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losangelista

Il Coming Out di Obama

L’appoggio incondizionato del presidente degli Stati Uniti al diritto al matrimonio per le coppie gay e’ da ieri un dato incontrovertibile. Un “coming out” politico impossibile da sopravvalutare: sulla linea di partenza di una campagna elettorale dall’esito tutt’altro che scontato il presidente in carica ha rotto gli indugi e si e’ schierato per i diritti civili dei gay su cui in precdenza si era mostrato al massimo cautamente tiepido. Naturalmente c’e’ da domandarsi quale calcolo politico abbia portato alla decisione all’inizio di una campagna in cui l’entusiasmo dei democratici  si e’ assai affievolito rispetto a a quattro anni fa. In quest’ottica la dichiarazione di Obama ha avuto l’effetto immediato di galvanizzare la comunita’ gay e di riconquistare i non pochi militanti LGBT disillusi dal presidente che avevavo contribuito ad elegger. Ieri anche i piu’ scettici, come Dustin Lance Black, sceneggiatore di Milk e J Edgar, sono rientrati entusisticamente nelle fila obamiane, e con loro le considerevoli facolta’ finanziare  di una comunita’ altamente motivata.  Dall’altro lato la presa di posizione ha rinvigorito l’opposizione teocon – un dato scontato daccordo – ma anche seminato il malcontento fra l’elettorato afroamericano,  fortemente religioso e particolarmente inflessibile sulla questione gay. La dichiarazione non influira’ in modo concreto sulle legislazioni in merito che dipendono dalle amministrazioni dei singoli stati – sei stati permettono oggi i matrimoni fra coppie dello stesso sesso mentre 31 altri hanno inserito il divieto nelle rispettive costituzioni.  Il dato piu’ notevole allora e’ proprio la decisione di Obama di dire “qualcosa di sinistra”  senza un chiaro e immediato tornaconto, un abbandono almeno su questo tema della moderata cautela che ha caratterizzato molta del sua amministrazione, con abbondante rammarico dei progressisti. Una decisione basata allora sull’apparente principio e sul senso etico, criterio di per se rincuorante o, se si dovesse rivelare comunque fondato sul calcolo politico, coraggiosa. Oggi Obama e’ qui a LA, a casa di George Clooney, dove incassera’ certamente gli elogi (e parecchi assegni) di Hollywood. Al di la delle strategie elettorali la decisione di schierarsi ha un  grande peso simbolico; una conferma, forse definitiva, di un inevitabilita’ storica.

il messaggio "personale" di Obama ieri alla sua mailing list