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Bar Condicio

I sondaggi nel paese delle meraviglie

Un’ordalia di sondaggi sta sommergendo programmi e giornali. Siti e social network. Tutti sono più o meno concordi nell’indicare l’affermazione del Pd oltre il 30% (con punte del 35%) ed un ridimensionamento del M5S che non supererebbe il 24%. Bene. Questa è la versione ufficiale, ben riportata da tutti gli organi di stampa. Nei corridoi di palazzo, invece, l’aria è ben diversa e si parla sempre meno sommessamente di un testa a testa Renzi-Grillo. C’è chi la butta sul piano empirico personale e parla di sensazioni, umori, test familiari, amici, generiche antenne. Poi c’è quello che la sa lunga e allora con fare misterioso allude ad amici di amici che girano sondaggi iper-riservati o ai soliti servizi che in gran segreto (e che vi credete?) girano sondaggi sicuri. Insomma, son sempre di più i parlamentari e i giornalisti di lungo corso che prevedono un grande risultato del comico genovese e una semi-battuta d’arresto per Renzi. In effetti, volendo fare i ‘precisini’, bisogna ammettere che c’è sondaggio e sondaggio, c’è diffusione e diffusione, c’è committente e committente. L’uso scientifico dei sondaggi –è storia della comunicazione politica- è stata una delle armi vincenti delle prime campagne elettorali di Berlusconi, tanto che poi la legge sulla par condicio intervenne a mettere un po’ d’ordine. Oggi la sensazione è che questi strumenti statistici vengano utilizzati non tanto per informare, quanto per rassicurare il proprio elettorato di riferimento. Ma c’è un clima strano nel Paese: l’aumentata volatilità del voto, la peculiarità delle elezioni europee (non si vota per eleggere il governo nazionale), l’aumento dell’astensione e il gran numero di contatti che rifiutano di rispondere (basta leggere le note metodologiche dei sondaggi per rendersene conto) rischiano di far sballare i dati dei sondaggi in questo periodo. Ci saranno sorprese, c’è da scommetterci.