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FranciaEuropa

I segreti dell’acqua privatizzata

La tv franco-tedesca Arte trasmetterà, il prossimo 22 marzo, il documentario Water Makes Money (90 minuti), realizzato da Herdolor Lorenz e Leslie Franke, con la consulenza del francese Jean-Luc Touly, che è ora consigliere regionale di Europe-Ecologie, ma ha lavorato a lungo per la Générale des Eaux ed è stato delegato Cgt. L’inchiesta riguarda soprattutto dei comuni francesi, strozzati dalle multinazionali dell’acqua privatizzata. Veolia, società francese  numero uno mondiale della distribuzione dell’acqua, ha sporto denuncia contro il documentario perché si ritiene vittima di diffamazione. Veolia aveva già censurato un precedente documentario sull’acqua privatizzata di questi due autori tedeschi, e aveva ottenuto una sola diffusione tv (su Arte, nel 2005, Acqua, servizio pubblico in vendita). Il documentario Water Makes Money descrive come le multinazionali gestiscono per lucro privato il servizio pubblico della distribuzione dell’acqua. Fa vedere come sono aumentati artificialmente i prezzi del metro cubo, mentre gli investimenti per la manutenzione della rete sono diminuiti, il tutto per aumentare i profitti. In Francia, la polemica sulla privatizzazione dell’acqua ha già una lunga storia alle spalle e molti comuni, compresa Parigi, hanno deciso di rimunicipalizzare il servizio dopo anni di gestione privata. 

Le multinazionali lottano contro un’informazione indipendente sull’acqua. Già Suez, un altro gigante dell’acqua privata, aveva sporto denuncia contro un documentario canadese, Flow, for Love of Water, che denunciava gli effetti della privatizzazione della distribuzione dell’acqua in America latina (diffuso su Arte nel 2008). Qui come altrove il principio è la privatizzazione dei profitti e la collettivizzazione delle perdite.

Il 27 luglio di quest’anno, l’accesso all’acqua è stato inserito dall’Assemblea generale dell’Onu nella Dichiarazione universale dei diritti dell”uomo.

Il documentario Water Makes Money è stato realizzato grazie a una sottoscrizione su Internet, che ha fruttato 120mila euro di finanziamento. 1800 copie sono già state distribuite nei cinema alternativi ed è possisbile comprare il filmato, che esiste anche in Dvd, sul sito: www.lamare.org/water-makes-money-2

  • Valter Di Nunzio

    L’acqua purtroppo segue il destino, con relatve coseguenze, di tutte le altre commodities in rete, privatizzate a partire dagli anni ’80, quando ai monopoli naturali pubblici sono stati sostituiti dei monopoli privati: aumento delle tariffe per i consumatori e costi di manutenzione sempre a carico del contribuente. Non è nient’altro che l’acquisizione di una rendita che cancella il rischio d’impresa. Purtrppo, duole dirlo, il discorso dell’acqua ha forse più impatto emotivo ma un valore economico comparabile alle autostrade, delle ferrovie, delle tlc… la cui gestione privata riscuote consensi politici quasi unanimi e opposizioni poco significative. In molti settori queste conseguenze negative della gestione privata sono mascherate dall’evoluzione tecnologica: per esempio paghiamo un pò meno al minuto di telefonata rispetto a 20 anni fa ma dovremmo pagarla molto, molto meno in conseguenza della “convergenza” adsl/fonia, se non vi fosse un efficiente oligopolio europeo del settore.