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Lo scienziato borderline

Il MUOS e le interferenze sul traffico aereo

In queste ore, si susseguono notizie e smentite riguardanti l’arrivo di TIR e di mezzi (Gru, etc.)  per il completamento del MUOS, il super sistema radar militare della US Navy in costruzione in Sicilia, a Niscemi.

Il popolo resistente NOMUOS è in allarme, la sorveglianza e il presidio sono continui, notte e giorno. A loro, va tutta la mia solidarietà. Come già nella grande manifestazione del 6 ottobre, pubblicai un articolo su queste pagine elettroniche per spiegare i motivi tecnici per cui il MUOS costituisce  un grave rischio per la salute e per l’ambiente.

Io ora non posso fare altro che insistere, con la mia piccola voce, da queste pagine, approfondendo il più trascurato degli aspetti che riguardano il rischio del MUOS: l’interferenza con il traffico aereo. Come già scrissi per il 6 ottobre,  gli aeroporti di Sigonella, Comiso e Fontanarossa sono vulnerabili: l’installazione del MUOS comporterebbe gravi rischi. L’inquinamento dello spazio aereo civile non è stato tenuto in conto.

Massimo Coraddu – già principale autore,  con me come secondo, dela Relazione scritta come consulenti gratuiti del Comune di Niscemi sul MUOS nel 2011, ha ora approfondito il tema dell’interferenza sul traffico aereo del MUOS. Il lo ringrazio e pubblico questo approfondimento. E’ il nostro modo per portare solidarietà e resistere insieme al popolo siciliano, al popolo NOMUOS. Ripeto quanto scrissi allora: gli altri pochi sistemi simili al MUOS sono tutti in luoghi isolatissimi, non in mezzo alla popolazione, e vicini agli aeroporti civili! Gli USA devono finirla di considerare il territorio italiano come uno dei suoi Backyards – cortiletti – dove poter costruire tutto quello che gli pare, come in centroamerica. La popolazione siciliana non è fatta di gente di serie B, sacrificabile come “buon prezzo da pagare” per alimentare il proprio delirio imperialista e militarista. Dobbiamo aspettare un altro incidente aereo “misterioso” come quello di Ustica, per farci dare ragione?

Il MUOS e la Sicilia

Il MUOS e la Sicilia

Osservazioni sui possibili interferenze con il traffico aereo prodotte dall’attivazione del sistema di comunicazione MUOS presso la stazione radio US Navy di Niscemi.

A chi compete valutare il rischio di interferenza tra le emissioni del MUOS e il traffico aereo? Da quando il problema è stato sollevato per la prima volta, un anno fa, si assiste a un vergognoso scaricabarile tra le istituzioni che, teoricamente dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini. Le conferme dell’esistenza di questo tipo di rischio si sono accumulate mentre, incredibilmente, la costruzione del MUOS va avanti senza che nessuno si faccia carico della tutela della popolazione dai rischi che la sua entrata in funzione comporterebbe.

Un anno fa, nella relazione Coraddu-Zucchetti [1] , si faceva notare che le trasmissioni del MUOS dalla base USA di Niscemi potevano comportare gravi rischi per la navigazione aerea. Infatti, dalla documentazione prodotta dalla US-Navy [2], risulta come le parabole del MUOS siano destinate ad emettere con un angolo di inclinazione molto basso sull’orizzonte (il suo valore minimo è di appena 17°), questo significa che due intensi fasci di microonde, del diametro di circa 20 metri, attraverseranno l’atmosfera alle tipiche quote utilizzate dal traffico aereo civile e militare.

I fasci potranno trovarsi infatti alla quota di circa 5000 metri alla distanza di 15 Km dal MUOS, a circa 6000 metri a 20 Km dal MUOS, a circa 10000 metri a 30 Km dal MUOS. L’intensità del campo emesso da ciascuna parabola, per distanze inferiori ai 20 Km, è superiore ai 40 V/m (o 4 W/m2), mentre il limite di sicurezza previsto perché le strumentazioni di bordo degli aeromobili non subiscano gravi disturbi è di appena 1 V/m. Si tratta quindi di intensità decine di volte superiori ai limiti di sicurezza.

Questo significa che un aereo che dovesse essere investito accidentalmente dal fascio di microonde emesso dal MUOS andrebbe incontro a gravi malfunzionamenti alla strumentazione di bordo, con rischi di guasto e di incidente che andrebbero attentamente valutati. Oltretutto la stazione NRTF Niscemi, nella quale si stà realizzando il MUOS, è collocata in una zona in cui il traffico aereo è particolarmente intenso: l’aeroporto di Comiso la cui apertura dovrebbe essere imminente, si trova ad appena 19 Km di distanza, mentre aeroporti militare di Sigonella e civile di Fontanarossa (Catania), si trovano rispettivamente a 52 Km e a 67 Km.

D’altra parte è stato proprio per via del rischio eccessivo di interferenza elettromagnetica ed incidente (compresa la detonazione accidentale degli ordigni) che la US-Navy ha deciso, nel 2006, di spostare la realizzazione del MUOS dalla base aerea di Sigonella alla stazione di telecomunicazioni di Niscemi. Maliziosamente si potrebbe persino pensare che le complicazioni al traffico aereo, dovute alle emissioni del MUOS, abbiano un ruolo nella mancata apertura dell’aeroporto di Comiso. Ma di questo non c’è conferma.

