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FranciaEuropa

Il Fronte nazionale in crescita alle elezioni locali

Domenica, metà della Francia ha votato per le cantonali, elezione locale avvenuta in 2026 cantoni per rinnovare i consiglieri generali (dei dipartimenti), che questa volta saranno eletti solo per 3 anni (invece di 6), perché nel 2014 entrerà in vigore la riforma e saranno sostituiti dalla nuova figura dei consiglieri territoriali (dipartimento e regione). Anche se va esercitata un po’ di prudenza nel proiettare i risultati locali a livello nazionale, dal voto di domenica sono venuti alcuni segnali, molto preoccupanti. L’astensione ha battuto dei record. Ha votato solo il 44,4% degli elettori, con punte che superano il 60% di astensione nei dipartimenti della banlieue parigina e nel Nord deindustrializzato. Il Fronte nazionale è in netta crescita, al 19% nei cantoni dove era presente (che significa un po’ più del 15% a livello nazionale). Puo’ mantenersi al secondo turno in 402 cantoni e sperare persino di conquistarne qualcuno (finora non ne aveva nessuno). Sulla carta, la sinistra supera la destra. Il voto è stato disastroso per l’Ump di Sarkozy, caduta al 31%, mentre complessivamente la gauche è al 48,7%, 3 punti in più della scorsa elezione cantonale.  La leadership del Ps, pero’, è un po’ scossa: i socialisti perdono un punto rispetto al 2004 (sono al 25%), mentre i Verdi-Europa Ecologia  raddoppiano (dal 4 all’8,4%) e il Front de gauche, alleanza tra Parti de gauche e Pcf, passa dal 7,7 all’8,7% (e il Pcf dovrebbe conservare i due ultimi dipartimenti che controlla).

Per Sarkozy è un segnale di allarme. Il presidente ha vinto nel 2007 grazie ai voti dell’elettorato di estrema destra, che adesso, con Marine Le Pen, torna all’ovile. L’Ump è sempre più a destra, insiste sulle questioni identitarie copiando i discorsi di Le Pen e il risultato è una nuova dinamica a favore del Fronte nazionale. Il rischio di un nuovo “21 aprile” (forse al contrario) nel 2012 si fa più forte: Marine Le Pen potrebbe essere al ballottaggio, come già avevano rivelato alcuni recenti sondaggi. L’Ump aggrava il suo caso: il segretario Jean-François Copé ha deciso che, in caso di ballottaggio Ps-Fronte nazionale, l’Ump non chiederà ai suoi elettori di rispettare il “fronte repubblicano” e di votare per la sinistra (come era tradizione). “Né voto Fn né voto Ps”, ha detto Copé. ma i centristi dell’Ump non sono d’accordo e minacciano la fronda. Anche il primo ministro, François Fillon, si è dichiarato contro il “né Ps né Fn”. Un preludio a prossime dimissioni?

Le divisioni minacciano la sinistra, che vince per quanto riguarda il numero dei votanti, ma che rischia di non riuscire a conquistare molti dipartimenti (ne ha 58, ha la modesta speranza di ottenerne 60) a causa delle sue divisioni e delle lotte fratricide. Per il Ps e i suoi alleati non è pero’ solo questione di numeri: in molti dipartimenti popolari hanno prevalso astensione e Fronte nazionale.   Senza questo elettorato la sinistra non potrà vincere nel 2012.