closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

I Verdi in difficoltà per le presidenziali

A poco meno di 100 giorni dal primo turno delle presidenziali, il 22 aprile prossimo, i sondaggi si susseguono, segnalano le oscillazioni dell’elettorato, ma conservano una constante: le bassissime intenzioni di voto per Europa Ecologia-i Verdi. La candidata Eva Joly non riesce a superare il 3% delle intenzioni di voto. Il movimento è in piena agitazione. L’eurodeputato Daniel Cohn-Bendit ripete ormai da giorni una proposta che ha fatto l’effetto di una bomba: Eva Joly dovrebbe ritirare la propria candidatura, per favorire il “voto utile” a favore di François Hollande, il candidato socialista ancora dato in testa (sia al primo turno che al ballottaggio), ma in lenta e progressiva perdita di velocità. I Verdi erano diventati una forza importante, specialmente alle europee del 2009, quando avevano tallonato i socialisti, un risultato   confermato dalle regionali del 2010. Su questa base, nell’autunno scorso avevano negoziato un accordo elettorale per le legislative con il Ps: avevano ottenuto un numero sufficiente di candidature in circoscrizioni sicure per la sinistra, da prevedere di poter formare un gruppo politico nella prossima Assemblea nazionale, per la prima volta nella storia degli écolos. Ma di fronte ai bassi sondaggi di Eva Joly, nel Ps in molti alzano la voce e rifiutano di accettare di ritirarsi per fare posto a un écolo alle legislative. Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë non vuole la candidatura della segretaria di EE-I Verdi a Parigi, a Lione il sindaco Gérard Collomb rifiuta la candidatura di un Verde, Arnaud Montebourg disobbedisce nella sua regione.

All’interno del movimento, è la candidata ad essere sotto il fuoco delle critiche. Eva Joly, ex magistrata della mani pulite francese, sta facendo una campagna a sinistra, su temi più generali (occupazione, immigrazione, contro la corruzione ecc.) che strettamente ambientalisti. La campagna è ondeggiante, senza una linea, contraddittoria. E a sinistra della sinistra subisce la forte concorrenza di Jean-Luc Mélenchon del Front de Gauche, che sale nelle intenzioni di voto, grazie a una campagna efficace e combattiva (mentre  LO e Lcr, con nuovi leader, stanno scomparendo dal panorama).   Inoltre, a più riprese Eva Joly ha attaccato direttamente Hollande. La questione del nucleare è diventato uno dei principali argomenti del dibattito politico, ma i Verdi non sono in prima fila. Ma se Eva Joly sarà costretta a ritirare la candidatura, i Verdi rischiano di ricadere nella posizione di partito di supporto del Ps e di perdere l’autonomia.