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Poltergeist

Hell on Wheels vs Deadwood – II parte

La struttura del pilot è identica: il protagonista si mostra uomo fermo, determinato a punire i malvagi in una scena iniziale che fa da prologo. L’inizio vero e proprio della storia è spostato alle scene seguenti, quando l’uomo va a portare giustizia e legge in un posto che non ne ha ancora.

Hell on Wheels - protagonista

Captain America

Quando raggiunge finalmente il luogo che sarà al centro del telefilm – la carovana che costruisce la ferrovia americana – il protagonista di Hell on Wheels viene presentato come l’eroe “All-American”, l’uomo accompagnato dalla bandiera e che ha dunque con sé la forza della ragione e può agire con la sicumera di chi difende ciò che gli è dovuto. In un certo senso è lui l’America, una versione di quel Captain America, il supereroe dei fumetti che è stato recentemente rappresentato in film con l’effige di un veterano di guerra.

Anche il protagonista di Deadwood, al suo arrivo nella cittadina che dà il nome alla serie, osserva il panorama che quella versione del nuovo mondo gli offre e i due telefilm indugiano a descrivere in modo speculare, ma sintomaticamente diverso, gli stessi tipici elementi che costituiscono le fondamenta della vita di frontiera: povertà, alcol, prostituzione e violenza.

Hell on Wheels - macellaio

Deadwood - macellaio

In Hell on Wheels, però, la rappresentazione è edulcorata da una patina di fotoromanzo, o fumetto, e nessuna delle immagini ha la forza di un’immagine nuova o dirompente. Sono invece notevoli, per esempio, in Deadwood, le prostitute al balcone del Saloon, tre signorine degne di un Manet da Far West.

Hell on Wheels - prostitute

Deadwood - prostitute

Manet - il balcone

Hell on Wheels - scena drammatica

Deadwood - scena drammatica

Un altro elemento strutturale identico nei due pilot è la scena della damigella in pericolo. In Deadwood la principessina è una prostituta che si difende dal suo drago, un cliente manesco, piantandogli una pallottola nella testa. In Hell on Wheels l’eroina è una bella giovane sposata da poco che viene aggredita dal drago-indiano brutto e cattivo e si difende anche lei come può salvandosi. Mentre in Hell on Wheels la scena si conclude in modo sdolcinato con un’inquadratura prevedibile e noiosa – la tipica immagine della Pietà in cui una donna piange piegata sul cadavere di un uomo morto – in Deadwood la scena e tragicomica: il cliente della prostituta continua a vivere e a parlare nonostante abbia una pallottola nel cranio ed è visitato dal dottore della città che grida al miracolo della medicina. In Hell on Wheels, tra l’altro, la scena “della pietà” si ripete durante il pilot, con un’inquadratura identica a quella della donna e del marito, quando un uomo di colore piange sul cadavere di un compagno ucciso durante uno scontro. La reiterazione dell’immagine rafforza l’elemento portante di questo telefilm, la contrapposizione di ingiustizia e compianto, in una struttura che ricorda molto quella di una telenovela.

Hell on Wheels - paesaggio

Un ultimo elemento da prendere in considerazione è la differenza qualitativa delle immagini dei due telefilm. Deadwood è molto attento all’illuminazione e alla descrizione di ambienti squallidi sebbene affascinanti mentre Hell on Wheels alterna un iper-realismo da telefilm con immagini oleografiche viste ormai troppe volte per essere sopportabili.

Hell on Wheels ha ricevuto critiche tiepide alla sua uscita ma i critici concordano nel trovare che il telefilm migliora con l’andare delle puntate. O forse sarà che ci si abitua davvero a tutto?

  • http://www.pasqualemisuraca.com Pasquale Misuraca

    O forse sono i critici che peggiorano con l’andare delle puntate. La bruttezza perderà il mondo.

  • syrah

    No, non ci si abitua proprio a tutto!!!