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Islamismo

Il crocifisso a scuola viola la libertà di religione

La presenza dei crocifissi a scuola, nelle aule, costituisce “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. E’ quanto ha stabilito martedì 3 novembre la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana di origine finlandese. Penso che sia un’ottima sentenza per cominciare ad affermare la libertà di religione per tutti, a partire dai bambini.

  • ahmed

    Piu’ che la liberta’ di religione, a me premerebbe la liberta’ dalla religione, soprattutto quella cattolica, ma anche gli islamici o gli hinduisti non scherzano.
    Il busillis nasce dalla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche, simbolo di controllo ideologico ottenuto attraverso la religione.
    Una buona base di partenza per fare una battaglia contro l’insegnamento di ogni religione nelle scuole.
    Altro che finto pluralismo del duo Fini/D’Alema. A quando l’insegnamento dell’oroscopo, dei tarocchi e del “culto del cargo”?
    Il battesimo del fuoco di Bersani, del resto, non poteva essere piu’ infelice: “simbolo inoffensivo”, chiama il crocefisso. Abbiamo gia’ capito come butta: Bersani, di’ qualcosa di sinistra…

  • Francesco

    Sono cattolico e non mi offendo se qualcuno vuole togliere i simboli religiosi. In quanto simbolo deve ricordare, portare alla mente che la chiesa è universale, che Cristo è morto per tutti! Se dovesse servire semplicemente togliere i simboli religiosi per scrivere finalmente la parola pace…
    MI offendo di più quando qualcuno parla della croce o del cattolicesimo come tradizione. E’ proprio questo che renderebbe inutile il gesto di Gesù: la consuetudine il rito che diventa routine, tanto poi c’è la confessione…
    E’ ora che i veri cattolici protestino contro chi li strumentalizza e usa la croce nel simbolo del partito e non nella vita quotidiana!
    Grazie per lo spazio.

  • paola

    D’accordissimo con Ahmed … e però mi sembra che siamo rimasti in pochi a pensare che la sinistra abbia qualcosa a che fare con la libertà dalla religione e non solo delle religioni …

  • maria lasaponara

    Bè se il crocifisso crea dei problemi toglietelo pure dappertutto. Io sono una cristiana comunista e, ad essere sincera, non ho la sensazione che la Chiesa controlli tutto; l’uso degli anticoncezionali e del sesso libero in età adolescenziale, avviene sin dai tempi miei, come ben ricordo. L’aborto, pure, l’assoluta abbondanza di separazioni e di divorzi attesta che l’indissolubilità del matrimoniono non è recepita( compreso il mio). Aggiungo che l’etica dei cittadini italiani e lo spasmodico amore verso le poltrone, di destra e di sinistra, non testimoniano propriamente la parola di Cristo. Un tempo anch’io sbandieravo contenta l’aspirazione a questi bei valori “contemporanei”. Ora, invece, mi chiedo tutto questo livore da dove viene? forse che tale simbolo richiede una condivisione reale con gli ultimi? ( vedi missionari?)Loro di sicuro non hanno come priorità l’abbattimento dei simboli, loro hanno ben altro da fare.

  • maria lasaponara

    ovviamente conosco perfettamente il problema della libertà religiosa e lo condivido. Ma non mi torna l’accanimento esagerato contro il crocifisso, la Chiesa e tutto ciò che è vicino. Io se avessi un minimo potere mi opporrei alla condivisione tra partiti della legge Biagi, alla condivisione dello scudo fiscale e della corruzione. Non è carino che la gente debba subire questi soprusi da parte di politici “affamati”.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    cara maria non so a che cosa ti riferisci quando parli di livore, forse a me? Francamente non mi sembra di sostenere le mie posizioni con livore, certo posso dare un’impressione diversa. Comunque in questo paese tutti i politici (almeno quelli di cui i media riportano le reazioni) si sono schierati in difesa del crocifisso. Io penso che ognuno può tenere la croce dove vuole se crede o comunque pensa che possa esserne confortato. Io preferirei non vederlo nei luoghi pubblici perché ormai siamo una società multietnica e primo o poi dovremo affrontare anche il problema della multiculturalità. Rispetto agli altri problemi che tu poni tutti importantissimi penso che debbano essere affrontati ma senza escludere di prendere posizione su questioni culturali, il nostro paese non ha bisogno di impoverirsi ulteriormente, anche culturalmente. Giuliana

  • alvise

    Se la cancellazione di ogni riferimento e simbolo religioso andasse applicata per un ufficio pubblico come la scuola, allora andrebbe tolto anche da tutti gli altri. Magari cominciando dai capitelli sulle strade o dai medaglioni in pietra sulle case antiche…..
    Mi chiedo chi se la sentirebbe di andare nelle caserme dei nostri soldati il Libano , Afganistan etc a toglierli. Anche quelli sono luoghi pubblici.
    Quando hai a che fare ogni giorno con la morte e ti devi confrontare con il timore di poter morire, non credo che accetterebbero volentieri.
    Il gen. Eisenawher, che era un esperto, diceva : “non ci sono atei in trincea”.
    Mi pare che la cancellazione dei simboli religiosi sia solo un modo per impedirci di pensare alla nostra morte cioè al nostro destino finale. Il pensiero della morte è intimamente connesso alle culture e alle civiltà che nei secoli passati ci ha portato ad essere quello che siamo. (Una piramide è solo una tomba e un edificio di culto è solo un modo per rapportarsi al divino e all’ineffabile)
    Cancellare un simbolo non cancella il problema che ogni uomo in cuor suo si pone sempre.
    Io, prima di lanciarmi in discorsi definitivi e categorici, preferirei comunque attendere e vedere che fine farà il ricorso che è stato presentato.

  • Elizabeth

    Il punto è che l’Italia non ha una religione di Stato (al contrario dell’Inghilterra, dove però di simboli religiosi nelle aule non ce n’è nemmeno l’ombra) e quindi non devono esserci simboli di una religione nelle aule o in altri luoghi pubblici.
    Il crocefisso non è una tradizione, è il simbolo di una delle religioni più potenti al mondo. E quindi va tolto. E mi piacerebbe anche sapere tra tutti quelli che si battono per la sua permanenza quanti vanno a messa tutte le domeniche, si confessano, fanno sesso solo nel matrimonio e senza protezione alcuna, non divorziano, etc.
    Perchè trovo molto comodo aceetare i simboli e battersi per essi e poi fare la vita che si vuole.

