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losangelista

Halloween: tortura a pagamento

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Da queste parti Halloween è la seconda festività dopo Natale per fatturato commerciale (un giro di affair da $2,5 miliardi). Utile ricorrenza quindi per indire saldi di stagione e moltiplicare vendite e consumi di ogni genere a partire da valanghe di dolciumi distribuite stasera alle legioni di mocciosi mascherati. Nell’indotto allargato ci sono costumi, special TV, film horror e parchi a tema. Una sottomarca di questi ultimi sono le haunted houses, la “case infestate” nate come “paurifici” artigianali in cui gli avventori sono condotti in bui percorsi labirintici da cui emergono d’improvviso apparizioni spaventose. Alcune sono assurte ad attrazioni in piena regola ad alta specializzazione e cura scenografica cooptati da grandi divertimentifici come Disneyland e Univeral Studios – questi ultimi da qualche anno allestiscono il labirinto zombie marchiato Walking Dead effettivamente impressionante per realismo macabro. Esiste pure la variante teocon per lo spavento moralista – dove al posto di fantasmi e vampiri, gli avventori trovano la catarsi nella rappresentazione dei tormenti infernali indotti dal peccato: l’aborto, l’omosessualità, la droga e l’adulterio. Di case infestate, attorno a Halloween ne operano in USA pare più di 5000, visitate da 12 milioni di avventori; esistono diverse associazioni di settore che ogni anno organizzano fiere e pubblicano riviste specializzate. L’ultimo fenomeno è l’emergere degli extreme haunts una versione estrema della haunted houses che oltre agli spaventi comprendono l’abuso e la sofferenza fisica. Uno di questi la McKamey Manor di San Diego è gestita da un veterano della marina militare che impiega nello staff numerosi ex marines. Agli avventori viene dato un appuntamento in un luogo appartato da cui vengono prelevati (ma è anche disponibile l’opzione rapimento a domicilio). Poi immobilizzati e bendati (e dopo aver firmato una serie di liberatorie) i “clienti” vengono portati all’interno di un locale dove per molte ore vengono sottoposti ad abuso fisico e torture da parte di carnefici incappucciati, compreso il waterboarding, botte e alimentazione forzata, violenze e in generale l’estremo degrado emotivo e psicologico caratteristico delle sevizie. Un tormento con elementi sadomaso che attinge all’immaginario estremo di “era terrorista” con crudeltà di stampo “jihadista” o “black ops” a seconda. Un infiltrazione del presente nel inconscio che riscuote grande successo, pare anche fra reduci delle “vere” guerre spinti, a mo’ de Il Cacciatore a rivivere le aberrazioni che li hanno segnati. Un teatro – forse un “reality” della crudeltà per esorcizzare l’horror dei TG, che comunque  a dire di alcuni che l’hanno provato, può traumatizzare a vita. Tuttavia il successo del McKamey Manor è tale che ora opera tutto l’anno con una lista d’attesa attualmente di 17000 persone.