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Islamismo

Hillary, si ricordi di Calipari

Al Segretario di Stato signora Hillary Rodham Clinton.
Sono tra quegli italiani che hanno sperato in un cambio dell’Amministrazione americana e hanno gioito per l’elezione di Barack Obama. La fine dell’era Bush ha dato un sollievo a tutti noi e soprattutto a quelli che venivano accusati di antiamericanismo solo perché si opponevano alla politica di un presidente.
L’accusa di antiamericanismo è tornata fuori in questi giorni diretta non a singole persone ma addirittura alla giustizia italiana per la condanna di Amanda Knox. So per esperienza che non sempre le sentenze sono quelle che riteniamo più eque e comunque la condanna di una giovane ragazza è sempre una tragedia, ma cercare di screditare la giustizia italiana non mi sembra una buona tattica soprattutto in vista di un processo d’appello.
Non è su questo però che voglio rivolgermi a lei. Lei ha mostrato disponibilità ad ascoltare le ragioni della senatrice Maria Cantwell sul caso Knox, io ho cercato invano di essere ascoltata da una autorità americana (e coloro che mi hanno interrogato non ne hanno tenuto conto) su un caso che mi hanno vista coinvolta in Iraq: la sparatoria da parte dei soldati americani che ha provocato l’uccisione di un agente dell’intelligence italiana Nicola Calipari.
Nessuno ha mai voluto ascoltarci perché la morte di Calipari e il mio ferimento e quello di un altro agente è stato considerato normale in un teatro di guerra come l’Iraq. Ora gli Stati uniti si stanno per ritirare da quel paese, la politica nei confronti dell’Iraq è stata rivista e degli errori riconosciuti, forse ormai è tardi per sapere la verità su quello che è successo la notte del 4 marzo 2005 a Baghdad, ma la possibilità di essere ascoltati da una persona come lei sarebbe se non altro un risarcimento morale non tanto per me ma per la famiglia di Nicola Calipari.

  • paolo1984

    Bè abbiamo un presidente del Consiglio che da 15 anni ormai scredita la giustizia italiana delirando di “toghe rosse”, “giudici politicizzati” e via di seguito quindi a forza di sentirlo ripetere non è tanto strano se all’estero inziano a dubitare della correttezza del nostro sistema giudiziario, è l’effetto della propaganda berlusconiana che alla lunga penetra anche negli USA.
    Tanto più che gli americani si fidano solamente del loro sistema giudiziario quindi credo che se la Knox fosse stata condannata in Francia, in Inghilterra o da qualunque altra parte le reazioni sarebbero state le stesse.

    Ovviamente fai bene (posso darti del tu?) a chiedere di essere ascoltata sul tuo sequestro e la morte di Calipari, penso però che su questa vicenda il parere di Obama non si discosti da quello di Bush, quando si tratta di difendere i loro militari non esiste differenza tra democratici e repubblicani.

  • carlo

    Penso che agli occhi di un cittadino USA vi sia una sostanziale differenza tra le due situazioni. Quella capitata in Irak risponde a una situazione di guerra, con tutti gli imprevisti e i fraintendimenti, volenti o nolenti, che in quelle circostanze purtroppo succedono.
    Quella verificatasi in Italia ad Amanda è avvenuta in una piccola città, con tutta la “serenità” e la “pace” che le circostanze avrebbero dovuto offrire.
    Ecco perchè ritengo che quandanche la Clinton l’ascoltasse, ammesso che la sig.ra Giuliana si accontentasse, penso che il Segretario di Stato non prenderebbe poi alcuna iniziativa.
    Gli USA sono andati in guerra molte volte dalla fine del II conflitto mondiale ed anche le donne di quel paese hanno un altro approccio e sensibilità alla questione.
    Ai loro occhi la sig.ra Giuliana apparirebbe come un’italiana che pretende di essere trattata come una cittadina americana.
    La Clinton non avrebbe difficoltà a farle notare che dovrebbe pretendere di essere difesa e risarcita dal suo paese, piuttosto che dal sistema giudiziario o dal governo USA.

  • Nicolò Gueci

    Propongo una raccolta di firme in appoggio alla richiesta di Giuliana.
    Parallelamente, credo che sia necessario indagare sul comportamento dell’ufficiale italiano presente nella base.

  • Nicolò Gueci

    C’è una tomba dove i morti non riposano in pace, ma di continuo si rivoltano: la nostra corta memoria

  • luisa brolis

    cara Giuliana, come molti, anch’io sto aspettando che sia fatta luce e giustizia, per Nicola Calipari ed anche per te … non posso dimenticare quei giorni e l’assurda non reazione, il silenzio sceso e l’indifferenza… sono con te!!!