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Anziparla

Il femminismo è pericoloso

Ieri durante un incontro con le donne ortodosse, il patriarca Kirill ha pronunciato questa frase: “Questo fenomeno chiamato femminismo è molto pericoloso”. L’argomentazione è tra le più classiche e primitive e, in un certo senso, ripercorre la storia del patriarcato: “le organizzazioni che si definiscono tali pretendono una pseudo-libertà per le donne che dovrebbe realizzarsi in primo luogo al di fuori del matrimonio e della famiglia. L’uomo si occupa di quello che avviene all’esterno, lui deve lavorare, guadagnare soldi. Mentre la donna rimane all’interno, a prendersi cura dei suoi figli e della sua casa. Se si distrugge il ruolo eccezionalmente importante delle donne, la conseguenza è che tutto crollerà: la famiglia, la patria”.

Una precisazione. Sulla libertà di cui racconta il patriarca e che giudica posticcia: “La cosa veramente importante, indipendentemente dal paese, dalla cultura, dalle scelte esistenziali e politiche, ecc., non è il femminismo. Se una è femminista, per lei è importante che ci sia libertà per ogni donna che viene al mondo, libertà di pensare e di agire in rispondenza ai propri desideri e, prima ancora, libertà di desiderare senza misure stabilite da altri: che sia lei, la singola, l’interessata, a dire e decidere quello che la riguarda. E che ci sia chi l’ascolta, in primo luogo le sue simili. Questo punto è sentito come molto importante ed è in rottura con quelle politiche che promuovono la giustizia sociale passando sopra la volontà e le scelte delle persone interessate”.

Chiarito questo (con le parole di Luisa Muraro) su tutto il resto il patriarca ha ragione. Il femminismo, dal suo punto di vista (e temo da quello di molti altri), è davvero pericoloso. A partire dall’Ottocento per contagio si è diffuso nel mondo, trovando in ogni luogo pratiche e pensieri originalissimi. Ha scardinato meccanismi che si pensa(va)no eterni e immodificabili. Ha trasformato le relazioni, non solo tra donne e uomini, ma anche e soprattutto tra donne e donne, sprigionando grandi forze ed energie, generando, e penso alla filosofia, i pensieri più generosi del Novecento. Ha conquistato libertà storicamente negate, ha reinventato con altre donne il modo di essere donne, il senso dell’essere figlie e madri. Ha, infine, “messo al mondo un mondo”. E continua a farlo. Il pericolo non è ancora passato.