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Rovesci d'Arte

I personaggi-gadget di Murakami sbarcano a Roma

 

Mentre il Castello di Versailles di Re Sole accoglie ancora, tra le sue sontuose sale, le opere del giapponese Takashi Murakami (i suoi manga erotici hanno sollevato non poche polemiche in Francia), Roma si prepara allo “sbarco” dell’artista presso la galleria Gagosian, dove Murakami – a partire dal 13 novembre e fino al 15 gennaio prossimo – presenterà le sue ultime opere, ispirate alla tradizione pittorica del suo paese. Murakami, smaliziato autore-gadget che non disdegna case di moda né gli otaku ossessionati dagli anime, ha per anni popolato la scena dell’arte contemporanea con i suoi personaggi perduti in boschetti allucinogeni, bambini virtuali pronti ad allearsi con alieni e marziani che vivono in regni dove prolificano occhi e si preparano a viaggi ipergalattici in compagnia, magari, di cowboy che spruzzano energia vitale come fosse spumante. Dopo un inizio di carriera tradizionale, con tanto di dottorato presso la Tokyo National University, Murakami negli anni 80 entrò in rotta di collisione con i personaggi dei manga, come Doraemon e Hello Kitty. Il risultato fu l’archiviazione dei pennelli e la nascita di Mr Dob, altergo dell’artista. Fra gli attori del nuovo mondo – disegnato con la tecnica del superflat – si inserirono anche Kaikai e Kiki, bizzarre creature in balia delle emozioni. Oggi, però, Murakami annuncia un ritorno alla pittura. Chissà se postnucleare, come i paesaggi a cui ci ha abituati nel tempo.