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FranciaEuropa

Grazia per Jacqueline Sauvage

Nel 2012, Jacqueline Sauvage ha ucciso il marito, sparandogli tre colpi di pistola nella schiena. Nel 2015, un processo in appello aveva confermato la sentenza di primo grado e condannato a dieci anni questa donna di 68 anni, che aveva vissuto un inferno. Per 47 anni, Jacqueline Sauvage era stata vittima delle violenze del marito, che se l’era presa anche con le tre figlie. Un movimento popolare, che ha raccolto più di 400mila firme per una petizione a suo favore, è riuscito ad arrivare fino all’Eliseo e convincere François Hollande, ostile per principio alla grazia presidenziale, ad annullare la pena di Jacqueline. Hollande ha preso la precauzione di concedere una grazia parziale: Jacqueline, che ha già fatto 3 anni di carcere, potrà essere liberata (da aprile) ma la pena non viene cancellata dalla fedina penale. Hollande ha evitato cosi’ di scontrarsi direttamente con l’istituzione giudiziaria e con le due sentenze, dove era presente la giuria popolare. La donna era stata condannata perché il delitto era stato considerato premeditato e non una reazione di legittima difesa.

Tutto il mondo politico si era mobilitato per Jacqueline, dalla destra fino alla sinistra della sinistra, da Robert Ménard, sindaco Bleu Marine, fino a Daniel Cohn-Bendit o Jean-Luc Mélenchon. Il triste caso ha rimesso al centro dell’attenzione la questione della violenza contro le donne. In Francia, ogni due giorno e mezzo una donna muore sotto i colpi del marito o compagno. Ma si calcola che non più del 10% delle violenze coniugali vengano denunciate. Jacqueline era stata ricoverata a più riprese tra il 2007 e il 2012, ma non c’erano state denunce e nessuno aveva agito per difendere lei e le figlie. Adesso il governo ha in mente di modificare la legislazione e di introdurre il principio di “legittima difesa differita” nel Codice penale.