che scrive, più o meno, una inesattezza per riga. Parla del MUOS, il sistema d’arma della US Navy la cui costruzione di una stazione di terra a Niscemi è stata oggetto di una sentenza recente del TAR di Palermo.

Scrive (cito letterale): A molti è forse sfuggito ma proprio mentre l’altra settimana eravamo alle prese con le minacce dello «Stato islamico» all’Italia dei crociati, l’ineffabile Tar di Palermo, con una sentenza, bloccava la costruzione, nella locale base Nato, della stazione di terra del Muos, il più avanzato sistema americano di comunicazioni satellitari a scopi militari, dando ragione al Comune di Niscemi che la definiva «dannosa per la salute».

E’ inesatto.

– Il MUOS è della US Navy (Marina Militare degli Stati Uniti d’America) e si trova all’interno di una installazione (in inglese: Facility) chiamata NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) degli Stati Uniti e non una Base Militare, tantomeno della NATO. La NATO non c’entra nulla.

– L'”ineffabile” TAR di Palermo (che emette “sentenze miopi” che “sono armi puntate contro di noi“) non ha dato ragione al Comune di Niscemi, il cui ricorso anzi non è stato accolto. Al Comune di Niscemi, tuttavia, si deve l’avvio di questo procedimento, ed al suo ricorso sono stati poi unificati molti altri ricorsi sullo stesso tema, sia no-muos che pro-muos.

– L'”ineffabile” TAR di Palermo (che emette “sentenze miopi” che “sono armi puntate contro di noi“) ha accolto invece i ricorsi presentati da Legambiente, dal Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS e dal Movimento No MUOS Sicilia contro il provvedimento della Regione Siciliana del 24 luglio 2013, la cosiddetta “revoca delle revoche” all’autorizzazione alla costruzione del MUOS.

– L'”ineffabile” TAR di Palermo (che emette “sentenze miopi” che “sono armi puntate contro di noi“) ha motivato la sentenza non tanto sul fatto che il MUOS sia “dannoso per la salute”, ma essendo un ineffabile organo del sistema giudiziario italiano che delibera su ineffabili questioni amministrative (si segni la sigla: TAR = Tribunale AMMINISTRATIVO Regionale) – ha accolto i ricorsi basandosi sui vizi delle autorizzazioni originarie (emesse nel 2011 dalla Regione Siciliana) perché carenti di validi studi sui rischi per la popolazione e l’ambiente e prive totalmente di studi riguardo i rischi per il traffico aereo. Inoltre, l’autorizzazione paesaggistica, necessaria per la realizzazione dell’opera all’interno di un sito protetto (in zona A della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi ed all’interno di un SIC – Sito di Interesse Comunitario) era frattanto scaduta e non rinnovata. L’ “ineffabile” TAR rileva per tutti questi motivi che i lavori sono iniziati e proseguiti in assenza di valido titolo autorizzativo e si devono qualificare, quindi, come abusivi.

Andiamo avanti. Chiosa quindi il nostro articolista:

 La sentenza, naturalmente, è stata accolta con esultanza da tanti bravi cittadini della zona. Qui non si vuole scherzare su cose così gravi ma forse servirebbe una riflessione collettiva sul fatto che i «danni per la salute», se la situazione in Nord Africa continuerà a deteriorarsi, potrebbero risultare maggiori di quelli che può procurare una stazione Muos. Ma davvero la sicurezza nazionale, nonché i nostri impegni Nato, possono essere appesi alle sentenze dei Tar?

E’ inesatto.

– Il MUOS non ha alcun interesse per la difesa nazionale: esso non è ancora in funzione non essendo in orbita tutti i satelliti necessari per il suo funzionamento, e il programma MUOS è in grave ritardo e richiede ancora tempi piuttosto lunghi. Inoltre non se ne conoscono bene né le modalità di funzionamento né gli scopi. Poi, si tratta di installazione ad uso esclusivo del Governo degli Stati Uniti d’America, e non dell’Italia né della NATO.

– I “nostri impegni NATO” non hanno nulla a che vedere con il MUOS.

