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FranciaEuropa

I francesi senza illusioni sull’integrazione degli immigrati

Il continuo martellamento del governo contro l’immigrazione, descritta come eccessiva, e contro l’islam, religione le cui pratiche vanno arginate, ha prodotto i suoi effetti: secondo un sondaggio dell’istituto Harris Interactive, realizzato per la tv parlamentare Public-Senat, per più dei tre quarti dei francesi (il 76%) gli immigrati “non fanno sforzi sufficienti per vivere in armonia in Francia”. Al contrario, per il 54% la società francese si impegna sufficientemente per integrare gli stranieri. In conclusione, il 66% ritiene che oggi l’integrazione funzioni “male o piuttosto male” nel paese. Questa opinione è condivisa da elettori di destra e di sinistra. Ma per motivi diversi. Gli elettori di desra evocano la criis delle periferie, l’islamismo, mentre gli elettori di sinistra hanno un approccio più culturalista, parlano di “società mosaico” che non ha mantenuto le promesse.  Françoise Lorcerie, specialista delle questioni di integrazione al Cnrs, ritiene che in questo periodo si sta diffondendo “un’immagine diabolizzata degli stranieri” . Secondo la studiosa, “In un periodo di crisi si cerca di imputare a un altro l’origine dei nostri problemi”. Sarkozy e il partito di maggioranza soffiano sul fuoco, per cercare di esorcizzare i sondaggi che più volte hanno dato l’attuale presidente non presente al ballottaggio della presidenziale del 2012, nel caso decidesse di ripresentarsi, scavalcato da Marine Le Pen. Nel 2007, Sarkozy era stato eletto grazie al fatto di aver attirato na buona fetta dell’elettorato popolare del Fronte nazionale. Un elettorato che oggi, deluso, sembra voler tornare all’ovile.

Il compito di rivolgersi all’elettorato estremista è stato affidato al nuovo ministro deli interni, l’ex segretaro generale dell’Eliseo, Claude Guéant. Il quale intende ormai non solo più andare oltre l’obiettivo di 28mila espulsioni l’ano di clandestini, ma anche limitare l’immigrazione legale, per ragioni di lavoro e per i ricongiungimenti famigliari. Ogni anno, la Francia accorda circa 200mila permessi di soggiorno (30mila per lavoro, 80mila per i ricongiungimenti, più di 60mila agli studenti stranieri). Sos Racisme ha denunciato Claude Guéant per “incitazione alla xenofobia”.  Il ministro si difende, dicendo di essere stato “frainteso” quando ha parlato di “francesi che non hanno più la sensazione di essere a casa loro”. Guéant intende stabilire un “codice della laicità”, per far rispettare a tutte le religioni una base comune di “neutralità”. Vuole limitare le preghiere dei musulmani per strada il venerdi’ (dovute alla carenza di spazio nelle moschee). L’11 aprile è entrata in vigore la legge che bandisce il “volto coperto” in tutti gli spazi pubblici.