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losangelista

Hellfire sulla Libia

Preoccupante inversione di rotta nella politica libica di Washington con la decisione di schierare i droni nei cieli sopra Tripoli.  I voli dei Predator armati di missili rappresentano la ripresa dei bombardamenti americani dal 4 aprile quando gli USA si erano tirati indietro lasciando il comando della campagna libica agli alleati eruopei. L’escalation e’ tantopiu’ inquietante per l’impiego dei velivoli telecomandati, cioe’ l’arma piu’ moralmente sinistra e pusillanime dell’arsenale americano specie per l’impicita minaccia di blitz ad hominem cioe’ l’assassinio mirato – contenute nelle vantate missioni “chirurgiche” dei droni.  Nel dare l’annuncio il generale James Cartwright  ha sostenuto che i droni sarebbero un arma particolarmente adatta al contesto del teatro libico dove “e’ molto difficile distinguere amici dai nemici. I Predator invece sono in grado di volare basso e identificare meglio le truppe a terra”. Affermazione clamorosa vista la strage di cui sono macchiati i bombardieri robot  in Pakistan e Afghanistan dove l’anno scorso le incursioni telecomandate hanno fatto piu’ di 600 vittime civili. Una decisione tantopiu’ piu’ grave perche’ persegue  la fallacia odiosa di guerra “pulita” e tecnologica, di democrazia telecomandata dalle solite console nel deserto del Nevada e implementata da missili Hellfire.