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Lo scienziato borderline

I saviani che confondono la CEE con l’Europa

migranti suffragio universale

(Da “Il Manifesto”)

Il voto sul Brexit nel Regno Unito ci insegna alcune cose importanti, soprattutto analizzando la campagna mediatica e politica precedente il voto, e i commenti mediatici e politici del dopo voto, specialmente dei vari sapientin-severgnin-saviani, che analizzeremo con dettaglio e dovizia.

  1. Nonostante una campagna martellante, con tutti i media, tutte le forze politiche di governo, tutti gli intellettuali e opinionisti, tutti gli economisti, gli spin doctor, che dicevano UNANIMI di votare in un modo, il risultato del voto è stato quello opposto. Certo, questo – indipendentemente dal merito – deve essere una ragione di grande fastidio e irritazione per tutti i sopracitati. L’opinione pubblica – se ha un’opinione, “giusta” o “sbagliata” che sia – non è influenzabile oltre un certo limite. Brutto affare, per gli “opinionisti”, verificare che – della loro opinione – la gente se ne strafrega. Fa mancar loro la terra sotto i piedi e la ragion stessa della loro esistenza sapientina.
  2. Gli scenari apocalittici messi in campo per influenzare il voto si stanno in parte autoverificando: le borse crollano perché tutti hanno detto che sarebbero crollate, fior di governanti ed economisti in testa. Chi sono dunque, gli irresponsabili? Coloro che hanno votato, o piuttosto coloro che hanno volutamente agitato spauracchi e sparso il panico per influenzare il voto secondo i propri comodi?
  3. L’Unione Europea, il bel giocattolo che funziona solo fra ricchi, sta andando a catafascio. L’UE, che chiameremo d’ora in poi per quel che è, ovvero CEE, Comunità ECONOMICA Europea, non è ovviamente l’Europa dei popoli. Non ha nulla a che vedere con il sogno di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Che molti saviani (definiremo in tal modo i vari opinionisti  “sedicenti savant”) tirino in ballo Spinelli, per supportare la CEE delle Banche, è – semplicemente – penoso. Ignoranza crassa e abissale, pressapochismo culturale imperdonabile.
  4. I grandi movimenti di migranti dal sud del mondo stanno fortunatamente smantellando la CEE. Appena qualcuno ha un problema (Grecia coi soldi, Italia o UK coi migranti o la xenofobia) va tutto a catafascio. Perché? Perché l’Unione Europea consente la libera circolazione dei soldi, delle merci, delle persone coi soldi. Ma non delle persone senza soldi.
  5. Questa CEE “Unione Europea” ha tradito completamente gli ideali di Altiero Spinelli e Rossi per diventare un bel meccanismo ad uso delle banche e la roccaforte ultima del capitalismo “illuminato”. Da preferire, così ci raccontano, a quello guerriero degli USA. Ma l’unico capitalismo buono è quello morto, si potrebbe dire parafrasando.
  6. Mi dispiace che a gioire per il Brexit vi siano forze xenofobe e fasciste. Ma è naturale – per gente del genere – non vedere appena al di là dell’immediato e non capire che l’onda lunga della rivoluzione che arriva dal sud del mondo  travolgerà anche i loro steccati d’altri tempi, ben meno efficaci comunque di quelli dei “democratici” barricati a Bruxelles.
  7. L’Europa  immaginata dagli stati capitalisti crollerà presto, il futuro – per fortuna – sarà diverso da come lo volevano loro. Purtroppo “gli altri” continuano a bussare alle nostre porte delle villette in Brianza coi nani nel giardino. Toc, toc: siamo il vostro futuro, facciamo a metà della vostra merenda?
  8. Il rivoluzionario deve cogliere questa dinamica, e rinnovare ed attualizzare la lotta date le nuove condizioni al contorno. Se si rovescia il tavolo del Monopoli, ci rimettono solo quelli che hanno gli alberghi a Parco della Vittoria e Viale dei Giardini. Meno male che la Storia non si ferma davanti alle frontiere e alle regolette di Monti e Draghi, e men che meno davanti al Brexit: il nuovo proletariato, ora, arriva dal mare. Occorre capirlo, e lottare con loro e per loro. Contro questa CEE: la scoppola del Brexit è solo un episodio di un crollo che occorre – in ogni modo – accelerare.
