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FranciaEuropa

I Restos du coeur hanno servito 130 milioni di pasti da novembre a oggi

La povertà aumenta in Francia, che è una delle principali potenze economiche mondiali. Da novembre a oggi, una delle principali associazioni caritative, i Restos du coeur, hanno servito 130 milioni di pasti, aiutando 960mila persone. Un aumento di 100mila persone (+11%) rispetto allo stesso periodo del 2011-2012. “Dall’inverno del 2008 e l’inizio della crisi i Restos du coeur hanno aiutato il 40% di persone in più” affermano all’associazione creata da Coluche nel 1985. I Restos du coeur hanno oggi 2040 centri in Francia, servono pasti da novembre a marzo e negli altri mesi restano aperti, ma si concentrano solo sulle popolazioni più deboli, gli anziani, i bébé, i poverissimi. Il bilancio dei Restos proviene al 52% da doni di privati o di imprese, il 30% sono sovvenzioni pubbliche. Del denaro viene raccolto anche grazie agli spettacoli de Les Enfoirés. L’8 e il 9 marzo ci sono stati due giorni di raccolta di prodotti alimentari e di igiene nei supermercati, che hanno permesso di fare una colletta di 6500 tonnellate in 5200 supermercati, il 7% in più dell’anno scorso (vuol dire che la gente resta generosa, malgrado la crisi).

I Restos du coeur hanno denunciato una volta di più  la tirchieria dell’Unione europea. Il Consiglio europeo,  nella proposta di budget 2014-2020 (respinto dal Parlamento europeo), ha abbassato gli aiuti alimentari a 2,5 miliardi di euro per i 27 paesi, “mentre per fare la stessa cosa che facciamo adesso  servirebbero 4,7 miliardi”, affermano ai Restos.

  • Spartacus

    Se può interessare, posso fornire dati e fatti riguardanti l’azione dei Restos du cœur e di una delle sue branche meno conosciute, ma estremamente preziosa, les Toits du cœur, che si occupano giustamente di fornire gratuitamente un tetto, un vero appartamento, per quanto piccolo, pulito e nuovo, a chi ne è sprovvisto.
    Le persone che vi fanno ricorso vengono dalle classi sociali medio-basse, con un’importante presenza di immigrati e di donne vittime di violenze.
    L’associazione non solo garantisce un tetto per un anno, ma assicura anche un aiuto giuridico e materiale per la ricerca di lavoro.
    La reiserzione, la dignità ritrovata, una nuova vita che riparte, sono ovviamente i fini dell’associazione.

    Le scelte dell’Unione Europea mi sembrano, tanto più in questa fase, semplicementi criminali.