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Horror Vacuo

Henley resta fino a notte: intervista con Clay McLeod Chapman

Il quotidiano New York Times dedica il suo spazio a Clay McLeod Chapman e per parlare dei suoi show – a metà tra teatro arcobaleno e network occupante – richiama la poetica di H. P. Lovecraft. Va da sé, Chapman è il fondatore di uno degli show teatrali sperimentali più longevi d’America, The Pumpkin Pie Show. Il nuovo irresistibile animale da palcoscenico, stregato dai prodigiosi Brecht e Beckett, ha scritto anche una serie di storie raccolte sotto il titolo di Rest Area ed un romanzo, Miss Corpus. Da quest’ultimo è tratta un’opera in concorso al Sundance Film Festival 2012. Si chiama Henley, storia di un ragazzino che vive con suo padre in un motel desertico. La sua paghetta è il risultato di una collezione d’animali morti in strada. Ma quando le casse del motel si prosciugano, la posta in gioco della collezione aumenta pericolosamente. Henley segna la seconda collaborazione tra Chapman (scrittore e sceneggiatore) e Craig Macnaill (regista) dopo il pluripremiato Late Bloomer.

Clay McLeod Chapman – Biografia

HenleySito ufficiale e Trailer

[To those who don’t speak Italian, scroll down and you’ll find the English version]


HORROR VACUO INTERVISTA Clay McLeod Chapman 

LA PAROLA ‘PUMPKIN PIE’

Se penso a Pumpkin Pie la prima cosa che mi viene in mente sono le vacanze autunnali. Ad essere onesto, ho appiccicato quel nome alla nostra performance collettiva – che si chiama appunto The Pumpkin Pie Show – quando avevo diciassette anni. Ero al liceo e cercavo un nome da dare al nostro primissimo evento… e dato che ci trovavamo alle porte della Vigilia d’Ognissanti, il titolo Pumpkin Pie Show sembrò il migliore che ci avesse attraversato il pensiero. Da allora, sono trascorsi quasi quindici anni, e la produzione dello show prosegue. Quel nome mi ha tormentato a lungo. Non credevo potesse durare così tanto.

IL PROCESSO DI SCRITTURA

Di solito le mie storie prendono spunto da fatti reali. Mi capita di leggere le notizie sui quotidiani – sperando di inciampare in qualche cosa che sia capace di ispirarmi al punto da ritagliare l’articolo stesso e tenerlo sigillato fino a quando non sarò pronto a scrivere. Poi, seleziono una o più prospettive dall’articolo originale e cerco di raccontare le diverse versioni della storia, dal loro punto di vista.

Seguo alcuni rituali quando scrivo. Comincio ogni mattino con il computer ancora lontano, scrivo per il resto della giornata più che posso… Se non dedico almeno un’ora al giorno a quest’attività, anche il solo stare davanti al monitor del mio computer, mi sembra quasi che manchi qualcosa nell’arco del giorno e divento abbastanza irritato.

LA MUSICA

Sono un uomo dal benché minimo talento musicale. Mi piacerebbe raccattare uno strumento e suonarlo – ma non è nelle mie corde. Non ho ritmo, nessun concetto della melodia o della progressione degli accordi. Non importa ricordare quanto ci abbia provato in passato, devo accettare il fatto che non sarò mai in grado di fare musica… Ciò significa che mi vedo costretto a cercare mezzi alternativi per comporre canzoni. Ho tentato di inserire una certa musicalità nelle mie storie, un lirismo e una cadenza che somigli alla musica. Resta da vedere se ci sono riuscito o meno, ma questo è il modo tramite cui ho potuto sublimare il mio desiderio di comporre musica, attraverso i miei romanzi e la scrittura teatrale…

REST AREA e MISS CORPUS

Di questi due libri preservo il ricordo di com’è stato scriverli, più di ogni altra cosa. Ognuno ha avuto il suo processo di scrittura in un periodo specifico della mia vita – Rest Area all’università e Miss Corpus negli anni immediatamente successivi – così, quando ripenso a quei manoscritti ora, le memorie di chi ero e di quello che ho vissuto rimangono ancora vivide, ben impresse nella mia mente. Ero così giovane all’epoca!

L’ANIMA DI UN ARTISTA

Da spettatore, credo di aver visto performance dove mi sono sentito emotivamente connesso con la persona sul palco, quasi come se condividessimo un legame etereo – ma è un’esperienza che mi capita raramente di provare. So per certo, da performer, che ogni volta che calco una scena ho la speranza di costruire un ponte in grado di collegare quel golfo che mi separa dal pubblico e di connettermi agli spettatori attraverso la mia arte, i miei scritti… Qualche volta sento di riuscirci. Anche questo è raro – ma quando capita, è un’esperienza davvero sacra.

HENLEY

Henley è un lavoro di grande amore che ha coinvolto me e il suo regista Craig Macneill. E’ basato sul capitolo The Henley Road Motel tratto dal mio romanzo Miss Corpus. Craig aveva menzionato più volte l’intenzione di tradurre in film le pagine di quel capitolo, da quando il libro uscì nel 2003. Ci sono voluti diversi anni per portare il progetto alla luce; è accaduto finalmente e non potrei essere più felice di com’è riuscito.

