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Bar Condicio

Il costo (culturale) enorme dell’elicottero blu

‘Quanto ci costano le auto blu?’. Per anni ci hanno fracassato i cosiddetti con questo leitmotiv che dai blog riecheggiava nei bar fino ad arrivare nelle aule parlamentari, passando prima, però, per tutti i media. Ora dalle auto si è passati all’elicottero. Quello utilizzato da Renzi (la legge del contrappasso ha colpito ancora una volta) e costretto ad atterraggio di emergenza. E subito, immancabile, precisa come un orologio atomico, è partita la domanda: ‘quanto ci costi?’. Ecco, quanto ci costa? Ci costa un’enormità in termini sociali, culturali ed economici. La parossistica attenzione alle auto blu ha prodotto un impoverimento del dibattito pubblico che avrebbe potuto essere indirizzato versi altri e più produttivi argomenti. Per assurdo, se questo battage fosse stato diretto verso temi di politica industriale – che fine ha fatto, esiste ancora in Italia?- magari i risultati sarebbero stati migliori della manciata di spiccioli incassati per le auto blu messe in vendita. E se anche le vendessero tutte, ma proprio tutte, le sorti dell’economia italiana non cambierebbero di un millesimo. Ma le auto blu sono un simbolo, hanno in sé un significato latente molto profondo. Funzionano in comunicazione politica perché questi significati sottintesi intercettano alla perfezione il mood della pancia del paese, soprattutto in questo momento di crisi. Anzi, lo fomentano. Ma ridurre la politica ad uso e consumo di questo dibattito è un danno culturale enorme. Peraltro, per un sussulto di stile, quelli che si son chiesti quanto costa l’elicottero, hanno dedicato un pensiero, uno solo, alla paura o ai rischi di chi era a bordo del mezzo? Cin!