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losangelista

Il grande ringraziamento

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Oggi l’America celebra Thanksgiving, il giorno del ringraziamento, detto anche turkey-day  visto l’obbligatoria pietanza a base di gallinaceo maggiorato, con una ecatombe appunto di tacchini, la cui carne piuttotso insipida costituisce il piatto di rito per una ricorrenza singolare. Si tratta di un “seder”,  un pranzo rituale simil ein questo a quello del Pesach ebraico, cioe’ una cena ritualizzata in cui le pietanze (il volatile, il ripieno, i contorni di patate dolci e salsa di cranberry, le torte di zucca)  sono rigidamente ordinate nella preprazione, apparenza presentazione e consumazione.  Singolare anche il fatto che in questo paese intriso di religione, la festivita’ che commemora un evento legato alle sette protestanti integraliste sia in fondo del tutto laica. L’evento in questione e’ il pranzo, di ringraziamento appunto, offerto nel 1621 dai pellegrini di Plymouth Colony (quelli arrivati col Mayflower)  agli indiani Massachusset che li avevano nutriti durante il primo inverno salvandoli da una sicura morte. Decisione in retrospetiva fra le meno avvedute prese dagli indigeni dato il loro metodico sterminio intrapreso nei successivi due secoli di pulizia etnica  dai discendenti dei coloni stessi. La festivita’ costituisce insomma una geniale revisione storica,  il cui sucesso e’ legato proprio alla natura ecumenica di una festivita’ adatta a includere le moletplici realta’ culturali che formano la “pentola” etnica americana (ok, meno gli indiani, ma non si puo’ avere tutto!) in una “narrativa d’origine”, palesmente apocrifa,  di armonia fra i primi coloni e gli abitanti nativi del continente.   Piu’ solenne della festa di indipendenza e dello stesso natale la festa incapsula inoltre assai bene alcune caratteristiche nazionali come la sovralimentazione e il disagio nel gestire la sfera famigliare. Una volta l’anno la ricorrenza impone infatti, oltre alle ore passate ai fornelli, l’obbligo di  una rituale  giornata in compagnia dei propri parenti. Sui patemi e variati  traumi psichici  provocati da questa annuale riunione famigliare coatta  sono stati prodotti innumerevoli libri, testi teatrali e film.

  • Connie Olson

    Today we do celebrate Thanksgiving and we strive to always have great communication and love in our family. Our family looks forward to spending the day together eating homemade food and recipes from relatives no longer with us. It is a day to be thankful and a day to enjoy each other and all the generations in the family. It is sad for people who have no family and so many people in the United States invite those less fortunate to our homes to share in the joy we share. Thank you for your article. I am learning to speak Italian. I love Italy!!!! Connie Olson