  • maria lasaponara

    No, certo che no. Non mi riferisco a te, al contrario ne ho stima come donna e come giornalista.
    Capita a volte, nei dibattiti, di vedere giustamente gente di sinistra difendere i diritti delle altre culture. Io nel 92′ ho effettuato una tesi sul dialogo e sull’apertura, quindi conosco bene e condivido la tesi di fondo.
    Leggo molto i forum, i blog ed i siti di estrema sinistra, facendo parte dei Comunisti popolari di Rizzo. Ovunque noto il sottolineare la questione dell’ingerenza cattolica e contemporaneamente la giusta comprensione del velo sul capo delle donne musulmane. Donne emancipate e colte che dunque rispetto totalmente, chiudendo tutti e due gli occhi sui loro limiti giuridici posti dall’integralismo di stato dei propri paesi. Ma devo dire che questa lotta a favore del laicismo contro il cristianesimo mi turba quando sento inneggiare alle rivoluzioni del 1917, alla DDR, allo Stalinismo e a tutto ciò che non mi fa pensare alla libertà di pensiero. Scusami mi sono lasciata prendere dall’ignoranza di queste persone che dimenticano i carrarmati, il filo spinato e l’umanità. Quindi mi sembra strano che prendano la parola giusto sui simboli o sulle ore di religione.
    Aggiungo che io combatto piuttosto il plagio che il governo fa sulla popolazione col consumismo, con l’oppressione della tv e cambiando i nostri ragazzi sul serio e non come non riesce la Chiesa.
    Con stima maria

  • wise

    Il crocifisso obbligatorio nelle scuole pubbliche ha un significato molto forte. Vuol dire: “questa scuola è pubblica e dunque aperta a tutti, ma non è di tutti. E’ la scuola dei cristiani, rappresentati dal crocifisso: gli altri -non credenti o seguaci di altre confessioni religiose- possono entrare e accomodarsi, ma sappiano che non sono a casa loro, sono ospiti in casa d’altri”.
    In un Paese laico e democratico il buonsenso dovrebbe dirci che una scuola pubblica, dunque “di tutti”, non dovrebbe essere targata con il simbolo di una parte, neppure se maggioritaria. La Corte europea esercita dunque buonsenso proprio nell’applicare i principi del diritto. Quel che non sa è che l’Italia non è (non è più? non è ancora?) un Paese laico e democratico.

  • danilo

    Non che a me non dia fastidio la pretesa della chiesa cattolica di dettar legge in tutti gli ambiti della vita anche di chi non è cattolico, ma non trovo sbagliato il low profile. Ogni giorno è uno stillicidio di attacchi a democrazia e diritti, ma credo che rispondere a ogni provocazione sia un esercizio di lento dissanguamento delle già esigue forze di cui dispone la società civile. Tutte le volte in piazza, tutte le volte ad indignarsi e poi? Dopo due giorni tutto come prima; è estenuante e deprimente. Mi viene quasi da pensare che ogni giorno ci venga data in pasto una polemica su cui sfogare le nostre energie in modo che non ci occupiamo di altro.
    Meglio allora secondo me trascurare petizioni di principio e battaglie ideali per concentrare le forze su questioni pratiche e con un ritorno per la vita quotidiana di ognuno; primo fra tutti il lavoro, ma se devo scegliere tra il crocifisso ed il diritto a lasciarmi morire in pace non c’è partita, il crocifisso può stare dove sta, continuerò a ignorarlo.
    Mi viene in mente la guerriglia; non ci possiamo permettere di sostenere 1000 battaglie in campo aperto contro un esercito regolare ma possiamo scegliere alcuni obiettivi e portare a casa dei risultati.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    caro alvise penso che la scuola abbia a che vedere con la vita, con l’istruzione, con la crescita e non con la morte, quindi penso che il problema della croce a scuola così come nei tribunali andrebbe rivista, se poi i militari vanno in guerra e hanno bisogno di dio è un altro conto
    giuliana

  • antonella

    bata con sto crocifisso!!! ci stiamo impantanando un’altra volta in una cosa marginale su cui ognuno vuole dire la sua, togliendo pagine, spazi e pensieri ai problemi reali del paese. Compagni, il mondo del lavoro va a catafascio, parliamone.

  • alvise

    cara giuliana il mio discorso sui militari era un ragionamento per paradosso. Se si vuol togliere un simbolo, perchè è di questo che stiamo parlando , allora che lo si tolga da qualunque luogo “pubblico”.
    E quindi anche da quello delle caserme e dal “fronte”.
    Ho l’impressione tuttavia che il lacicismo-ateismo di origine francese giacobina stia avendo le ore culturalmente contate.
    La sua acrimonia contro un simbolo cristiano (molti dimenticano che non è solo cattolico) apre un vaso di Pandora nel quale tutti i simboli , in quanto manifestazione di idee, sentimenti, o anche forme di aggregazione, potrebbero allora essere messi in discussione.
    Qualunque effige che richiami in un luogo pubblico un riferimento cristiano dovrebbe scomparire.
    Tanto per fare un esempio : provate a dire in Veneto che bisogna togliere tutti i leoni di S. Marco, in effige o in pietra, sparsi nel territorio, in quanto viene esibito un Vangelo e lui stesso rappresenta un Evangelista.
    La stragrande maggioranza dei veneti, anche non leghisti, non lo permetterebbe.
    Oppure : in una manifestazione in un luogo pubblico sarebbe permesso sventolare una bandiera rossa ?
    Il relativismo culturale di cui siamo impregnati ci porta a situazioni e conclusioni paradossali. Temo autodistruttive.

  • ahmed

    Gentile Alvise, la sua associazione tra religiosita’ (non religione) e rischio di morire in guerra la dice lunga sulla funzione consolatoria del sacro. Se e’ per questo nella Guerra del Vietnam girava droga a tonnellate nelle truppe occidentali (Afghanistan > droga ai soldati sovietici).
    Probabilmente I culti religiosi sono nati anche per esorcizzare la morte, insieme a funzioni di sacralizzazione delle norme e dei taboo. Nello stesso momento in cui nasceva questa discussione se ne andava il piu’ grande antropologo della storia: Claude Levi-strauss. Si rilegga I suoi scritti sul funzionamento del sacro nelle societa’ remote.
    Chissa’ perche’ quando guardiamo I “selvaggi” sorridiamo con indulgenza delle loro credenze, ma quando I “selvaggi” siamo noi, allora ci offendiamo terribilmente se il “nostro” sacro viene de-strutturato (selvaggi, con internet).
    I simboli sono importanti, e proprio per questo vanno trattati con rispetto. Io non mi sognerei mai di insultare il simbolo della religione cristiana. La risposta di Bersani era, da questo punto di vista, un insulto ai credenti, trattando il crocefisso come una reliquia culturale, cioe’ proprio come I leoni di San Marco che cita lei.
    Oggi nessuno (a parte qualche incenerito) sogna di rinverdire l’imperialismo Veneziano, di cui I leoni erano rappresentazione. Per questo non c’e’ necessita’ di rimuoverli. Ma cosa ne dice delle svastike sui muri dei cimiteri ebraici? Anche queste sono “simboli inoffensivi”?
    Al contrario si chiede ai ragazzi di studiare sotto l’egida di un simbolo vivo, che certamente rappresenta l’amore, ma rappresenta anche l’ignoranza scientifica, la sottomissione della donna, la benedizione dell’imperialismo europeo, etc.
    Le scuole sono I luoghi piu’ sociali in assoluto, perche’ rappresentano le agora dove si formano le coscienze. Devono essere laiche.

