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FranciaEuropa

Il caso Mitterrand non si placa

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Il ministro della cultura, Frédéric Mitterrand, sta pensando di sporgere denuncia dopo il nuovo attacco di cui è vittima. Un giornale de la Réunion, ripreso dal Journal du Dimanche, racconta la storia di una lettera di Mitterrand, in difesa di due ragazzi dell’isola, accusati di stupro. Volevo solo “portare il mio aiuto a una famiglia che conosco bene, per aiutarli alla reinserzione, se il tribunale l’avesse richiesto”, ha spiegato Mitterrand, che parla di “ignominia” e di “inquietudine” per le nuove accuse di cui è il bersaglio e che hanno a che vedere con la sua presa di posizione a favore di Roman Polanski. Mitterrand aveva scritto la lettera per testimoniare della moralità della famiglia di uno dei ragazzi sotto accusa, imparentato con la sua ex truccatrice (per una trasmissione tv).  

Mitterrand aveva già dovuto difendersi in tv (su Tf1) giovedi’ sera. Aveva spiegato di aver “commesso un errore, non un crimine” nell’aver intrattenuto delle “relazioni” con “dei ragazzi” in un viaggio in Thailandia. “Condanno assolutamente il turismo sessuale, che è una vergogna e la pedofilia, alla quale non ho mai partecipato”, ha detto in un intervento sofferto.

Dopo l’attacco sferzato la settimana scorsa da Marine Le Pen, la figlia del leader del Fronte nazionale, che ha letto in tv un brano tratto dal libro La mauvaise vie (un’autobiografia tormentata pubbicata da Mitterrand nel 2005), la polemica ha trovato dei rinforzi tra la leva dei quarantenni del partito socialista, mettendo in un serio imbarazzo la direzione. Quasi si trattasse di uccidere il padre, prendendo di mira una persona che si chiama Mitterrand (e che è nipote dell’ex presidente socialista, pur partecipando ora a un governo di Sarkozy). Il sindacao di Parigi, Bertrand Delanoë, ha definito “offensiva populista” la presa di posizione del portavoce del Ps, Benoït Hamon,  che si era detto “scioccato” dalla confessione scabrosa di Mitterrand. Le affermazioni di Hamon sono condivise da Arnaud Montebourg e da Manuel Valls, che parla di “differenza generazionale nel Ps attorno a cio’ che devono essere la libertà e le regole”. Daniel Cohn-Bendit, che peraltro si era stupito delle motivazioni avanzate per il  sostegno a Polanski da parte di Mitterrand e di Kouchner, ha chiesto un periodo di sospensione per Hamon dalla  carica di portavoce del Ps, perché “se sei un uomo  di sinistra, non hai il diritto di avere lo stesso linguaggio di Marine Le Pen”.

Al di là della confusione che le accuse a Frédéric Mitterrand hanno generato in seno al Ps, per il ministro si annuncia un periodo difficile. Malgrado il sostegno dell’Eliseo, nella maggioranza di destra cresce la schiera di chi, a mezza voce, chiede le dimissioni. Come ha riassunto un deputato dell’Ump: “abbiamo delle difficoltà con il nostro elettorato. Già  non amano la cultura e l’omosessualità. Ma avere le due assieme…”.

  • mgmeriggi

    In Francia, come AMM sa bene,ci sono in queato momento la cosa riesce a dividere la sinistra mentre il governo che già ha una causa penale fra il presidente e l’ex ministro degli interni si tiene più tranquillo. E’ strano che nessuno dica che anche se FM non è pedofilo per la sinistra essere clienti delle prostitute significa praticare la più oscena forma di mercificazione. Una volta speravano che nella società nuova essa sarebbe scomparsa (per questo tra l’altro non mi hanno mai convinto le posizioni banalizzanti di pia covre). il caso Polanski è diverso: bisognerebbe che per tutti a 70 la questione della pena si ponesse diversamente che 30 anni prima, anche per il cosiddetto uomo della strada. Totale il silenzio di comunisti, Union de gauche e NPA.

  • mgmeriggi

    Proprio in questo momento leggo che invece Melanchon “vole au secours” di Mitterrand. Riflesso da vecchio socialista?