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losangelista

I Conti con la Tortura

C’era ance Robert Redford  fra gli attori e gli autori che hanno partecipato all’edizione di Reckoning With Torture che ha chiuso il festival di Sundance sabato scorso. Si tratta di una pubblica lettura di verbali di interrogatori tenuti a Guantanamo, Abu Ghraib e altre basi segrete in cui nel nome della lotta al terrorismo sono state utilizzate “tecniche speciali” di interrogazione ovvero la tortura. I documenti sono stati ottenuti tramite il Freedom of  Information Act dalla ACLU (American Civili Liberties Union) che da un paio di anni ne organizza pubbliche letture in teatri e universita’ in collaborazione con PEN, l’associazione americana degli scrittori col sottotitolo di testimonianze  dal fronte della guerra al terrore. A Park City l’evento e’ stato tenuto nello storico cinema di Sundance, l’Egyptian, con la partecipazione tra gli altri di America Ferrera,  Paul Auster e Annie Proulx (e scene di dell’artista multimediale Jenny Holzer) e lo stesso patron Redford che l’ha dedicato a “ritrovare una misura della nostra umanita’” . Il tutto e’ stato filmato per un prossimo documentario firmato da Doug Liman il regista noto per Swingers, Bourne Identity, Mr & Mrs Smith e recentemente Fair Game e che abbimao incrociato fuori dallo pettacolo.

– Perche’ e’ necessario un progetto come questo?

I fondatori di questa nazione hanno specificamente voluto fondare un paese in cui cose come la trtura non fossero possibili. Come diceva Jefferson: “coloro che sacrificano la liberta’ nel nome della sicurezza non meritano ne l’una ne l’altra”.  Senza contare lo sfondo razzista diqueste tattiche. Le garantisco che se la polizia cominciasse a prelevare persone bianche dalla strada tenendole in carcere per mesi e anni senza processo sarebbe un altra storia.

–  Cosa puo’ fare l’America per ritrovare un senso morale?

Seondo me e’ necessarai una truth commission come quele convocate in Sudafrica o in Ruanda dopo le ingiustizie commesse i quei paesi. Occorre riconoscere cio’ che e’ accaduto e chiedere scusa. Come Americano  credo che questo sia assolutamente imperativo per poter procedere oltre.

Doug Liman