  • Francesco

    Buon giorno. Ho espresso la mia posizione prima(vedi commento 2). Vista la pluralità delle visioni, come è giusto e comprensibile, pongo una domanda: quanto siamo disposti a perdere per la libertà altrui? Mi sembra che oggi ragioniamo maggiormente di bisogni, nostri, e non dei diritti di tutti…
    Nota. In una bellissima cattedrale di una città del sud, su una colonna esterna, è stata rinvenuta una pagina del Corano. Nessuno si è sognato e si sognerà mai di rimuoverla perchè segno tangibile della storia e della cultura del luogo! Io non mi sono mai sentito offeso dalla sua presenza… anzi mi fa sperare in un futuro basato sul rispetto e sulla libertà di tutti.
    Grazie

  • Ahmed

    Mi permetto di intervenire nuovamente (Giuliana mi perdonera’) perche’ la domanda di Francesco e’ stimolante.
    Togliere la pagina del Qu’ran dalla colonna della cattedrale? Le rispondero’ in un modo che forse la sorprendera’: dipende cosa c’e’ scritto in quella pagina.
    Se c’e’ scritto che gli infedeli devono abbassare lo sguardo quando passa un musulmano, perche’ inferiori, allora staccherei la pagina (immagino sia un dipinto) e la collocherei in un museo con una didascalia che spiega l’imperialismo islamico nella penisola Italica.
    Se invece parla di amore e pace allora terrei il dipinto nello spazio pubblico.
    Perche’ nella religione islamica c’e’ tutto ed il contrario di tutto, essendo nata in un periodio breve di tempo, ma estremamente eterogeneo, passando dalla persecuzione che Muhammad dovette subire, al banditismo, alla vittoria militare ed alla instaurazione di una dittatura religiosa, fino all’espansione imperialistica a scala planetaria.
    Abbiamo il diritto di entrare nel merito delle religioni, analizzandole con la nostra razionalita’.
    Dopo Levi-strauss, nessuno puo’ piu’, in onesta’, sostenere che le religioni vengano dalle stelle. Nello stesso tempo, nessuno si puo’ permettere di sostenere che le religioni non siano importanti.

  • alvise

    Gentile Ahmed, lei ha sollevato molti punti e non vorrei aprire un confronto a due. So che la sig.ra giuliana non gradisce.
    Ho letto Levi-Strauss e conosco anche la sua teoria sul sacro , come quella sullo scambio reciproco delle femmine, conditio sine qua non – agiudizio dell’antropologo – per la sola vera integrazione di due tribù-cominità-popoli.
    In una scuola , come in un qualsiasi luogo pubblico i simboli sono molti, a cominciare dalla bandiera esposta spesso al suo esterno. Con quel drappo sono state fatte altrettante efferatezze, che con il simbolo della croce (ma anche della mezzaluna, della croce unicinata, della stelle e strisce… etc).
    Ecco perchè io preferirei ci si concentrasse sull’uso o meno dei simboli, esposti in un qualsiasi luogo pubblico : scuole, municipi, strade….
    Rimane poi il fatto che quando un simbolo è avvertito da un significativa maggioranza come elemento di unione e rappresentazione, al di là dell’impiego che ne è stato fatto in passato, mi chiedo se valga ancora il rispetto democratico della maggioranza.
    PS lo scarabocchio di croci uncinate sui muri e sulel tombe è un reato ai sensi della ns Costituzione, per cui non entro in argomento.

  • Cigaliga Bum

    NATALIA GINZBURG, vi dice qualcosa!
    La scrittrice ebrea afferma:”Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e tutti fratelli, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei,e neri e bianchi, e nessuno Aggiungoprima di Lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi di scuola”!Aggiungo solo che quel pezzo di legno su una parete di una classe potrebbe stimolare la curiosità di un bambino e dare la possibilità all’insegnante di spiegare quello di cui sopra!

  • Giorgio

    Vado in chiesa una volta all’anno. Però, ritengo il crocefisso un segno
    della ns. cultura e di quella dei ns. avi.Nessuno può e deve ordinarci
    di toglierlo dai muri.

  • ivana nannini

    …. non basterà una sentenza europea a far mutare opinione e atteggiamento in un contesto culturale in cui certo il cattolicesimo è parte integrante, in cui l’insegnamento è di una religione e non di storia delle religioni, ad esempio..
    crocefissi ci sono anche negli ospedali e nelle università… ovunque.
    certo è una simbologia molto forte ,per alcuni aspetti sconvolgente, e che diventa comprensibile solo dopo che della religione hai capito davvero qualcosa di più…, cioè non è immediatamente comprensibile ad esempio da un ragazzino ..
    e in fondo mette una qualche angoscia , trovo, così che ti verrebbe da levarlo subito e schiodarlo immediatamente…
    trasmette qualcosa di violento, nell’immediato, a ben vedere, che richiede tutta un’elaborazione per essere compreso, più che accettato…
    io lo leverei subito…anzi, non l’avrei mai appeso…
    ma che conseguenze ha una sentenza europea ? quale implicazione nel reale ?

  • alvise

    Alla sig.ra Ivana Nannini. E così dal “bisogna togliere il crofisso dalle aule, perchè simbolo di intolleranza e violenza della Chiesa” , ipotesi avanzata nelle precedenti mail da qualcuno, ora siamo al suo “bisogna toglierlo perchè spaventa i ragazzi”.
    Il relaitivismo culturale colpisce ancora !
    Forse che raccontargli della peste manzoniana o dei campi di concentramento (che si vede in tv o si legge nei libri di Levi)è meno allarmante ?
    Ma allora per non spaventarli, evitiamo di raccontare ai più piccoli anche le favole con la strega e l’Orco !
    Decidiamo di non raccontare in un corso di religioni comparate, che una donna musulmana somala, come scrivono oggi i giornali, prima partorirà e poi verrà uccisa perchè quel figlio è frutto di un adulterio.
    A voler a tutti i costi trovare un pretesto per togliere da un edificio pubblico un simbolo, pare non ci si accorga che per le medesime ragioni ne dovrebbero scomparire molti altri.
    Cara sig.ra Nannini vuol forse proporci di vivere in un deserto di segni e simboli ?

  • Francesca Benincà

    Non mi sembra un problema urgente, né pressante. Forse mi sbaglio, forse appartiene alla mia formazione personale, non voglio contraddire nessuno. Ho avuto, come (quasi) tutti, una educazione cattolica, osservante ma non bachettona. Diciamo, di manica larga. Nell’adolescenza ho avuto un periodo in cui mi sono messa a ripensare alla religione, in cuor mio ho sbattuto fuori di casa preti e moralisti, ma mi sono sentita veramente cristiana, non in senso teologico, ma sociale.e affettivo. Non mi ponevo nemmeno il dubbio dell’esistenza di dio, lasciavo perdere questo punto. Passato qualche altro anno sono sfociata nell’ateismo, strada senza ritorno. Adesso mi sembra che si possa essere anche cristiani non credenti. Che cosa ha a che fare col cristianesimo un personaggio come il papa che proibisce i preservativi, che sfiora (per usare un eufemismo) l’omofobia, che proibisce l’uso degli embrioni per aiutare alle persone sterili,eccetera eccetera? Ma mi è rimasta l’antica simpatia per Gesù. Non mi disturba, né tanto meno mi offende, il vedermelo appeso negli uffici pubblici. Purtroppo a volte fa capolino l’integralismo, ma non mi appartiene. Suggerisco (a chi ne ha voglia e non l‘abbia già fatto) di leggere un vecchio articolo della compianta Natalia Ginzburg, già citata molte volte in questi giorni ma solo a piccoli stralci; mi pare di averlo intero, e se qualcuno lo vuole…

