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FranciaEuropa

Il ministro degli interni accusato di razzismo

Il video ha fatto il giro del web. Il ministro degli interni, Brice Hortefeux, un fedelissimo di Sarkozy, sabato scorso è a Seignosse, nelle Landes, per l’università d’estate dell’Ump, il partito di maggioranza. Un giovane militante di origine araba  vuole farsi fotografare assieme a lui. Hortefeux, in risposta a una militante che aveva presentato il giovane come uno che  “mangia maiale e beve alcol”,  dice: “non corrisponde per nulla al prototipo”. E aggiunge: “ce n’è sempre bisogno di uno. Quando ce n’è uno, va bene. I problemi cominciano quando ce ne sono tanti”.

L’opposizione e le associazioni dei diritti umani chiedono dei conti al ministro per queste affermazioni razziste. Alcuni ne chiedono le dimissioni, tanto più che lo stesso Hortefeux, questa settimana, ha messo in pensione d’ufficio un prefetto accusato di aver affermato all’aeroporto d’Orly, reso nervoso da un controllo di polizia troppo insistente: “sembra l’Africa. Ci sono troppi neri qui”. Il prefetto adesso ribatte: “il più razzista dei due non sono io”.  

Hortefeux si sta difendendo con difficoltà, anche se il primo ministro François Fillon è sceso in campo per dichiararlo “vittima di una campagna di denigrazione abbastanza scandalosa”. Secondo Hortefeux, lo spezzone di video non è inserito nel contesto del momento e l’affermazione sulla presenza di “troppi” che crea “problemi” sarebbe riferita agli abitanti dell’Auvergne (i quali, per il momento, non hanno protestato). Il militante ha corroborato, un po’ imbarazzato, la versione del ministro. Il ministro dell’istruzione e portavoce del governo, Luc Chatel, ha parlato stamattina di “bassa polemica”.

Ma Hortefeux  ha già più volte sollevato perplessità sulle sue affermazioni. Un ex ministro del governo Villepin, Azouz Begag, ha riportato in un libro delle frasi sgradevoli che gli sarebbero state rivolte dal fedelissimo di Sarkozy. Rachida Dati, ex ministra della giustizia ora europarlamentare (e sindaco del VII arrondissement di Parigi) lo ha definito un “grosso razzista”. Fadela Amara, sottosegretaria per le banlieues, si è sentita dire in pubblico: “è una compatriota, anche se non è francamente evidente, devo precisare”.  Amara non si è offesa e anche lei ha accettato la versione “auvergnate” della battuta: anche lei è nata in Auvergne.   

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  • mgmeriggi

    Ho visto su youtube il video e sono stata male per il giovane “auvergnat” disposto a sopportare. Per una volta invece di vergognarci di essere italiani/e possiamo vergognarci di essere europei/e.

  • blanca

    ma qual è l’etimo dell’espressione “denigrare”?