– I «danni per la salute» del MUOS potrebbero essere minori di quelli che ci farebbero quelli dell’ISIS? Forse al Corriere della Sera non potevano prevedere che i propugnatori del MUOS, ad esempio il Ministero della Difesa, si staranno ora mordendo le mani. Perché da sempre chi ha sostenuto l’installazione del MUOS a Niscemi ha gabellato l’idea che fosse INNOCUO per la salute.  Allora questi danni per la salute esistono, solo che sono “accettabili” in quanto la gente intorno a Niscemi dovrebbe sacrificarsi in nome della Suprema Difesa Nazionale, contro l’ISIS? Ottimo: basta saperlo.

– A proposito di Sicurezza Nazionale, e di vivere con le proprie case a due passi da un obiettivo militare sensibile, per nulla difeso, ed essere quindi ostaggi in una guerra fra americani e fantomatici altri, guardiamo questa bella foto del MUOS montato (quella nell’articolo del Corsera è vecchia, il MUOS nel frattempo è stato completato).

Gianni Vattimo e Massimo Zucchetti al MUOS di Niscemi, aprile 2014

Gianni Vattimo e Massimo Zucchetti al MUOS di Niscemi, aprile 2014

Pensate: ci si può avvicinare alle parabole del MUOS fino a poche decine di metri.

Il MUOS visto da vicino

Il MUOS visto da vicino

Pensiamo poi che le antenne NRTF e la “Base MIlitare” dalla quale dipenderebbero i nostri fantomatici “impegni NATO” sono anche frequente oggetto di free climbing.

Interferenze esiziali per la sicurezza nazionale (foto di Fabio d'Alessandro)

Interferenze esiziali per la sicurezza nazionale (foto di Fabio d’Alessandro)

Aggiungo alcuni commenti.

La sentenza non è stata accolta con esultanza da “tanti bravi cittadini della zona“, ma da tutta la Sicilia e da tutti coloro che, in Italia sono la maggioranza, sono contrari alla colonizzazione militare del nostro territorio, Sicilia e Sardegna in primis, per fare di noi gli ostaggi o la prima linea di una guerra che è uno Scontro di Inciviltà dal quale dovremmo prender le distanze: sappiamo bene che chi ne ha scatenato le origini e ampiamente armato e finanziato i “cattivi”, è lo stesso che ora manterrà ben oliata la sua macchina da guerra – sulla quale è basata la propria economia – giocando alla guerra sulla pelle altrui. Fino al prossimo spauracchio: Saddam, Gheddafi, I Talebani, Assad, l’ISIS: tutti costoro, in passato, furono armati e finanziati dagli americani e dall’occidente.

E smettiamola di agitare spauracchi futuri per farci inghiottire rospi presenti.

Cosa dovremmo scrivere – noi scriventi sui giornali – se fossimo davvero dalla parte dei “tanti bravi cittadini” e non di altri? Questo.

– Il Governo ci spieghi come intende porre in essere ogni azione utile e scrupolosa al fine di rimuovere il danno esistenziale ai Niscemesi già determinatosi in più di 20 anni, provvedendo al blocco dei lavori del MUOS e allo spegnimento delle antenne NRTF esistenti, con anche monitoraggio costante e continuo del sito sui limiti di emissioni elettromagnetiche.
– Perché il Governo non promuove l’effettuazione di uno studio scientifico per dare contezza dell’ avvenuto impatto sulla salute della popolazione fin dal 1991, assicurando un costante coinvolgimento informativo degli Enti locali e dei Comitati NO MUOS, affidando lo studio a scienziati super partes?
– Il Governo ci spieghi come intende ridurre drasticamente l’inquinamento delle matrici ambientali derivante dal Petrolchimico di Gela, tuttora in funzione, e che l’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato provocare a Gela, Butera, Niscemi e altri comuni limitrofi inquinamento ambientale a livelli intollerabili.
– Perché il Governo non realizza a Niscemi un Centro di ricerca di eccellenza, sotto l’egida del CNR, per lo studio e l’approfondimento delle problematiche legate agli effetti dell’elettromagnetismo? Infatti il territorio di Niscemi e il suo ecosistema hanno comunque ricevuto nocumento per l’impatto determinato dalla presenza di questi impianti . Sarebbe questa, non una semplice proposta compensativa per il danno subito fin dal 1991, ma il riconoscimento ad un territorio martoriato di un’opportunità anche di creazione di posti di lavoro e di collocazione di tante intelligenze locali, oggi costrette ad emigrare.

