closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Hail Reagan


Viene celebrato oggi con prevedibile iperbole, il centenario della nascita di Ronald Reagan, quarantesimo presidente, padre dell adestra moderna, santo patrono dei neoconservatori. Professare fedelta’ al reagnismo e’ oggi praticamente un prerequisito di ogni politico conservatore e il pellegrinaggio di ogni candidato repubblicano al copsetto di Nancy Reagan due anni fa ha ben dato il senso compiuto della beatificazione dell’ex attore imitatore di cowboy in padre fondatore dell’ideologia che oggi produce il tea party e contigui estremismi populisti. Questo fine settimana ha visto il prevedibile consesso di suoi seguaci – da Cheney a Gingrich – nei luoghi sacri del reaganismo: la Reagan library sulle colline fuori Los Angeles e il suo ranch vicino Santa Barbara. Ben visibie in prima fila, Sarah Palin anche lei  venuta alla sorgente  dei superpoteri neocon, ad ammantarsi della dottrina originale diventata odierno mantra anti-obamiano: il dogma del governo minimo e del sanamento del bilancio tramite tagli alla spesa pubblica. Un vangelo che non tiene conto del pragmatismo economico dello stesso Reagan che dopo aver effettivamente abbassato  le tasse nel 1981 fini per imporne di nuove per $130 miliardi; quisquilie per un destra che sul mito del virtuoso minimo governo e quello della liberal elite di Washington sta costruendo  l’imminente campagna per riprendere la casa bianca. Cosi’ di Reagan, subito santo, non si ricorda il patto con l’intergralismo cristiano, assurto quasi a governo ombra della sua amministrazione, la politica di colpevolizzazione dei poveri, la perniciosa dottrina trickle down per giustificare il welfare a potenti e corporation. Assenti dalle agiografie del presidente acclamato dai suoi come trionfatore della guerra fredda, anche il nefasto intervento accanto alla destra omicida in CentroAmerica, le mine ai porti nicaraguensi, l’affaire iran-contra; i suoi supporter sono apparentemente soddisfatti dei tranci di muro di Berlino aerotrasportati nel giardino della sua Library californiana ed esposti come trofei della vittoria come spiegava lui stesso con la fine analisi politico che lo contraddistingueva, contro le forze del male. Dietro l’euforia reaganista c’e’ pero’ un incontestabile dato di fatto: l’assenza nei ranghi repubblicani di una figura che gli si avvicini per carisma populista

  • Giovanni Biadene

    Sono un medico veneziano divenuto per emergenza sociale specialista in tossicodipendenze nella Venezia a cavallo degli anni 80-90 invasa dall’eroina grazie alla joint venture mafia del Brenta servizi segreti croati,sulle ceneri dell’ex yugoslavia fatta a pezzi dalle banche europee e dalla NATO sedicente umanitaria del subcomandante D’Alema,per essere poi riassemblata come Europa e come NATO.
    Quel generoso slancio umanitario continua in Afghanistan dove i soldati italiani muoiono per l’Impero essendo ritenuti giustamente gli alleati piu’ leali da Hillary Clinton.Lascio volentieri a Parisi e LaRussa l’onore e l’onere del merito.
    Nei primi anni novanta emigrai a Londra fuggendo sulla scia di migliaia di tossicodipendenti il mucciolismo e il mussolinismo imperanti nella penisola. Mentre in Italia la cocaina era allora privilegio di ministri degli Esteri socialisti e poi piu’ recentemente associata ai bunga bunga del sultano,incontrai a Londra l’uso del crack come fenomeno di massa.
    A chi dobbiamo la coczaina dei poveri?
    Al compianto idolo della destra americana,Obama incluso,Ronald Reagan.
    Fu lui che fece il deal colla mafia del Nicaragua per finanziare la Contra antisandinista.Furono le bande dei neri di LA gli ex Blood and Cripps a smistare su tutti gli Stati USA i preziosi carichi aerotrasportati in California dalla mafia.
    Sulla paranoia indotta chimicamente nel paese il machiavellico Ronald speculo’ perfidamente per creare un backlash anti negri e anti driga che ha fatto degli USA il paese del mondo con piu’ carcerati in percento della popolazione del pianeta.
    Per non dire del lascito sanguinoso del commercio della coca in Messico
    che celebra il centenario di Pancho Villa in un orgia di autodistruzione
    indotta dal commercio della cocaina illegale.
    Per documentarsi meglio e’ doverosoleggere il capolavoro di giornalismo di Gary Webb californiano titolato the Dark Alliance.
    Vi si possono rinvenire le foto di Reagan che stringe la mano ai mafiosi Nica. Di quegli anni atroci Chomski segnala anche la concentrazione mediatica e il restringimento del dibattito poltico americano ad un bipartisan senza alternative autentiche.Regime che continua tuttora con Obama clintonizzato.Invito gli antimafia italiani di centrosinistra ad essere meno provincialmente filoamericani ed allargare gli orizzonti alle mafie dell’estremo Occidente.Non e’ un bel vedere.Se gli americani riescono ad essere nostalgici di quel periodo devono proprio disperare del loro futuro.

  • luca celada

    Gary Webb, trovato morto suicida nel 2004 CON 2 (!) FERITE D’ARMA DA FUOCO alla testa.