closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

I Forzieri della destra

Sabato e’ stato il giorno della manifestazione pop-con (termine che  conio qui e ora  per descrivere l’attuale movimento populist-conservatore di tea party e dintorni) guidata da Sarah Palin e Glenn Beck, piagnone capo della Fox News di Rupert Murdoch. Piagnone nel senso che la sua specialita’ consiste nello scoppiare in patriottici singhiozzi in diretta al contemplare questa o quella ignominia sofferta dalla sacra patria America per mano della congiura ateo-islamico-socialista che la minaccia e deturpa il suo onore di shining city on the hill. Il suo “rally” davanti  al Lincoln Memorial ha provocato piu’ polemiche del solito (e una contromanifestazione afroamericana) per aver scelto per il meeting di bianchi conservatori il luogo, e il 47mo anniversario, del piu’ celebre discorso di Martin Luther King. Un evento che ha ulteriormente oltrepassato– spostandola su valori quasi “italiani” –  la demarcazione fra informazione e schieramento politico del network il cui slogan e’ “fair and balanced” e che guida di fatto l’opposizione anti-Obama:  e’ stato l’equivalente di un comizio di Emilio Fede  al Family Day, per dire. Qui un bel editoriale di Frank Rich, corsivista del New York Times, che citando a sua volta la lunga inchiesta di Jane Mayer per il New Yorker, delinea finanziamento occulto del tea party , raccontando come dietro al  sedicente “spontaneo movimento popolare della destra” ci sia un triumvirato di miliardari. A foraggiare il movimento dell’ira populista contro “il socialista della casa bianca”, oltre a Murdoch, sono i fratelli Koch: David e Charles, tenutari di un impero  industriale con tentacolari  interessi petrolchimici. L’istruttivo articolo di Rich collega le loro finanziarie politiche,  Americans for Prosperity e FreedomWorks, ad altre organizzazioni-ombra dietro a simili attacchi della destra industriale a Roosevelt (American Liberty League) e Kennedy (John Birch Society) – strumenti eversivi al servizio degli interessi repubblicani che in tempi di opposizione vi ricorrrono regolarmente per sabotare le amministrazioni avversarie (aggiungeremmo il famigerato Committee to reelect the President messo in piedi dalla casa bianca di Nixon). Rich finisce ricordando come Roosevelt e Kennedy seppero reagire vigorosamente all’attacco politico pilotato mentre un simile reazione non si e’ invce  ancora materializzata da parte di Obama. E forse e’ ora.

  • Paolo1984

    I Tea Party sono ultraliberisti contrari ad ogni forma di giustizia sociale e assistenza statale per i poveri e sono anche fanatici religiosi.
    Insomma, la feccia della feccia politicamente parlando