  • Marino

    Per favore, non confondiamo (in malafede?) lo spazio pubblico nel senso di piazze e strade, dove non c’è problema ad avere simboli religiosi in mostra, da un punto di vista puramente civile è solo un logo come tanti, dallo spazio interno delle istituzioni pubbliche, scuole, ospedali, tribunali. Tra l’altro, la “tradizione multisecolare” de che? il crocifisso in classe nell’Italia unita nata dalla breccia di Porta Pia non c’era proprio, ce lo ha messo il Duce, che non è il massimo di garanzia democratica, e prima ce lo avevano messo il Papa-Re e i sovrani assoluti.
    Quelli sono spazi di tutti a prescindere da ogni fede, l’unica cosa che ci dovrebbe stare è lo stemma della Repubblica (e nelle classi, un manifesto con i primi articoli della costituzione).
    Se poi vogliamo mettere dei ritratti di grandi pensatori che hanno creato la nostra identità e hanno arricchito la cultura umana, Cristo, Socrate, Buddha, Einstein, Gandhi…mi stanno bene tutti. Mi sta bene uno spazio per la pratica religiosa all’interno dei luoghi pubblici per i credenti (comprese le caserme delle nostre forze all’estero). Da ateo convinto, apprezzo lo scandalo della croce, una religione che ci mostra Dio come uomo sofferente e vittima del potere, ma il suo posto è nel culto e nel proselitismo (liberi per tutti), non nelle strutture pubbliche, dove diventa o simbolo di parte o arredo senza significato.

  • Marino

    Riporto l’intervento al Senato di Pietro ichino, che dice meglio di me quello che penso:

    Mi preme invece far presente il punto di vista del cristiano, o dell’aspirante tale, che vede utilizzato il segno della propria fede dallo Stato; e si sente dire che esso viene utilizzato “come arredo” d’ordinanza, previsto da un regolamento ministeriale, o comunque, nel migliore dei casi, come simbolo di qualche cosa di diverso dalla fede cristiana: come simbolo delle radici storiche e culturali della Nazione, o dell’Unione Europea. Cioè come una sorta di bandiera della nostra terra, o della nostra cultura, utile per distinguerle da altre terre o altre culture. Ecco, questo uso del crocefisso mi disturba come credente: perché Cristo non è morto in croce soltanto per il nostro Paese, né soltanto per i Paesi europei; e il suo Vangelo non si identifica affatto con la nostra cultura, ma è stato dato a tutta l’umanità. Questo uso del crocefisso come bandiera, o come simbolo di una cultura per distinguerla dalle altre, se compiuto dai credenti, costituirebbe una violazione del primo comandamento biblico: “Non usare il nome di Dio invano”. Se è compiuto dallo Stato laico, vedo in esso un’appropriazione indebita. E chiedo che esso cessi al più presto: per rispetto dei cristiani prima ancora che dei non cristiani.

  • alvise

    Francamente credevo che questo blog si occupasse di islamismo, ora pare ci si occupi solo di cristianesimo.
    Tuttavia, a chi nella sua libera determinazione di ateo si sente turbato dalla presenza di un simbolo religioso, vorrei sommessamente far presente che nazismo e comunismo erano “atei” per definizione . E non mi sembra siano stati meno distruttivi. La Chiesa è lì da 2000 anni ed è uscita da crisi peggiori.
    Non a caso Toqueville, a proposito del rapporto politica-religione , scriveva : ” il dispotismo non ha bisogno della religione, la libertà si”.

    A mio avviso, la negazione delle proprie radici culturali ( e la scuola è solo la macchina per trasmetterle, non per imporle. Infatti alcuni scrivono di essere diventati atei , pur avendo avuto una formazione religiosa) è la manifestazione di una crisi interna alla democrazia, che di fatto nega se stessa, nel momento in cui sfrutta risorse “non rinnovabili” come quelle da secoli impartite dalla Chiesa.
    Confesso che mi preoccupa una Sinistra , la quale ai suoi albori aveva progetti di interesse collettivo ora pare occuparsi solo di diritti individuali, mentre viceversa una Destra è passata dalla difesa di diritti del singolo a quelli collettivi.
    Che sia questo uno dei motivi del suo successo, anche tra gli operai ?
    Chi vuol mettere ogni idea, cultura, religione sullo stesso piano pare non cogliere il fatto che sta costruendo una Torre di Babele, dove, come scrive la Bibbia, ognuno parlava una sua linga. Incomprensibile a quelli che aveva affianco.
    Se è questo il suo progetto politico, che lo dichiari, ma poi non si lamenti per il consenso elettorale otterrà.

  • vittorio

    Ho viaggiato in tutto il mondo, a causa del mio lavoro, soprattutto nei paesi arabi. Ovunque, in qualsiasi ufficio pubblico o privato, dal Cairo a Rabat si trovano quadri con frasi del Corano, mezzelune, i caratteri del nome di Allah ecc…. C´é da stupirsi ? Direi di no. Si tratta di popoli che basano il proprio essere su basi coraniche. Ci sentiamo offesi come cristiani ? Assolutamente no, sono a casa loro e seguono le loro tradizioni. Le comunitá europee presenti in questi paesi rispettano scrupolosamente le loro festivitá come il Ramadan, durante il quale nessuno degli europei che circolano per le strade si permetterebbe di fumare una sigaretta, o di mangiare un panino durante il giorno. Perché i non cristiani non possono avere lo stesso atteggiamento verso l´Italia ? Perché si sentono offesi dalle nostre tradizioni ? Questo davvero stupisce !

  • lina

    Vorrei rispondere al sig. Vittorio
    Io non mi stupisco. In discussione non è l’islam o il cattolicesimo, ma l’idea che la religione torni ad avere un ruolo nelle società di tutto il mondo.
    Qualcuno , pensando che la Storia fosse come una freccia che va sempre diritta e non torna indietro, ha voluto credere che l’argomento fosse stato definitivamente superato.
    Ora invece si vede lui stesso scavalcato e privo di strumenti per comprenderlo.
    E non lo sopporta.
    Lina

  • Ahmed

    Gentile Vittorio, se lei fosse passato da quegli stessi paesi qualche secolo prima avrebbe trovato altre fedi, altri rituali legati all’incarnarsi della metafisica. Cosa e’ cambiato? C’e’ stata un’invasione militare sorretta da un pensiero teologico che ha obbligato dette popolazioni ad esporre in tutti i luoghi dove si esercita la funzione pubblica, i simboli del dominio teocratico.
    E’ proprio questo che si vorrebbe abolire in Italia.

  • lina

    Gentile sig.ra Giuliana
    lei mi scuserà se allargo un pò il tema del crocefisso e ne inserisco un altro, che va a toccare più in generale le posizioni assunte da “cattolici di sinistra”, ad esempio quelle del prof. Ichino sopra riportate.
    A mio avviso quella sul crocefisso, come anche su altri argomenti derivano da una loro impostazione di fondo che vede la Carità prevalere sulla Fede.
    Detto in parole più laiche : la solidarietà sulla dottrina.
    E’ su questo presupposto culturale che si è concretizzata nei decenni una relazione politica tra i due gruppi che li ha portati a fondersi con i resti del PCI nel Part. Dem.
    Purtroppo per i “cattolici di sinistra” il Papa ha assunto un’altra posizione : la Fede viene prima della Carità.
    Ovvero : la solidarietà è cristiana (e non generica o ideologica), solo quando il suo motivo è “ad majorem gloria Dei”. Cosa inaccettabile per un ateo.
    In questa prospettiva si comprende perchè un Ichino è disposto a rinunciare ad un simbolo, mentre un Rutelli no.
    Il confronto interno ai laici cattolici (intesi come non-ordinati) è più vasto del tema del crocefisso, ma sarà decisivo per le sorti e le dimensioni del Part. Dem.
    Spero, cara Giuliana, che anche questo aspetto al contorno del tema principale trovi spazio in un blog che dovrebbe occuparsi di islam e invece si sta focalizzando su questioni di politica interna.
    Anche se non meno significative.