Da quando il problema delle interferenze delle emissioni MUOS con il traffico aereo è stato sollevato per la prima volta, dalla relazione Coraddu-Zucchetti nel Novembre 2011, nessuno si è ancora preoccupato di valutare i rischi di incidente che ne derivano. Le autorità competenti sembrano piuttosto impegnate a scaricare le proprie responsabilità le une sulle altre, mentre i lavori per la realizzazione del MUOS, paradossalmente, vanno avanti come se non ci fosse alcun problema.
Vediamo i fatti:

– L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ARPA-Sicilia, alla fine di Maggio 2012, produce un suo documento [3] in cui esamina le problematiche sottolineate dalla relazione Coraddu-Zucchetti del Novembre 2011. A proposito del rischio di interferenza con il traffico aereo, si legge (punto 2b, pag.): “Tali aspetti non sono stati valutati da ARPA Sicilia in quanto attengono alle competenze dei soggetti deputati all’assistenza ed al controllo del traffico aereo (ENAV, ENAC, Aeronautica Militare)”.  Nella stessa pagina dello stesso documento ARPAS si può leggere, al punto 2c, che le antenne paraboliche del MUOS potranno essere orientate, sul piano orizzontale, in un settore angolare dell’ampiezza di circa 115° “da Sud-Est (109°) a Sud-Ovest (224°)”. Una cartina illustra poi la zona investita, mostrando come sia interessata buona parte della Sicilia sud-orientale, compresa l’intera provincia di Ragusa e l’aeroporto di Comiso. Le emissioni interessano quindi, verosimilmente, buona parte del traffico aereo della Sicilia orientale, le loro possibili interferenze con gli aeromobili andrebbero quindi attentamente valutate, anche se ARPAS non si dichiara competente.

– Le autorità responsabili del traffico aereo (ENAV, ENAC, Aeronautica Militare) hanno tenuto recentemente un incontro il 6 Febbraio a Palermo, presso l’Assessorato ai Trasporti della Regione. La riunione, presieduta dal prefetto di Ragusa, aveva come tema proprio la “fornitura dei servizi di navigazione aerea connessi con l’aeroporto di Comiso”. Ne da notizia il ministro della difesa, l’ammiraglio Di Paola, nella sua risposta scritta all’interrogazione del senatore Giambrone, del Marzo 2012 [4], interrogazione che poneva proprio il problema delle interferenze delle emissioni MUOS con il traffico aereo. Ci si poteva aspettare che questo problema venisse affrontato proprio nella riunione dedicata alla sicurezza del traffico aereo dell’aeroporto di Comiso, il più vicino al MUOS. Invece il ministro ammiraglio Di Paola riferisce che: “nella circostanza al rappresentante dell’Aeronautica è stata rivolta una richiesta di chiarimento in merito all’eventualità di interferenza tra le attività MUOS e quelle dell’aeroporto di Comiso. Egli ha segnalato che non era a conoscenza del sistema MUOS, perché tematica di non sua competenza e non afferente allo specifico tema dell’incontro, ma che ogni attività di volo civile su Comiso si sarebbe svolta in conformità con i parametri di sicurezza stabiliti dalla normativa vigente. Si segnala inoltre che, non essendo l’argomento MUOS compreso nelle finalità della riunione, non se ne fa menzione nel documento riepilogativo relativo agli impegni assunti dai vari partecipanti alla riunione, elaborato dall’assessorato”.

Riassumendo, le autorità competenti per i problemi di inquinamento elettromagnetico e sicurezza del volo affermano di non essere a conoscenza del problema, di non essere competenti, e, in ogni caso, si rifiutano di affrontarlo. Un atteggiamento incomprensibile, a meno che l’intenzione vera e inconfessata non sia quella di lasciare che il MUOS venga realizzato in tempi rapidi, per mettere poi tutti di fronte al fatto compiuto. Un atteggiamento che però la popolazione, fermamente ostile a questo progetto, non può e non vuole accettare.

Riferimenti

[1] M. Zucchetti, M. Coraddu, “Mobile User Objective System (MUOS) presso il Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi: Analisi dei rischi”, 4 Novembre 2012. Disponibile all’indirizzo web: http://www.nomuos.org/documents/MUOS-RelazioneProfZucchettieCoraddu.pdf

[2] Progetto di installazione del sistema di comunicazione per utenti mobili (MUOS) a Niscemi , a cura della Base aerea di Sigonella, dell’aeronautica militare italiana, e della Base aeronavale statunitense di Sigonella, Sicilia.
Studio di Incidenza Ambientale relativo al progetto “MUOS Mobile User Objective System – MUOS” (sistema ad obiettivo utente mobile), preparato da GEMO – Team MUOS Niscemi e LAGECO di Parini Adriana, su incarico di NAVFAC (Naval Facilities Engeneering Command) Europe and South West Asia, nell’Aprile 2008, a firma dell’Ing. Pietro Fanelli.  (entrambi depositati presso l’ufficio tecnico del comune di Niscemi)

[3] A. Arena, S. Caldara, G. D’angelo, S. Cocina “Controdeduzioni al documento “MUOS presso il Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi: Analisi dei rischi” (Zucchetti-Coraddu- Politecnico di Torino- 4 Novembre 2011)” ARPA Sicilia 31/5/2012. (depositato presso l’ufficio tecnico del comune di Niscemi)

[4] Atti del Senato, fascicolo 182, risposta scritta del 28/09/2012 data dal Ministro della difesa, ammiraglio Di Paola, all’interrogazione 4-07191, del senatore Fabio Giambrone depositata nella seduta n. 701 del 28 Marzo 2012. Scaricabile all’indirizzo web:  http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=51914&stile=6&highLight=1