UN ESTRATTO

E’ la parte che apre il capitolo The Henley Road Motel

“The vacancy sign up front hasn’t worked for years now, ever since I was a kid. The burned out neon looks more like bones brought up from a fire. Even when there was only a little marrow of light left in them, you could still see the name of this place flickering as far as five miles down the highway.

The Henley Road Motel. That was us. My father’s name and my grandfather’s name—mine, too—was just about the only thing you could see driving along Route 52.”

UN ANGELO DEMONIACO SU UNO SKATEBOARD

Nella fase iniziale della mia modesta carriera da scrittore, mi sono imposto di ricercare e trovare l’umanità anche nelle persone ‘inumane’. Simpatia per il diavolo, chiamatela come volete. Intendevo capire se fossi o meno capace di trovare quel piccolo raggio di luce anche nei cuori più oscuri della gente immorale. Non saprei dire di esserci riuscito, ma sento di aver dedicato una buona parte del tempo all’esplorazione del lato demoniaco di ognuno di noi.

ICONE HORROR

Sono sempre stato un fan di David Cronenberg. Gli Inseparabili rimane uno dei miei film horror preferiti. Ma anche Brood – La covata malefica, Videodrome, Scanners.

PROGETTI FUTURI

Ho iniziato a lavorare su una trilogia di storie per bambini. Sono circa a metà del primo volume e spero di poter presto iniziare a scrivere il numero due. La serie sarà chiamata The Tribe e il primo libro, Homeroom Headhunters, uscirà nel 2013 distribuito da Hyperion Books.

HORROR VACUO INTERVIEW with Clay McLeod Chapman

WHAT DOES PUMPKIN PIE REMINDS ME OF

The autumn holiday. To be honest, I selected the moniker for our performance collective — The Pumpkin Pie Show — when I was seventeen years old. I was a senior in high school and needed a name for our very first event… and since it was around Halloween, the title seemed as good as anything else we could have come up with. We’ve been producing these Pumpkin Pie Shows ever since—nearly fifteen years ago. That name has haunted me ever since. I never thought we would last that long.

WRITING

Stories usually begin with some factual source. I’ll score through the newspaper, searching for ideas—stumbling upon something that inspires me to clip out the article and save it for a time when I’m ready to start writing. From there, I’ll select a perspective from the original article and try to tell their side of the story.

I’m pretty ritualistic with my writing process. I start every morning off at my computer, writing as much of the day away as I can… If I don’t have an hour minimum here, working away, even simply just staring at my computer, I feel as if there is something missing from my day and I tend to get pretty cranky.

MUSIC

I am a man who has no musical talent whatsoever. I wish I could pick up an instrument and play—but it’s simply not within me. I have no rhythm, no concept of melody or chord progressions. No matter how much I have tried in the past, I have to accept the fact that I will never be capable of making music… which just means I have to find alternative means of creating songs. I have attempted to embed my stories with a certain musicality, a lyricism and cadence that sounds like music. Whether I have succeeding or not remains to be seen, but this is how I have sublimated my desire to make music into my fiction and theater writing…

REST AREA AND MISS CORPUS

I preserve the memories of writing both books, more than anything. Each was written within a very specific period of my life —Rest Area in college and Miss Corpus in the years immediately following college — so when I think of those books now, recollections of who I was and what I was experiencing during that time are still very vivid and fresh in my mind. I was so young back then!

SOUL OF AN ARTIST

As an audience member, I believe I have seen performances where I feel as if I have emotionally connected to the performer onstage, that the two of us have shared some ethereal bond—but this is a rare experience. I know, as a performer, whenever I am onstage, I’m hoping to bridge that gulf that separates myself from my audience and emotionally connect with them through to material I’ve written… Sometimes I feel like I do connect. This, again, is a rare thing—but when it happens, it’s a very sacred experience.

HENLEY

Henley has been a labor of love for both myself and its director Craig Macneill. It is based on the chapter The Henley Road Motel from my novel Miss Corpus. Craig has always mentioned to me how he would love to turn this chapter into a film, ever since the book was released in 2003. It took us several years to get the project off the ground, but it finally happened and I couldn’t be happier with how it turned out.

A LINE FROM HENLEY

This is the opening section from the chapter The Henley Road Motel

“The vacancy sign up front hasn’t worked for years now, ever since I was a kid. The burned out neon looks more like bones brought up from a fire. Even when there was only a little marrow of light left in them, you could still see the name of this place flickering as far as five miles down the highway.

The Henley Road Motel. That was us. My father’s name and my grandfather’s name—mine, too—was just about the only thing you could see driving along Route 52.”

A DEMONIAC ANGEL ON A SKATEBOARD

As a writer, early on in my very humble career, I gave myself the personal mission statement to seek and discover the humanity within inhumane people. Sympathy for the devil. I wanted to see if I could find that little fraction of light within the dark hearts of immoral people. I don’t know if I’ve succeeded in this, but I do feel as if I have spent a fair amount of time exploring the demonic side within us all.

HORROR ICONS

I’ve always been a fan of David Cronenberg. Dead Ringers remains one of my favorite horror films. The Brood. Videodrome. Scanners.

FUTURE PROJECTS

I have begun working on a trilogy of children’s novels! I am in the midst of finishing book one now — and will hopefully begin writing book two very soon. The series is called The Tribe — and book one, Homeroom Headhunters, will be released in 2013 from Hyperion Books.