  • Gary

    Visto che sono a favore della libertà di portare il burka a scuola non posso che essere a favore anche del crocifisso. Per me può rimanere. Sennò sarebbe un controsenso ai limite del comico.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    a gary chiamala libertà quella di portare il burka!!!! tra fondamentalisti ci si intende sempre
    giuliana

  • alvise

    a gary
    C’è la libertà e c’è l’arbitrio.
    Tu propendi per il secondo.
    Che è tutta un’altra cosa.
    Perchè non è affatto comico, ma tragico.

  • Ahmed

    Gentile Alvise, il suo post N. 26 e’ molto profondo.
    Condivido che la Sinistra abbia le idée confuse a manchi di un base ideological adeguata. Emerge tra il popolo della Sinistra una forte e chiara richiesta di ideologia, puntualmente disattesa dai giochi politici e dalla miope logica delle alleanze.
    Sono circa 20 anni che la Sinistra riformista non e’ piu’ in grado di elaborare ideologia, mentre quella comunista ondeggia tra I miti mai sepolti della Guerra Fredda e le sirene insurrezionaliste.
    Molti trovano rifugio ideologico nella discussione sulla laicita’ (tipo la discussione sul crocefisso a scuola), dove sembra apparentemente riprendere vigore un’etica politica. Ma e’ una primavera breve.
    La laicita’ e’ tema che riguarda le regole del gioco, il patrimonio comune di tutta la societa’. E’ la battaglia sulla forma, importante, ma non esaustiva della battaglia politica.
    Senza una ideologia che parli di contenuti non si va da nessuna parte.
    I contenuti si creano prendendo parte (da cui la parola partito), cioe’ sbilanciandosi con giudizi chiari e mantenuti nel tempo.
    Io (modestamente) non penso che questi contenuti possano essere ricercati nell’ideologia cristiana e meno che mai in nessuna ideologia religiosa.
    Vi sono spunti interessanti in molte ideologie religiose ed il cristianesimo sembra negli ultimi decenni quello che meglio concilia temi sociali ed etici. Ma questo adattamento dell’ideologia cristiana alla societa’ moderna e’ dovuto all’esigenza di inseguire le conquiste sociali, dovute alle lotte partitiche e sindacali.

  • Nicolò Gueci

    Propongo di sostituire il crocifisso col simbolo della pace. Forse farebbe piacere anche a quelli che alla croce sono stati appesi.

  • Stefano

    Faccio molta fatica a seguire il tormentone sui crocifissi.
    A cosa serve? E quando non ce ne saranno più in giro saremo in un mondo migliore? Forse gli operai arriveranno a fine mese?
    A qualche mio vecchio coetaneo chiedo: Sei sicuro che oggi il crocifisso simboleggi ancora (soprattutto presso i giovani)quel clero venale e corrotto che tanto male ha fatto? Sei sicuro che non ci sia in giro gente peggiore? Non è il caso di smetterla con battaglie che frutteranno ben miseri benefici?
    E a chi pensa che Cristo sia di destra segnalo una curiosità: la Chiesa ha individuato 4 (quattro) peccati che “gridano vendetta al cospetto di Dio”. Il terzo ed il quarto sono: “Oppressione dei poveri” e “Frode nel salario agli operai”. Sembrano parole del Che. Ergo… bruciamo i crocifissi?

  • http://marcon-Venezia Luisa

    Trovo solo giusto che nelle pareti degli edifici pubblici ci sia unicamente il ritratto del Presidente della Repubblica.
    Il crocefisso venga appeso esclusivamente nei luoghi religiosi.
    Non sono assolutamente d’accordo che siccome è una “nostra tradizione” venga esposto, magari assieme ad altri simboli religiosi, in posti pubblici. In questo momento miglior sentenza non poteva esserci: intanto che si parla di crocefissi non si parla di argomenti e leggi che veramente interessano la nostra esistenza.
    Sono stata otto anni Assessora e V:Sindaco nel mio comune,(Marcon prov. Venezia) parecchie volte sono stata Presidente di seggio, ho sempre levato il crocefisso, per principio e per rispetto dello stesso, e mai nessuno, dico proprio nessuno, ha trovato qualcosa da dire. Altri tempi! (dieci anni fa)

  • Filippo

    Ma perchè solo l’europa occidentale e i cattolici si devono preoccupare di rispettare le altre religioni? Il rispetto reciproco è una cosa sacrosanta. Reciproco, appunto. Spero vivamente che chi ha accolto con favore quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, esprima un disappunto di pari entità per ciò che è venuto a dire a casa nostra Gheddafi in merito a Gesù e alla conversione.

  • desiree

    “Ho tra le mani un foglio, scritto o disegnato. A distanza, ne decifro perfettamente i margini e il significato totale. Lo accosto a venti centimetri dagli occhi e ne decifro il senso dei dettagli. Avvicino questo foglio al mio naso e qualunque leggibilità è sbiancata. Il massimo del blow-up ottico-acustico coincide con il minimo dell’ingrandimento (visibilità-udibilità zero). Ecco l’amplificazione come risonanza. La fenomenologia del soggetto è finalmente solarizzata. È accecato l’ascolto” .
    -carmelo bene-

  • RosannaDaniela

    Gent. Sig. Sgrena,
    perchè nemmeno una parola sulla lapidazione di una donna in Somalia? Donna che, accusata di adulterio, è stata fatta prima partorire e poi, notizia di oggi, è stata lapidata?
    Questi sono i fatti che dovrebbero indignare e su cui ritengo la sinistra debba farsi sentire! Questi sono veri e propri cromini, giustificati da una pseudo religione, l’Islam, che invece di favorire la sopravvivenza per l’Uomo e per l’umanità, è motivo di avvilimento e barbarie!Altro che crocifisso, simbolo di tanto o di poco, dipende sempre dalla fede o meno di una persona: è piu intollerante nell’animo e nella mente chi si sente offeso da esso!

  • Nicolò Gueci

    forse se manifestare proprio queste sensazioni: sono lieto che lo abbia fatto lei con grande sensibilità, rappresentando i sentimenti istintivi,non confessati per rispetto delle convenzioni, di molti ragazzi. Ho dedicato molto tempo ad esaminare questo aspetto del simbolo cattolico e ne ho anche scritto diffusamente. Qui voglio solo tematizzare. Le “crocifissioni” hanno nell’arte qualcosa d’intimidatorio: se è successo a lui, sapete quello che vi aspetta se sbagliate. In merito alla colpa: se è in croce è colpa vostra, dei vostri peccati; cioè un effetto moltiplicatorio della colpa, perché per la redenzione ha richiesto il supplizio del giusto. Perciò giustificazione delle pene più feroci e della tortura per ristabilire l’ordine, perché il peccato offende Dio – e se la scampi sulla terra o non ti penti, c’è l’ergastolo eterno di tormenti dell’inferno. Che cos’è in fondo il tuo dolore in confronto di quello del Messia?
    E mi chiedo: come mai la morte dell’Innocente, del Giusto non ha generato il ripudio totale della tortura e della pena di morte? Come mai il rispetto dal Messia non si estende ad ogni uomo?
    I primi crocifissi mostravano il Cristo vivo sullo sfondo della croce; forse ancora erano un segno di vittoria sull’ingiustizia. Ma per intimidire e richiamare all’ordine cristiano non sarebbero serviti.

