closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Guerra dei contenuti: l’escalation

la protesta di Wikipedia

Nel giorno del blackout di internet, con dozzine di grandi siti oscurati e molti altri che hanno esibito la protesta contro i bavagli contenuti nei disegni di legge all’esame di camera e senato americani, si alza il tono dello scontro  fra Silicon Valley e Hollywood.Le leggi proposte, Stop Online Piracy Act (della camera) e Protect IP Act (del senato) prevedono forti restrizioni  alla liberta’ di linkare siti che potrebbero partecipare ad attivita’ “lesive di copyright”,  secondo definizioni cosi’ ampie da legittimare censure preventive ed azioni legali nei confronti di aggregatori, portali, motori di ricerca e dato l’ambiente “connettivo” di internet, praticamente qualunque sito o soggetto che utilizzi le funzionalita’ di ipertesto a discrezione delle autorita’. Le leggi suddette sono state caldeggiate in gran parte dai produttori di contenuti di copyright e in particolare quindi dagli studios di Hollywood che da anni si strappano i capelli per capire come arginare la pirateria che li assilla e passano notti in bianco per gli incubi provocati dal file sharing. I  modelli di distribuzione di film e programmi via video on demand e streaming su internet  stanno cominciando infine a prendere piede (negli ultimi mesi film indipendenti come l’horror Innkeepers e Margin Call, visto allo scorso Sundance,  hanno scelto con buoni risultati di “aprire” per alcune settimane via iTunes e VOD, prima di uscire in sala).  Ma gli studios malgrado i tentativi di affacciarsi in rete con piattaforme come Hulu e Netflix, sposano la linea dura e con SOPA/PIPA tenatno l’affondo repressivo. L’amministrazione Obama che inizialmente si era tenuta neutrale ha di recente espresso il parere negativo nei confronti di misure restrittive delle liberta’ di internet. Il sito Deadline rivela che la presa di posizione e’ stata vista come un tradimento dai capi degli studios e che diversi “mogul” si sarebbero fatti sentire coi cordinatori della campagna di rielezione del presidnete minacciando di boicottare i lauti contributi  che Hollywood ha tradizionalmente dato a Obama. I toni aspri della diatriba danno il senso dell’astio sempre maggiore che corre fra Hollywood Silicon Valley in una “mediasfera” in cui il business digitale ha l’inziativa mentre i produttori di intrattenimento combattono una battaglia sempre piu’ di retroguardia. Si profila una Prima Guerra del Content che potrebbe avere effetti devastanti su internet, su Hollywood e ora anche sul presidente.

l'autocensura simbolica di Google