Non mi adonto se chiunque farà copiaincolla di queste frasi e – magari – proverà a scrivere un articolo di rettifica. Il Corriere della Sera è un quotidiano molto letto. Spiace che i lettori abbiano ricevuto sul MUOS informazioni così inesatte.

  • El Zane

    a quanto ne sò io, la NATO non è come l’ONU, che ha proprie forze militari (ovviamente fornite dai paesi membri e rimanenti sotto la loro organizzazione). la NATO non ha militari NATO o basi NATO (a parte degli alti comandi e uffici), ma le forze dei singoli paesi intervengono in difesa dell’alleato attaccato; per cui anche la base u.s. navy in sicilia può dirsi NATO, in quanto di paese alleato vincolato a fornirci sicurezza. qualcuno può confermare o smentire?

  • Rama versus Asura

    Il MUOS è solo una dimostrazione di proprietà u.s.a del suolo italiano, ritenuto solo una colonia da sfruttare per i loro interessi, e se è loro interesse fare “invadere” la Sicilia dall’isis per sottrarla alle “democrazie” occidentali ed avere un controllo militare assoluto nel mediterraneo e in un pezzo di Italia che è fuori dagli interessi del governo e dalla partitocrazia filo settentrionale, che ha già tagliato i collegamenti ferroviari e navali, appaltando magari il MUOS ai super esperti “musulmani” addestrati in u.s.a,, ebbene questo verrà realizzato, grazie all’appoggio della massoneria pduista che ha preso il potere in italia e che sta spogliando gli italiani derubandoli di tutto, anche del futuro. E la passività del governo (non nel depauperare gli italiani, però!) è un segnale chiarissimo!!!

  • Stefania

    Mi sn voluta documentare un pò e ho letto che sì: la NATO ha proprie
    forze militari costituite dagli “apporti militari” dei vari Paesi
    facenti parte della NATO e organizzate sotto il comando del Comitato
    Militare NATO. Non sono quindi forze statali indipendenti anche perchè
    verrebbe meno il senso della costituzione della stessa NATO. In pratica,
    la Nato è un’organizzazione che consta di 3 componenti. 1) Il Consiglio
    del nord atlantico che nn è altro che il vertice decisionale (composto
    dagli ambasciatori presso la NATO dei Paesi membri); 2) l’International
    Staff civile suddiviso in divisioni amministrative col compito di
    tradurre le decisioni prese dal Consiglio in politiche e, infine, 3) il
    Comitato Militare il cui presidente si occupa del comando della
    Struttura Militare della NATO. Questa si suddivide a sua volta in due
    macro strutture l’ACT e l’ACO. La prima si occupa, per così dire, della
    dottrina militare della NATO e ha quindi un carattere accademico
    (formazione, sperimentazione, analisi), mentre la ACT ha una funzione
    operativa. La ACT, infatti, è organizzata in 3 Comandi, che nn sono
    altro che centri direzionali di guerra e strategia, rispettivamente x le
    forze terrestri, navali e aeree. Ciascuno di questi Comandi militari
    ha, poi, svariati Comandi Dipendenti costituiti da risorse e mezzi
    militari provenienti dai vari Stati membri “in virtù” della loro
    posizione strategica. Per fare un esempio chiarificatore si può pensare
    allo SNMG1 che è una forza navale della NATO composta principalmente da
    unità navali di Stati con accesso all’Oceano Atlantico e diretta dal
    Comando Navale NATO “MARCOM”. Tra l’altro, sono molte le forze armate della NATO e di tante nn sono reperibili nemmeno informazioni minime in rete…