  • Nicolò Gueci

    Il mio intervento manca dell’inizio:
    “Ho molto apprezzato l’intervento di Ivana Nannini. Da giorni sono in forse se manifestare proprio queste sensazioni…”

  • alvise

    al sig. Ahmed
    il mio post n 26 sarà anche profondo, come dice lei, ma non ha trovato seguito nei post successivi.
    Dalla loro lettura vedo invece la conferma di una posizione ideologica che poteva andar bene quando in Italia non era rilevante la presenza di altri culti religiosi.
    E’ con questi che la gente si confronta e non con quanto pensato e deciso all’epoca di Marx. Ed è rispetto a queste dottrine ( le ideologie, caro sig. Ahmed , sono altra cosa) che gli italiani dovranno prima o poi decidere come posizionarsi.
    Lo dovrà inevitabilmente fare anche la sig.ra Luisa, quando la comparazione, ad esempio tra cristianesimo e islam, le farà risultare evidente che la sua cultura “atea e occidentale” è , nonostante tutto, molto “più vicina” al primo piuttosto che al secondo.
    A mio avviso, il laicismo e la sua componente culturale “relativistica” ha e avrà sempre meno spazio in futuro.
    Non è infatti un caso se oggi discutiamo di cose che solo qualche anno fa non sarebbero mai state trattate in un blog associato al Manifesto.

  • Emanuele

    sono Italiano, nazionalista, musulmano. Ricordo, verso la fine degli anni ’70, le gravi difficoltà per uno studente di destra, o perlomeno non appartenente a nessun ‘collettivo’, di frequentare le scuole superiori, almeno a Milano; il dominio dei simboli ‘sinistri’ era imposto con violenza ed inciviltà. Allo stesso tempo oggi vi è una strumentalizzazione, da parte di gente che di destra non è, ma è a destra della sinistra come il PDL (l’ unica destra nazionalista è la Lega Nord), della religione cristiana, quando invece, ai tempi di Aldo Moro, vero cristiano, vi era una grande tendenza alla trasgressione. Comunque, anche il fatto della tradizione, importantissima, è da valutare. Sono di origine salentina, nato in Padania, ma mediterraneo quindi: e nella Mediterranea non vi è stato anche un governo Islamico? Non vi era forse una dinastia di musulmani siciliani? Credo che a scuola, come nei tribunali ed in ogni pubblico ufficio amministrativo dello Stato, vi debba essere solo esposta la bandiera Italiana.

  • Emanuele

    Vi ringrazio comunque per la non censura. Anche se politicamente agli antipodi stimo sempre chi ha delle idee e le fà circolare rispetto a chi tende ad eliminare ogni forma di dissenso, come la massoneria ebraico anglosassone mondiale. Questo governo, mi stà facendo diventare misantropo…

  • Emanuele

    Poi, si aggredisce sempre l’ Islam, quando il ricorso non è stato fatto da una musulmana

  • lina

    Al sig. Guerci
    Premesso che il simbolo della croce “non è “ (solo) cattolico ma cristiano e quindi non appartiene in esclusiva al Vaticano, come troppo semplicemente viene spesso attribuito, mi pare che vi sia nel suo post n°41 una diffusa confusione dottrinale , come pure di storia dell’arte.
    Converrà con me, caro sig. Guerci, che i dipinti della crocefissione più completi sono quelli che mettono ai piedi della croce un teschio : è quello di Adamo.
    Serve a richiamare il motivo di quella morte, non per intimidire un ragazzo.
    Serve a ricordarci il peccato originale, per il quale Dio si è fatto uomo e ha pagato per noi un debito contratto dal nostro progenitore.
    Quel peccato, per chi ha studiato un po’ di dottrina cristiana, consiste in un atto di estrema superbia: Adamo ha sfidato l’onnipotente, pensando di poter essere un giorno come Lui.
    Se qualcuno tra i laici-atei ritiene che sia un peccato remoto, si ricreda.
    Se guardiamo a ciò che oggi fanno gli uomini, quando credono di poter controllare la natura e la Terra, quasi fossero degli dei : effetto serra, inondazioni, carestia, malattie incurabili , guerre …, insomma i 4 Cavalieri dell’Apocalisse, non stanno forse cavalcando verso di noi ?
    Non seguirò quindi il ragionamento del sig. Guerci, perché è fondato su concetti che non sono mai appartenuti alla dottrina cristiana, ma solo a chi la ignora. O se la inventa !
    Lina

  • danilo recchioni baiocchi

    Vorrei sinteticamente ricordare che cosa è veramente il crocifisso.
    Il crocifisso è l’innocente che soffre ingiustamente; è il ricordo di tutte le vittime innocenti.
    Il crocifisso è il lavoratore sfruttato; è l’imprenditore minacciato dalla mafia; è il fedele perseguitato per la sua fede; é la ragazza somala lapidata, è la donna costretta a vivere in un burka, è la bambina data in sposa dalla sua famiglia; è il bambino violentato…
    Lo scandalo della croce consiste nel ribaltamento dei valori comuni, nell’adorazione rivolta a chi per amore, e perdonando i suoi carnefici, ha subito la pena più infamante e dolorosa.
    Il crocifisso non è la Chiesa, Cattolica o no, o lo Stato o qualsiasi altra organizzazione. E’ il simbolo di quel che ho scritto sopra e manda a tutti, credenti e non, lo stesso messaggio. Chi vuole può ascoltarlo, chi non vuole può restare indifferente.
    Dopo duemila anni ha ancora questo significato, anche se spesso lo dimentichiamo, fondamentalmente perchè è più comodo parlare di altro. Personalmente sono contento di vivere in una cultura che mi ricorda questi argomenti. Al confronto qualsiasi altro simbolo evoca argomenti di riflessione più angusti, o evocano violenza e forza.
    Pensiamoci molto bene prima di privarci di un monito di questo tipo, perchè potremmo sentire solo un gran vuoto che non sarebbe riempito da qualcosa di meglio.

  • carlo

    Gent. sig.ra Giuliana
    perchè sono state tolte le ultime mail ?
    Dal momento che le ho viste, non capisco il motivo della censura
    Se erano sconvenienti è stato giusto, ma se non offendevano nessuno ed erano criticabili, poteva replicare.
    carlo

  • alberto

    sono un fondamentalista dell’ateismo, credo fermamente nel fatto che la religione sia un subdolo mezzo di controllo che sfrutta la credulità popolare. detto questo però penso che la sentenza della corte europea vada proprio nella direzione opposta a quella sperata!…stiamo assistendo all’arroccamento su posizioni estremiste su un argomento che davvero ormai era assolutamente dimenticato! quello cghe ormai era diventato un macabro soprammobile di cui nessuno si preoccupava più…se ne spariva uno in qualsiasi classe passavano mesi prima che qualcuno se ne accorgesse, ora addirittura ogni scuola ha le scorte!
    il relativismo cultirale passa attraverso la relativizzazione di banalità simili…invece eccoci qua a discutere e a creare fronti contrapposti!!
    sentenza superflua e dannosa…la gente va educata al pluralismo, la multiculturalità non può essere imposta per legge!

