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Nuvoletta rossa

I nuovi mostri “indie” della primavera a fumetti

Tre letture recenti, tutte diverse, tutte sovrapponibili in quanto a bacino d’utenza, tutte accomunate dall’unico comune denominatore delle atmosfere haunting, termine inglese fantastico nel metodo e nel merito comunemente usato per definire le infestazioni fantasmatiche e demoniache. Sfumature di perturbante che magari non porteranno il fumetto del malessere al next level, come da dettami del marketing attuale, ma sicuramente arricchiscono di suggestioni post-modern e post-pop la primavera del fumetto per lettori maturi.

"In inverno..."- la copertina © Bao Publishing, 2015

“In inverno…”- la copertina © Bao Publishing, 2015

In cima alla mazzetta delle uscite c’è il romanzo grafico scritto e disegnato come autore completo dal disegnatore di Dylan Dog e frequent host di Servizio Pubblico Sergio Gerasi, In inverno le mie mani sapevano di mandarino. 128 pagine edite da Bao Publishing e disponibili in libreria a 15 euro. Il racconto ricorda le suggestioni di fumetti cult come Brooklyn Dreams di DeMatteis e Barr o Rughe di Paco Roca. Un tema poco fumettoso, quello della malattia mentale, della perdita di sé causata dai guasti dell’età, dagli amori fortunosamente sfortunati, dalle sindromi di stress post-traumatico connaturate all’urban lifestyle. Gerasi ne tira fuori un racconto di notevole spessore narrativo e visivo, sintetizzando medium e messaggio in un approccio volutamente super-deformed memore della lezione di illustratori attraverso lo specchio come Sir John Tenniel, e in una continua alternanza di alto e di basso: mostriciattoli alieni alla Bill Plympton, mari sonnolenti in puro stile Pratt, colpi di scena strappati di peso al melò new age di Yann Martel… pur nella difficile convivenza dei generi e dei piani narrativi, ne esce un volume sorprendentemente coeso e convincente, da assaporare con calma, impreziosito da una notevole persistenza: un ibrido cartaceo e teratologico che denota la crescita esponenziale dell’autore trentasettenne e fa sperare in altre scappatelle autoriali (o al limite, in un one-man show sulle pagine dell’Indagatore dell’incubo).

"Cinque allegri ragazzi morti" - La copertina © Panini 2015

“Cinque allegri ragazzi morti” # 0 – La copertina © Panini 2015

Più indie ancora, Davide Toffolo, rockstar militante e cartoonist con una storia divisa fra la scuola del fumetto bolognese di Zio Feininger (professori: Pazienza, Mattotti, Brolli…) e quella friulana del movimento punk Anni ’80 The Great Complotto. Non a caso, stiamo parlando di un autore che padroneggia a un tempo matite e chitarre e microfoni, e che ha sempre razzolato con nonchalance e svisate di affettuoso humour nero sul terreno del giovanilismo spinto: lo testimoniano operine rock come Piera degli spiriti, Graphic Novel is Dead e Cinque allegri ragazzi morti. È proprio l’allegra banda di liceali revenant il cuore della nuova scommessa editoriale che Panini Comics dedica a Toffolo: in programma, la ristampa integrale in 12 albi di tutto il materiale prodotto sull’argomento dall’autore friulano a partire dal 1999 a oggi. Prima scintilla dell’iniziativa, il numero zero tutto speciale distribuito in edicola e in libreria a marzo 2015 a 5 euro con le origini dei CARM impreziosito da una copertina-omaggio a sbalzo modellata su quella del primo indimenticabile LP dei Ramones, nelle parole di Toffolo stesso “Un consiglio di ascolto”. Le prossime puntate, a partire da maggio, con la riproposizione a cadenza mensile di tutte le avventure di Gianni Boy & C., compresi tre albi di materiale inedito. La collezione definitiva di El Tofo.

"Outcast" #1 - la copertina © Saldapress 2015

“Outcast” #1 – la copertina © Saldapress 2015

L’orrore puro è garantito dallo sceneggiatore di Richmond, Kentucky, Robert Kirkman. Che, non pago di aver dato alle stampe il best-seller del momento, The Walking Dead, ora ci riprova con un altro fumetto da paura. Se la formula alla base di TWD consiste in uno zombie movie cartaceo costruito secondo i canoni imposti da George A. Romero a partire da La notte dei morti viventi (1968), con Outcast, questo il titolo della serie, l’idea è alzare ulteriormente l’asticella: il fulcro della vicenda, infatti, è un giovanotto coinvolto malgré soi in una sarabanda di possessioni demoniache. E quindi: provincia americana tremenda come in Fargo, Morti e sepolti Twin Peaks, con quei paeselli da quattro case in cui l’unica luce è rappresentata dal drugstore, dalle insegne del distributore o dal diner; personaggi archetipici, dall’eroe riluttante, al sacerdote tormentato, all’anonimo figlio di puttana vestito però come il consigliori Robert Duvall ne Il Padrino di Coppola, quindi brividoso per definizione; E una trama vischiosa, che dalle prime battute promette un andamento più erratico e disturbante dell’anabasi di Rick Grimes e soci, e che nasce sotto il segno della transmedialità, con una nuova serie Tv attualmente in preproduzione. Difficile giudicare una serie a puntate dall’albo speciale appena lanciato in edicola da Saldapress al prezzo speciale di 1 euro per 72 pagine. Ma i prodromi sono sicuramente promettenti, vuoi per il ritmo sommesso e vagamente passivo/aggressivo della storia, vuoi per i disegni di Paul Azaceta, artista con solidi trascorsi Marvel e Dark Horse Comics e un segno simile a quello del David Mazzucchelli di inizio carriera. Periodicità da denuncia alla Corte dei diritti dell’uomo, cioè bimestrale: ma alla Salda non disdegnano raccolte e best of, quindi si tratta solo di aspettare.