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in the cloud

il manifesto ai resistenti di tutta Italia

Il giornale di oggi è un giornale speciale. Non perché sia più bello degli altri giorni. Ma perché è fatto con molto sudore e molta passione. Se lo avete comprato in piazza a Roma durante la manifestazione della Fiom o nelle edicole di tutta Italia, per noi è un gesto speciale. Unico.

Il manifesto è in liquidazione coatta, commissariato da tre professionisti nominati dal governo, appeso alle decisioni di tre diversi ministeri (Economia, Sviluppo e Lavoro). Non ha più conti in banca e non può spendere un euro. Sulla pubblicità non ha mai potuto contare perché è ostinato a rimanere comunista e «dalla parte del torto». Da quarant’anni non accetta padroni e tantomeno partiti «di riferimento».

Un foglio storico, tanto anomalo nella struttura proprietaria quanto coeso nel suo collettivo ed eretico nella scrittura.

È l’unica cooperativa pura di giornalisti e poligrafici che è anche un gruppo politico che fa anche un quotidiano nazionale che è anche un giornale politico. Non è uno scioglilingua. Non c’è al mondo un giornale con tutte queste quattro caratteristiche.

E non c’è quotidiano al mondo che arrivi in edicola sottoposto a un capestro finanziario e giuridico paragonabile a quello che stiamo vivendo da un mese.

Visto con gli occhi di un ragioniere, forse, il manifesto è un’impresa in crisi come tante altre. Visto con i nostri occhi, invece, è una lunga storia d’amore con la politica, la cultura e il mondo.
Alle corse ad ostacoli siamo ben allenati. Proprio per questo, contro ogni regola della fisica economica e della giurisprudenza, le pagine che leggete vivono. Viaggiano tra le vostre mani e su Internet, si infilano nelle tasche e nelle teste. Grazie a voi e noi. Resistenti. Senza fine.

dal manifesto del 9 marzo 2012