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ carlo mi dispiace ma non ho tolto nessuna email già pubblicata, se lei è riuscito a vedere quelle che io non avevo ancora visto è preoccupante…
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ alberto sono contro tutti i fondamentalisti anche quello laico e penso che la multiculturalità vada promossa anche con delle forzature necessarie, non si afferma da sola e soprattutto deve avere una sua legittimità, che attualmente in Italia non ha
    giuliana

  • elisabetta

    potrei essere favorevole a lasciare il crocifisso nelle scuole quando tutti noi potremo mettere al muro il simbolo di ogni religione…….o tutti o nessuno…..elisabetta

  • Luigi Petix

    Se detesti il crocefisso a scuola, puoi sempre (come ha fatto un mio amico) staccare il Cristo dalla croce e lasciarne le mani appese.

    E questo non ti impedirà di essere felice.. sempre che un potere occulto non ti faccia tuonare sulla testa quando bestemmi.

    Il crocifisso nella scuola pubblica ci sta fin dai tempi del concordato (pubblico e occulto), non da mille anni. Ed è dai tempi del concordato che lo Stato finanzia le carriere ecclesiatiche.

    Io a scuola elementare imparavo le preghiere da fare in chiesa, perchè i miei non ebbero l’accortezza di portarmi a messa neanche una volta.

    Non fatene un’arma di distrazione di massa.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ luigi, io sono figlia di comunisti, quando andavo alle elementari (scuola pubblica ma con sue classi gestite da suore, altri tempi) e mio padre era conosciuto come partigiano e comunista, la mia maestra-suora faceva pregare tutta la mia classe per salvarmi dall’inferno cui era destinato mio padre e che avrebbe trascinato anche me. Ha fatto di tutto per allontanarmi dalla mia famiglia (con la quale io stavo benissimo) convincendomi che dovevo farmi suora, etc. Io e i miei compagni dovevamo andare ogni sabato a confessarci per fare la comunione la domenica, finché persino il prete (che invece spesso chiacchierava con mio papà) che aveva d’altro da fare ci chiedeva che cosa avessimo mai da confessare tutte le settimane.. Ho passato un’infanzia da incubo divisa tra la suora (per me una autorità) con tutte le sue minacce e la mia famiglia, che pur essendo comunista non mi ha mai detto di non andare in chiesa o di non seguire gli insegnamenti che mi venivano impartiti (in una scuola pubblica!!!). Finché a sedici anni sono andata un anno in collegio per poter fare una scuola di lingue a cui tenevo tanto ma che era lontano da casa. Dopo un anno di collegio dalle suore e tutte le angherie subite e quello che ho visto, non sono più andata in chiesa. Saranno solo degli esempi casuali ma che hanno influito in modo determinante sulla mia vita. Non solo di una croce si tratta….

  • Mario

    i mussulmani sono in una terra straniera come (ospiti tollerati)e come tali si devono adattare e comportare secondo le nostre usanze e soprattutto alle leggi dei rispettivi paesi(noi cattolici non ci possiamo mai permettere di andare nei loro paesi ma nemmeno penzarlo di praticare la nostra religione o di costruire chiese peró a loro gli si da la possibilitá di cstruire moschee)manca poco che loro con le loro esigenze ci sottomerranno e faranno i signori padroni a “CASA NOSTRA”io vivo in Germania da 41 anni e mi sono dovuto adattare come migliaia di emigrandi la Germania ci permette di muoverci come vogliamo peró senza dimenticare che siamo ospiti anche se in certo modo veniamo considerati concittadini.Io sono del parere che il crocifisso soprattutto nelle scuole (DEVE RESTARE) perché é una cosa fondamendale e non da fastidio anessuno per chi non vuole vederlo che ignori.Appello ai sindaci siate solidari (Fate vedere che avete le (PA……)

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ mario mi sorprende molto il suo intervento, avrei immaginato che chi ha sofferto per dover vivere come ospite in un paese straniero, ma che è sempre Europa, avesse un atteggiamento diverso e non di rivalsa su chi è costretto a fare le stesse scelte in condizioni molto più drammatiche. Io sono contro il concetto di tolleranza, occorre valorizzare la giustizia e l’uguaglianza: stessi diritti e stessi doveri, per tutti coloro che vivono nel nostro paese e contribuiscono al nostro Pil, o vorrebbero farlo. Che vogliamo o no il nostro paese è multietnico e dobbiamo adoperarci perché diventi anche multiculturale, sono profondamente convinta che solo garantendo dei diritti possiamo pretendere il rispetto dei doveri, tutti. Ma se cominciamo dalle disuguaglianze non potremo pretendere il rispetto di tutte le nostre leggi senza eccezioni. giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    In risposta ai post n.ro 55 e n.ro 57, vorrei osservare che se cominciamo ad elencare le esperienze personali, positive o negative, non si finisce più, e soprattutto non si contribuisce molto a trovare una sintesi in grado di spiegare fenomeni complessi che riguardano milioni di persone. Quindi, se il tema è il crocifisso, rimando al mio post n.ro 48.
    Non ho capito come Giuliana intende conciliare multiculturalismo e comunione di valori su cui si basa la convivenza. Per me una cultura è semplicemente una scala di valori riconosciuta da coloro che in quella cultura si riconoscono. Ovvero: i valori sono gli stessi grosso modo per ogni cultura: patria, solidarietà, famiglia, lavoro, etc. Nella nostra al primo posto poniamo la libertà individuale, con cui tutti gli altri valori devono fare i conti. Quindi: per quanto possiamo amare la famiglia, non le consentiamo di sceglere chi dobbiamo sposare; per quanto possiamo amare il nostro Paese, vogliamo sapere che fa delle tasse che paghiamo; per quanto possiamo essere religiosi, non ammettiamo pene per l’apostasia; per quanto possiamo amare il lavoro, questo non deve mai diventare schiavitù e ledere la nostra dignità; e così via. Anche questo blog è una manifestazione della libertà di espressione da riconoscere ad ognuno.
    In altre culture la scala di valori non è la stessa e la libertà individuale può essere sacrificata fino ad essere annullata di fronte ad altri valori (la famiglia, la comunità, il lavoro, e così via).
    Possiamo ammettere, nel nostro Paese ed in Europa, che la scala di valori che abbiamo costruito nei secoli, che è ancora tutta da perfezionare e che tante sofferenze è costata a chi ci ha preceduto, venga compressa o spazzata via da altre scale di valori? Quanto possiamo ammettere che in nome del lavoro i cinesi trattino in un certo modo tanti loro connazionali? Possiamo ammetter che per rispettare la loro cultura in certe comunità si pratichino mutilazioni genitali? Possiamo ammettere che per rispettare il dovere religioso del jihad e dell’elemosina si finanzino gruppi terroristi?…
    Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ovviamente, riprendendo i temi per i quali mi sembra sia stato istituito questo blog, e cioè: ci sono diritti universali da riconoscere e tutelare per qualsiasi essere umano, indipendentemente da razze, culture, religioni. E se non è giusto (nè possibile) imporne il rispetto con la forza nel mondo, non possiamo ammettere che siano violati in casa nostra, cioè laddove possiamo fare qualcosa. Paradossalmente, non c’è niente di più occidentale dell’idea di diritti universali, basati sulla pari dignità di ogni essere umano. E non c’è niente di più cristiano di quest’ultima affermazione.
    Quindi la domanda che pongo è: che cos’è questo multiculturalismo condizionato dall’accettazione della cultura occidentale? O davvero crediamo che un essere umano si riduca al pagamento di tasse e contributi? Come mi integro con una persona che rispetta le leggi e poi fa sposare la figlia di 11 anni ad un cugino in un altro Paese? Oppure con una persona che crede che si nasca divisi in caste che si possono frequentare fra loro solo a certe condizioni, fino al punto di individuarne alcune come intoccabili?
    Questa esigenza di costruire una società multiculturale sembra solo uno slogan seducente dietro il quale si nasconde il nulla, ovvero l’incapacità di ammettere, riconoscere ed apprezzare la nostra specifica cultura, che – a mio avviso – pur con tutti i suoi difetti, non è poi così malaccio.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ danilo. non ha mai pensato che esiste un pensiero laico che sostiene i diritti universali per tutti e che non è solo patrimonio dell’occidente? che ci sono donne che hanno pagato con la vita per affermare i loro diritti e poi vengono in occidente e in nome del relativismo culturale vivono limitazioni di libertà più forti che a casa loro? Sposare una bambina a 11 anni è contro la legge anche in molti paesi musulmani che hanno una legislazione civile. In Italia questo non è possibile e non dovrebbero essere ammessi anche i matrimoni forzati, come? Proteggendo le ragazze che vengono sottoposte a tali violenze da parte delle loro famiglie. Applicare la legge e garantire una protezione perché queste donne, spesso giovani ragazze possano far valere i loro diritti.
    giuliana