  9. Gli irriducibili fan della CEE, “Europeisti” (e perché allora non “Mondialisti”, mi chiedo) abbondano in improbabili scenari apocalittici;  disArgomentano questi euroinnamorati delusi: beh, certo, l’unione europea così come è fa schifo, quindi bisogna restarle fedele. E si capisce che la curiosa logica è figlia di un calcolo militante, meglio morti “a sinistra” (così si definirebbe Renzi, a lor dire)  che con Salvini. Ovvero, come sempre si ragiona, esageriamo, su tutto in Italia. Nessuno ci dice se, come e quando dovrebbe darsi una regolata questa UE: men che meno la stessa Unione, i cui mammasantissima stanno reagendo come monarchi che si sentono defraudati di un diritto piovuto dal cielo. Fermo restando (e va bene!) che il popolo è quello che manda libero Barabba e in croce Gesù Cristo, ci vorrebbe una argomentazione un po’ più concreta e meno qualunquista di queste seghe mentali e banali da  intellettuali da cartoon. Il fatto è che questa astrazione, questa bugia che chiamiamo Europa Unita ha fatto fallimento globale. Noi italiani la avevamo voluta perché ci serviva un ente sovranazionale che ci facesse rigare dritto; non è successo e ci ritroviamo come bambini scemi che hanno disimparato a fare anche quello che sapevano. L’Inghilterra non si è mai abbruttita a tal punto: con tutti i suoi difetti, è un paese adulto, che a un certo punto ha deciso di emanciparsi da una matrigna col faccione della Merkel. Primi fra tutti, lo hanno deciso gli 8 milioni circa di naturalizzati. Sarà poco nobile, ma è umano e l’umanità, quando ha paura, se ne frega dei trattati e delle raccomandazioni. E se c’è un caso che suscita preoccupazione, è proprio questo, perché le ondate di disperati che si scaricano sull’Europa, quella vera, non i sanctasantorum di Strasburgo e Bruxelles, non li argini col paternalismo dei burocrati. (Grazie a Massimo del Papa, dai commenti del quale -magnifici –  ho tratto questo punto 9).
  10. Ed ora veniamo al caso più terribile fra i saviani, addirittura peggiori dei severgnini, casi pietosi fra i sapientini inutili se non dannosi. Vediamo cosa dice il nostro paziente: “Me lo ricordo il Popolo, nel 1938, acclamare Hitler e Mussolini a Roma affacciati insieme al balcone di Piazza Venezia. Me lo ricordo il Popolo inebriato, esaltato, per la dichiarazione di guerra. Me lo ricordo il Popolo asservito, quasi isterico, al cospetto di ogni malfattore che abbia condotto l’Europa sull’orlo baratro. Me lo ricordo poi il Popolo che plaudiva quando al confino nel 1941 veniva mandato Altiero Spinelli, perché antifascista. A Ventotene, Spinelli, detenuto insieme a Ernesto Rossi e a Eugenio Colorni scrisse “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”. Quindi, a ben vedere, siamo sicuri che oggi il Popolo abbia vinto davvero?” A parte il penoso scimmiottar di Pasolini (me lo ricordo, “io so”: poveretto) , che par di vedere Berlusconi che finge di essere alto (con le scarpe col tacco interno) traduciamo in parole semplici: “Ho un disprezzo totale per il popolo, mi han chiesto di scrivere un bell’articolo a comando su qualcosa di cui sono esperto come un prete di fisica quantistica,  e mi hanno insegnato che se in una polemica tiri in ballo il nazismo e il fascismo, vinci sempre. Mi disturba – comunque- che un esito di votazione differisca dai miei desiderata da palloncino gonfiato di nulla. Sono ignorante di storia, e infatti tiro in ballo a sproposito Hitler e Mussolini, e alfine Spinelli, che chiaramente non ho mai letto. Per cui, vi diletto”. Troppo lungo? Sintetizzo ulteriormente: “Chiunque non la pensi come me e non faccia quel che voglio io, è un fascista”. Evviva.

Post scriptum: per la serie al peggio non c’è mai fine, riassumo le ulteriori reazioni del sinistrame iperdemocratico nei giorni seguenti:

a) Se si vota e non vince chi dico io, allora  “non vale” e bisogna rifare le elezioni

b) Il suffragio universale non va bene: devono votare solo i non vecchi, solo quelli “studiati”, anzi solo gli intellettuali de sinistra, meglio ancora: devo votare solo io. Il suffragio universale fu una conquista di oltre cento anni fa, ma che importa?

c) La miglior forma di democrazia è una petizione farlocca su change, che ha avuto molte firme false, moltissime firme di non-britannici, tanto è vero che la miglior marea di firme (oltre 20.000) è arrivata dalo Stato della Città del Vaticano, che conta 800 abitanti.

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