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losangelista

I Predoni del Palinsesto

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Il termine, timeshifting sa di fantascienza ma lo “spostamento temporale” si rifersice alla pratica sempre piu’ diffusa di registrare programmi televisivi sui DVR, i  congegni per la diffusione delle informazioni sui programmi e la loro registrazione automatica inclusi sempre piu’ spesso nei decoder delle piattaforme cavo e digitali. I registratori digitali ormai in uso nel 33% delle case americane, consentono di registrare i programmi  e di guardarli ad un ora diversa da quella della messa in onda, cioe’ quando fa comodo all’utente, liberato dalla sequanzialita’ del palinsesto; una fruizione televisiva molto meno passiva e piu’ simile a quella dei contenuti in rete. La diffusione dei DVR capaci di programmazione multipla era stata accolta come l’apocalisse da programmatori e pubblicitari perche’ permette allo spettatore di saltare gli spot pubblicitari in fase di visione con la semplice spinta di un bottone (lo skipping). Niente occhi sulle pubblicita’ equivale a niente guadangi secondo il modello commerciale su ui da 60 si regge la televisione. Ora uno studio della Nielsen, la principale societa’ di rilevamento di audience,  rivela a sorpresa che nel target demografico dei 18-49, quello piu’ “pregiato”, il 46% degli spettatori si guarda tutti gli spot registrati pur avendo la possibilita’ di evitarli. Un dato che fa radicalmente rivalutare la catastrofica emorragia di spettatori/consumatori temuta dai network e che gli analisti attribuiscono alla forza dell’abitudine: cioe’ pur avendo la possibilita’ di asumere il controllo, molti spettatori preferiscono mantenere l’attegiamento passivo istillato da decenni di visione televisiva. Un’ottima notizia per l’industria,  che dimostra altresi’ quanto sia difficile prevedere con precisione gli effetti tecnologci sulle abitudini di consumo. Il DVR ha avuto anche altri effetti profondi sul modello televisivo. Il suo utilizzo ha portato ad un ulteriore frammentazione del pubblico dando a programmi che non avrebbero altrimenti potuto sopravvivere l’opportunita’ di trovare un pubblico magari inferiore ma assai devoto di “timeshifters”. E’ ormai pratica diffusa – specie nei segmenti di spettatori troppo indaffarati– registrare una serie di programmi e guardarseli nei ritagli di tempo, crearsi  cioe’ un palinsesto personale. La stessa Nielsen ha modificato il modo in cui misura la visione di spot  (dati che determinano il costo delle inserzioni) dalla sola visione “in diretta” al cosiddetto commercial+three,  il rilevamento che allarga la finsestra di visione misurata a tre giorni successivi alla messa in onda. Quando si applica questa misura alcuni programmi registrano un incrmento dell’audience fino al 20%. Tutti dati tra l’altro che danno l’idea di quanto nell’era digitale le nostre abitudini e consumi siano accessibili in dettaglio da chiunque.