  • Maurizio Lazzerini

    Mi permetto di dissentire sul valore del simbolo del crocifisso.
    Il povero Cristo lì appeso in realtà non viola la libertà di nessuno e di nessuna religione incute pietà e fa riflettere sulle similitudine fra la sua e la nostra condizione di esclusi sconfitti etc.
    Il realtà il problema è che il simbolo è frainteso come imposizione di potere ed approrpiazione di spazio in virtù di una presunta appartanenza al cristianesimo, contro altri che vorrebbero contaminarlo con estranee e non tollerate presenze e libertà.Questa contraddizione implica un misto bastardo di ignoranza e violenza da chi delimita il contesto delle relazioni con i propri paradigmi”culturali”.
    In più è un simbolo non rispettato ed odiato e pure bestemmiato,testimone della maleducazione nelle scuole di molti studenti del tutto indifferenti al problema del crocifisso .

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ maurizio mi sembra una visione un po’ caricaturale
    giuliana

  • Nicolò Gueci

    Cara Giuliana,
    hai notato che a parlare di fondamentalismi si sveglia la solidarietà di tutti i fondamentalisti? Da qualsiasi religione o ideologia, annusano il comune DNA dogmatico. E se gli togli il dogma, come faranno?

  • Enricoz

    In nome di un assolutismo culturale proporrei di togliere dai muri di tutti gli edifici pubblici anche i calendari. Tutti questi nomi di santi, possono shockare. Credo che le festività di palese stampo cristiano siano alquanto fastidiose nella loro egemonica imposizione. Sarebbe bene eliminarle per creare un calendario il più laico possibile. Problemi: avere la fantasia di sostituire tutte queste festività religiose (incluse tutte le 53 domeniche)con altrettante festività laiche.

    La signora finlandese ha giustamente sollevato un problema di sviluppo rischioso del proprio figlio a scuola. In nome di una multiculturalità (ancora in fase embrionale per chiusissimi blocchi politici), invece che togliere, non sarebbe male inserire tutti i simboli delle religioni praticate in Italia (visto che profondamente radicate nella cultura di moltissimi nuovi immigrati), inchiodate tutte allo stesso livello, in ordine laicamente alfabetico, anche per abituare i bambini ad una visione completa di ciò che lo circonda? E’ ben accetto anche un simbolo laico come quello della pace (non su sfondo arcobaleno però…).

    Chiedo scusa per il ritardo nel commento, ma devo sapere se posso tranquillamente festeggiare il Natale come festività cristiana o laicamente consumista.

    Provocatoriamente Enrico

  • alvise

    Se i cultori di un multicuturalismo, nel quale tutte le culture e i modi di vivere sono uguali e indifferenziati, ritengono sia giusto togliere il crocifisso e qualunque altro simbolo dagli edifici pubblici, nel nome di laicismo superiore, allora abbiano il coraggio democratico di raccogliere le firme per indire un referendum popolare.

    La situazione che il ricorso della signora finlandese ha provocato mi ricorda un’espressione latina tuttora valida : “maxima lex, summa iniuria”.
    Che più o meno vuol dire : se applichi in maniera pedissequa una legge, avrai la massima ingiustizia, torto, offesa, danno….

  • http://juliette.franck@orange.fr juliette

    penso che la laicita è molt’importante in Italia come in Francia. Bisogna combattere idee oscurante. Io considero il cristianismo come una setta. Il potere che hanno presi da quando prima la revoluzione francese è preoccupante. Se vogliamo che i nostri bambini vivono nella tolleranza rispetando le loro differenze, allora la religione non deve apparire nelle scuole. Io trovo, in FRancia, il debattito sull’identità nazionale pericoloso, ridicoloso e preoccupante per il divenire del nostro paese, pero mi battro per difendere la laicita in francia e in italia.

  • alvise

    @Juliette
    Notizia : Putin ha introdotto l’insegnamento della religione ortodossa nell scuole pubbliche.

  • Fabio

    Personalmente credo che la questione dell’esposizione del Crocifisso sia stata “ingigantita” per interesse politici da entrambe le “fazioni”.
    Vero è che secondo i principi della Carta Costituzionale lo Stato è laico, cioè aconfessionale. Tuttavia è anche vero che lo Stato tutela il cd “sentimento religioso” della maggiorparte della popolazione italiana, il quale è ad oggi rappresentato dal cristianesimo cattolico.
    Personalmente non credo che l’esposizione del crocifisso violi in qualche modo il sentimento religioso di coloro che professano altre confessioni. A mio modesto parere potrebbe considerarsi offensivo del sentimento religioso il divieto, imposto in alcune nazioni del mondo, di esporre o mostrare in qualunque modo simboli della propria confessione religiosa. Per onestà intellettuale devo affermare che ho frequentato fin dalla prima infanzia scuole “cattoliche”: tuttavia come molti di Voi, crescendo ho modificato la mia visione della vita divenendo per molti aspetti, una sorta di “eretico”. Nonostante questo mio cambiamento di visione della vita, non ho mai disprezzato o criticato il senso di religiosità (o per meglio dire di “cattolicità”) dei miei concittadini. Così come non ho mai disprezzato le altrui confessioni religiose. Ciò che disprezzo è l’utilizzo di certi uomini della religione e dei simboli che ri riconducono ad essa. Purtroppo sono convintio che sotto la parola religione si sono giustificate gesta inenarrabili. Ed ancor oggi ritengo che la religione sia un subdolo strumento utilizzato da alcuni per oscurare la libertà di coscienza e di pensiero dei cittadini. E quando osservo tutto questo livore concentrarsi sul simbolo di una religione mi rendo conto che forse non mi sbaglio….