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losangelista

Il Fallimento della merendina atomica

Non c’e’ forse  bisogno di reiterare proprio sul sito di questo giornale quanto possa essere traumatica una liquidazione. L’era del default e’ una litania di fallimenti di aziende ed enti pubblici, chiusure di fabbriche e province, banacarotte di giornali o magari intere citta’. C’e’ pero’ un limite alla sopportazione e una bancarotta in particolare sta provocando uno psicodramma nazionale in America, quella annunciata della Hostess, dolciaria industriale produttrice di efferate merendine note per avere una half-life di durata simile al decadimento del plutonio. I dolcetti Hotess fra cui i piu’ celebri: Twinkies, Ding-Dongs e Ho-Hos, infatti  in virtu’ dell’inquietante lista di ingredienti di cui sono composti si avvicinano alla composizone inorganica e quindi, come le patatine di McDonalds, sono quasi immuni al decadimento naturale. Non e’ questa l’unica  ragione che ne ha fatto dei memi culturali dell’alimentazione industriale e come tali simbolo dell’ american century. I dolcetti sono l’alimento che piu’ di ogni altro esprime la dimensone ludica e commodificata che dal dopoguerra e’ andata caratterizando sempre di piu’ il cibo mercificato. Le merendine industriali sono inoltre oggetti “totemici” che favoriscono la trasferenza emotivca delle molte generazioni pasciute a forza di Hostess –  come delle madeleines progettate in serie da qualche dimenticato ingegnere alimentare del Missouri,  attivano le centrali nostalgiche di milioni di ex-bambini americani che all’annuncio della cessazione delle attivita’ si sono riversati su eBay alla ricerca degli utlimi preziosi esemplari ancora  in circolazione. I prezzi sono schizzati a centinaia di dollari per una piccola confezione. I fortunati acquirenti voledo ne potranno fare lascito agli eredi; un twinkie si sa  ha una scadenza praticamente illimitata.