closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Islamismo

I somali vogliono la sharia?

Non è la prima volta che succede. Si fa appello alla sharia (la legge coranica) per riportare l’ordine in un paese. Ora è la volta della Somalia. Il presidente somalo Sharif Sheikh Ahmed, considerato un islamista «moderato» ha concordato con i suoi oppositori una tregua e l’introduzione della sharia.  La sharia era già stata imposta a Baidoa da Al Shabab, la milizia islamista più radicale, che nei giorni scorsi aveva conquistato la città dove aveva sede il parlamento somalo costringendolo a trasferirirsi a Gibuti. L’accordo concluso dal presidente, al potere da un mese, dovrà essere ora ratificato dal parlamento, ma Sheikh Sharif sostiene che non c’è nessun problema per il governo se il popolo vuole essere governato dalla sharia. Ma a chiedere la sharia non è stato il popolo bensì i negoziatori dell’accordo e quanto rappresentino il popolo si vedrà in futuro. Sarà l’ordine islamico a riportare la pace in Somalia?
giuliana

  • alvise

    Mi permetto ricopiare un articolo apparso sul sito
    http://www.asianews.it

    Paesi islamici rifiutano al Qaeda, ma anche la politica americana
    L’inchiesta è pubblicata dal Palestinian Center for Public opinion con l’occasione della visita della Clinton in Cisgiordania. Sentimenti positivi verso Osama bin Laden sono in ribasso; si rifiutano gli attacchi contro i civili, e si giudica la politica americana troppo vicina a Israele

    Beit Sahour (AsiaNews) – Un’inchiesta condotta su Paesi a maggioranza islamica mostra che il sostegno al terrorismo di al Qaeda e agli attacchi contro i civili è basso, ma rimane alto anche l’appoggio agli scopi di al Qaeda, quali la rinascita dell’Islam e l’opposizione alla politica americana in Medio oriente.

    L’inchiesta è stata condotta con interviste dirette a oltre 6 mila persone in Egitto, Indonesia, Pakistan, Azerbaijan, Giordania, Territori palestinesi, Turchia, Marocco.

    Essa è stata eseguita fra luglio e settembre 2008 dal WorldPublicopinio.org, in collaborazione con il Palestinian Center for Public Opinion, che ne ha pubblicato i risultati oggi, con l’occasione della visita di Hillary Clinton in Cisgiordania (oggi) e in Israele (fino a ieri).

    I risultati mostrano che una larghissima maggioranza, fra il 67 e l’89% condannano l’uso di bombe e assassini per raggiungere scopi politici e religiosi; più del 70% è contrario ad attacchi contro civili (in particolare americani).

    Allo stesso tempo, una larga maggioranza sostiene lo scopo di al Qaeda di “spingere gli Usa a rimuovere le basi americane e le sue forze militari da tutti i Paesi islamici”. Fra questi vi sono l’87% degli egiziani; il 64% degli indonesiani; il 60% dei pakistani.

    Altri scopi di al Qaeda sono molto approvati. Fra questi, “la stretta applicazione della Sharia in tutti i Paesi islamici e l’unificazione di tutte le nazioni islamiche in un unico Stato islamico o Califfato” ha ricevuto il sostegno del 65% degli egiziani; il 48% degli indonesiani; il 76% di pakistani e marocchini. “Mantenere i valori occidentali fuori dai paesi islamici”, un altro dei fini dell’organizzazione terrorista, guadagna il sostegno dell’88% in Egitto, del 76% in Indonesia; del 60% in Pakistan e del 64% in Marocco.

    La figura di Osama bin Laden ha un seguito controverso. Se si eccettua l’Egitto (con il 44%), e i Territori palestinesi (con 56%) negli altri Paesi, i “sentimenti positivi” verso di lui giungono al 14% in Indonesia; 25% in Pakistan; 27% in Marocco; 27% in Giordania; 9% in Turchia; 4% in Azerbaijan.

    I “sentimenti negativi” verso il capo di al Qaeda sono così distribuiti: 17% in Egitto; 20% nei Territori palestinesi; 26% in Indonesia; 15% in Pakistan; 21% in Marocco; 20% in Giordania; 68% in Turchia; 82% in Azerbaijan.

    Infine, riguardo alla posizione americana sulla questione israelo-palestinese, vi sono risultati molto curiosi: una larga maggioranza sostiene che la politica Usa favorisce l’espansione di Israele. Fra questi vi sono l’Egitto (86%); l’Indonesia (47%); il Pakistan (52%); il Marocco (64%); Turchia (78%); Azerbaijian (43%). I Territori palestinesi giungono fino al 90% e la Giordania all’84%.

    Eppure, alla domanda se gli Usa hanno come scopo la creazione di uno Stato palestinese indipendente ed economicamente possibile, i palestinesi hanno votato “sì” per il 59%. Degli altri, solo una percentuale del 30% circa si è espressa in modo positivo.

    AB

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    Dal settembre del 2008 per fortuna le cose sono cambiate anche negli Stati uniti, non c’è più Bush e le speranze che Obama possa cambiare l’atteggiamento degli Usa verso il resto del mondo sono diffuse anche in Medioriente.
    giuliana